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martedì, giugno 01, 2010

Formazione dei giovani: gli indirizzi del Piano Provinciale

La Provincia pone una particolare attenzione riguardo alla formazione professionale dei giovani, in quanto questi sono il futuro della nostra società. Oggi l’ingresso nel mercato del lavoro rappresenta un problema per i giovani che si evidenzia nella difficoltà di trovare una occupazione appena terminati gli studi, anche perché le loro esperienze sono limitate e di scarso valore pratico.
Per tali motivi è necessario che ci sia una migliore integrazione tra istruzione, formazione e mercato del lavoro. Il nuovo Piano Provinciale per agire in tale direzione ha individuato due percorsi da intraprendere.

Primo percorso
Occorre facilitare il periodo di transizione che intercorre dalla fine della scuola all’inizio del lavoro, per evitare i tempi lunghi che alimentano una allarmante disoccupazione intellettuale di lunga durata. Questo si può ottenere attraverso il potenziamento dell’alternanza scuola-lavoro, nonché dei servizi di orientamento nelle scuole, nelle università, nei Ciof e negli Enti privati; incrementando le borse-lavoro e i tirocini formativi e verificandone l’effettività, la valenza formativa insieme con le garanzie e le opportunità occupazionali.

Secondo Percorso
Altro settore in cui si deve operare è nel rilancio della istruzione tecnico professionale per colmare la mancanza di tecnici e di figure professionali, di tipo intermedio e superiore, di cui c’è forte richiesta: è una opportunità sia per i giovani che per le imprese. Nelle nostre zone la ripresa non può prescindere dalla rinascita del manifatturiero e dei prodotti “Made in Italy”, storicamente collegati agli Istituti Tecnici. Sotto questo profilo saranno essenziali: adeguate attività di informazione e di orientamento; lavorare per migliorare Its, Ifts e anche i corsi di formazione e aggiornamento per le professioni tecniche, da svolgersi nei luoghi di lavoro e in ambiente lavorativo.

Ascolto e ricerca
In questa fase anche altri settori sono particolarmente strategici per la formazione, da quello sanitario, con la grande partita della riqualificazione degli Oss, all’emergenza della sicurezza sul lavoro che non si può affrontare alla radice senza una continua attività di informazione e formazione. Altre figure vanno individuate ascoltando gli attori del territorio e svolgendo serie e professionali ricerche sui fabbisogni formativi e occupazionali che indirizzino la programmazione.

Target deboli
Occorre, inoltre, passando attraverso la realizzazione di specifici interventi, porre una maggiore attenzione a target particolarmente deboli quali: le donne (riducendo le disparità di genere); gli immigrati (favorendo il processo della loro integrazione sociale); gli svantaggiati in generale (consentendogli il raggiungimento di titoli e, nel contempo, migliorando le loro competenze attraverso azioni formative anche personalizzate).

Nuove tecnologie
Un importante contributo potrà essere dato dall’applicazione delle nuove tecnologie alla formazione, con la creazione, il potenziamento e l’utilizzo di Fad e di tecnologie e-learning. Una crisi senza precedenti presuppone risposte senza precedenti, non basate sulla gestione dell’ordinario e utilizzando strumenti ordinari. Per cui c’è bisogno di risposte straordinarie e di un impiego di risorse, che non siano solamente economiche, ma che riguardino soprattutto ingegno e creatività.

martedì, maggio 25, 2010

In prima linea per la sicurezza sul lavoro: centoventi ragazzi parteciperanno alla seconda edizione del cantiere didattico


di Chiara Sentimenti

Hanno partecipato a incontri e seminari per discutere di sicurezza, ora potranno andare sul campo e verificare in prima persona che non si tratta solo di chiacchiere. Centoventi ragazzi dell'ultimo anno degli istituti pre Geometri di Macerata e Camerino parteciperanno giovedì mattina alla seconda edizione del Cantiere didattico, l'iniziativa per diffondere la cultura della sicurezza, ideata dalla Direzione provinciale del lavoro e realizzata in collaborazione con le Zone territoriali 9 e 10 dell'Asur, la Provincia, il patrocinio della Prefettura.

Una giornata in cui gli strumenti potranno visitare un cantiere in piena attività, quello che sta realizzando la palazzina alloggi del comando dei carabinieri di Tolentino, per toccare con mano l'organizzazione, i dispositivi di protezione individuale, le principali macchine e tutto quanto gira intorno alla questione sicurezza. "La nostra missione - ha detto Pierluigi Rausei a capo della Direzione provinciale del lavoro - è quella di dare sempre di più al territorio e con questa iniziativa, unica nel suo genere in Italia, crediamo di aver fornito ai ragazzi un nuovo strumento di crescita che punta sulla sicurezza come percorso di vita e non più unicamente come didattica". Non nasconde la soddisfazione e la valenza formativa del progetto il preside dell'istituto Antinori di Camerino, Enzo Bonacucina. "La scuola oramai è abbondata a se stessa, forse non interessa più nemmeno alle famiglie - ha detto - e trovare degli enti che, invece, vedono in noi un veicolo non solo di formazione ma anche di prevenzione, mi lascia senza parole".

Ha sottolineato l'importanza del raccordo tra i vari enti l'assessore provinciale Andrea Blarasin. "E' un metodo di lavoro che dovrebbe essere usato più spesso anche per altre iniziative" ha detto e, parlando dei ragazzi coinvolti, ha ribadito come questa iniziativa "servirà per avvicinare i giovani al mondo del lavoro e alle sue regole che spesso vengono vissute come distanti e imposte dall'alto". Un progetto che darà, quindi, ai geometri di domani un modello di prevenzione rispetto ai singoli rischi valutabili nel cantiere. Un'idea di non secondaria importanza, soprattutto se riletta alla luce degli ultimi dati relativi alle ispezioni effettuate dalla Direzione provinciale del lavoro nei cantieri da gennaio ad aprile 2010. Dai non ancora confortanti che testimoniano come prevenzione e sicurezza sono ancora due questioni sottovalutate: 498 le ispezioni effettuate, di cui in 283 (il 56%) è stato riscontrato almeno un illecito. Oltre 1500 le posizioni lavorative sottoposte a verifica, di cui 218 irregolari (il 14,20%), 96 i lavoratori totalmente in nero e 15 quelli clandestini. Le somme riscosse per il totale delle violazioni riscontrate, penali e amministrative, è pari oltre 377mila euro.

Tratto da "Il Resto del Carlino" del 25/05/2010

sabato, aprile 10, 2010

Forum sulla droga. Interviene il Presidente Franco Capponi: "Occorre unire le esperienze di tutti"


di Fernando Pallocchini

Affollato il Forum sulla droga organizzato da Giorgio Guidelli, direttore della redazione maceratese del Resto del Carlino e promosso dall’avv. Bommarito.

Consumatori sempre più giovani
Il risultato dell’incontro non è affatto piacevole: l’età dei consumatori si è abbassata a 12-13 anni e vede l’uso contestuale di più sostanze, con l’alcol a fare da contorno. Come se questo non bastasse, è emerso che a Macerata il problema è sottovalutato, in linea con quanto succede, politicamente, nel resto d’Italia dove il “problema droga” mai è stato considerato prioritario.

Non esistono droghe “leggere” o “pesanti”
Eppure è ormai accertato, anche da chi opera nel Sert, per esperienza diretta sul campo, che non esistono droghe da poter considerare “leggere” o “pesanti”: tutte sono deleterie, addirittura devastanti per il sistema neurologico le droghe sintetiche.
Al Sert di Macerata negli ultimi 10 anni sono raddoppiate le richieste di cura da parte di soggetti tossicodipendenti, per l’uso di stupefacenti che è sempre maggiore, grazie al sapiente marketing della criminalità organizzata. Le vittime più indifese sono i giovani (ma anche persone adulte non sono esenti dal consumo) e il disagio si riversa pesantemente sulle famiglie e sulla società.

Dove curarsi?
Il Sert svolge attività istituzionale per il recupero dei tossicodipendenti, oltre a fare opera di prevenzione e di formazione per operatori nel settore delle dipendenze. “La rondinella”, presieduta da Gaetano Angeletti, fa opera di recupero in comunità tramite il binomio “Accoglienza e ascolto profondo” mentre la “Pars” utilizza efficaci programmi terapeutici.

Come si può affrontare il problema?
Dal dibattito nel Forum è emersa una parola d’ordine che ha trovato tutti d’accordo: prevenzione! Tutti cercano di fare prevenzione, il Sert s’impegna continuativamente in campagne d’informazione, “La rondinella”, con i suoi 60 operatori volontari, nel solo 2009 ha visitato 32 parrocchie; anche i volontari della Pars, in collaborazione con il personale delle varie strutture dell’organizzazione, vengono coinvolti in attività di prevenzione.

Le scuole
Punto nevralgico del problema sono le scuole dove si può fare opera di prevenzione, prima preparando il corpo insegnante, poi informando gli studenti sugli effetti dell’uso di droga, con azione di controllo nei momenti clou (entrata, ricreazione, uscita) che serva da deterrente sia agli studenti che a soggetti esterni. Ha affermato don Maggi, direttore dei Salesiani: “Per conoscere la realtà è bene stare in mezzo alle persone coinvolte con un atteggiamento fraterno. La prevenzione si fa anche vivendo la loro realtà”.

L’intervento di Franco Capponi
Il Presidente della Provincia è fortemente convinto della necessità di fare opera di prevenzione, sottolineando che ci sono progetti in corso con il Sert, con i Comuni e con la Guardia di Finanza. Ha accolto favorevolmente la proposta di realizzare un osservatorio provinciale sul mondo della droga, purché non sia fine a se stesso ma, concentrando interventi e risorse economiche, unisca le esperienze di tutti, sia un tavolo di confronto per porsi domande e trovare, insieme, le risposte.

In azione a scuola. Guardia di Finanza e cani antidroga
“Sono in corso presso alcune scuole della provincia – fa presente l’Assessore Andrea Blarasin – incontri tra studenti ed esperti della Guardia di Finanza, con dimostrazioni di cani antidroga. L’iniziativa sta riscuotendo un grande interesse ed è finalizzata sia a informare correttamente i giovani sui reali danni derivanti dall’assunzione di droghe che, attraverso questi studenti, a sensibilizzare le loro famiglie, generalmente in grande disagio e senza sostegni quando si ritrovano con il problema in casa”.

mercoledì, marzo 31, 2010

Nasce la fondazione ITS. Integrare istruzione, formazione e lavoro per lo sviluppo del "Made in Italy"

E’ stata costituita il 22 marzo a Civitanova Marche la “Fondazione Istituto tecnico superiore”(ITS) per le nuove tecnologie e per il “Made in Italy” che opererà nel campo della formazione post-superiore. L’atto è stato sottoscritto dai rappresentanti dei 35 Enti pubblici, scuole, associazioni e imprese.
Per la provincia di Macerata, una tra le Amministrazioni locali promotrici, è intervenuto il presidente Franco Capponi il quale, sottolineando i vantaggi che un ITS sul territorio può portare sia per il settore scolastico, sia per quello imprenditoriale, ha detto: “Tanti giovani potranno acquisire una formazione tecnico-superiore di forte valenza scientifica, in grado di essere spesa con maggiore successo nel mondo del lavoro. Inoltre l’ITS, formando tecnici altamente qualificati per le imprese del territorio, permetterà anche lo sviluppo di tecnologie innovative utili ai processi produttivi e ai prodotti”.

Gli Enti
Tra i soci fondatori, oltre alle Provincie di Macerata, Fermo e Ancona, figurano le associazioni degli industriali di Fermo, Macerata e Ascoli Piceno, l’Anci (Associazione nazionale calzaturieri), ben 13 calzaturifici del distretto, due note aziende di Recanati che operano nell’illuminotecnica e nei termosanitari, la “Scam-Laboratorio tecnologico” di Civitanova Marche. Tra le Amministrazioni pubbliche ha aderito come socio fondatore anche il Comune di Porto Sant’Elpidio, dove la fondazione avrà la sua sede legale. Per il settore accademico e scolastico sono soci fondatori, oltre all’Itis Montani, l’Ipia “Ricci” di Fermo, l’Itcg “Corridoni”, l’Ipsia “Corridoni” di Civitanova Marche, l’Itis “Volterra” di Ancona, l’Itis “Mattei” di Recanati, l’Università Politecnica delle Marche e le Università degli studi di Camerino e Macerata.
Le attività della fondazione coinvolgeranno prevalentemente il territorio maceratese, dove è prevista la realizzazione di due corsi di alta formazione che vedranno la collaborazione fra imprese e scuole, avviata da diversi anni nel settore calzaturiero grazie anche all’attenzione che Confindustria Macerata ha dedicato alla formazione. Nell’ultimo anno 2.200 studenti sono stati coinvolti in attività di orientamento e negli stage; invece 2.800 lavoratori occupati hanno partecipato a iniziative di riqualificazione e formazione finanziate in parte tramite Fondimpresa, in parte dal Fondo sociale europeo (erogato da Provincia e Regione).

L’obiettivo
Secondo l’Assessore Andrea Blarasin è necessario investire sulle persone per rilanciare la competitività, con l’obiettivo fissato sull’innovazione, incentivando le misure per innovare e trasferire tecnologie alle imprese ed evitando di attivare corsi inutili e infruttuosi. “ I percorsi formativi – puntualizza Blarasin – devono essere mirati da un lato a riqualificare la professionalità, dall’altro a creare reale occupazione per chi cerca un lavoro e per chi l’ha perso”. Dello stesso parere è anche Lucia Dignani, presidente del gruppo giovani imprenditori di Confindustria, che afferma: “La formazione favorisce lo sviluppo migliorando le performance delle imprese e salvaguardando anche i lavoratori ‘deboli’, spesso a rischio emarginazione, a causa di competenze inadeguate e senza percorsi di aggiornamento professionale”.
Le iniziative, che devono tener conto delle esigenze del territorio, devono integrare il sistema dell’istruzione con quello della formazione e del lavoro. Considerate tali esigenze, la “Fondazione ITS per il Made in Italy” ha indicato tra i propri obiettivi quello di assicurare l’offerta di tecnici superiori a livello post-secondario, cioè formare figure che rispondano alla domanda proveniente dal mondo del lavoro pubblico e privato in base al settore di riferimento.
Gli studi tecnici superiori sono stati previsti nelle linee guida di riorganizzazione del sistema di istruzione superiore. Questo per contribuire alla diffusione della cultura tecnica e scientifica e a sostegno delle misure per lo sviluppo economico e la competitività del sistema produttivo”.
A questo proposito, l’Assessore all’istruzione Nazareno Agostini afferma: “E’ fondamentale offrire agli insegnanti e agli studenti opportunità di conoscenze per far fronte ai cambiamenti del mondo del lavoro”.

martedì, marzo 16, 2010

Ministero della Gioventù e Upi: "Tre milioni di euro per mille e una giovane idea"

Futuro e politiche per le nuove generazioni. E’ stato questo il tema del workshop che si è tenuto lo scorso febbraio a Roma. L’evento è stato promosso dal Ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, insieme con l’Unione delle Province Italiane ed è stata una occasione di confronto e approfondimento collettivo tra esperti in questioni giovanili e i rappresentanti delle istituzioni. All’incontro ha partecipato l’Assessore alle Politiche del Lavoro Andrea Blarasin che sostiene l’importanza di interventi organizzativi a favore dei giovani.
Durante l’incontro è stata presentata l’iniziativa “Mille e una giovane idea” a cui sono destinati 3 milioni di euro per progetti proposti dalle Province a favore dei giovani, il cui bando sarà emanato in aprile. E’ una iniziativa che si colloca nel contesto più ampio di un impegno pluriennale che Upi sta portando avanti con il Ministro della Gioventù attraverso l’iniziativa “Azione Province Giovani”, un segnale che vuole mettere l’accento sull’attenzione che il sistema delle Province riserva alle nuove generazioni.
Il Ministero della Gioventù non può che operare nella direzione di una società che si adegua al mercato del lavoro mentre questo cambia. La precarietà del lavoro giovanile e il rischio di esclusione sociale devono essere affrontati con azioni generali capaci di comprendere ambiti diversi. L’obiettivo è quello di creare imprese e, in generale, di valorizzare il potenziale dei giovani nella loro scommessa sul futuro. “ Le politiche giovanili – ha precisato il Ministro Giorgia Meloni, intervenendo al convegno – devono essere lette come una opportunità di mettere in campo strumenti a favore dei giovani, in rapporto con Regioni, Province e Comuni, perché così si possono intercettare meglio le necessità dei giovani”.
Le Province hanno un ruolo fondamentale nel coordinamento delle politiche per i giovani, perché si occupano di istruzione, di formazione professionale, di lavoro, di ambiente e di sviluppo. Temi questi su cui partire per mettere in campo strumenti e competenze capaci di permettere ai giovani di crescere e competere nella nuova società globale. “La nostra idea non è quella di distribuire tanti aiutini – continua ancora Giorgia Meloni – ma di mettere in moto l’ascensore sociale e rimuovere gli ostacoli che impediscono una vera mobilità sociale e fanno sentire il giovane inadeguato.” Bisogna quindi fare spazio a tutte quelle scelte che sappiano interpretare le necessità dei giovani, fornire la giusta motivazione facendo capire loro che anche a trent’anni si possono realizzare cose importanti. “La Provincia di Macerata si è già attivata - puntualizza l’Assessore Blarasin – e sono allo studio diversi progetti, in grado di coinvolgere il nostro territorio e le sue realtà sociali. Questo perché soprattutto nei momenti di crisi è fondamentale responsabilizzare le generazioni più giovani di fronte alle sfide della società contemporanea, quando il coraggio e la creatività possono effettivamente fare la differenza”.

lunedì, marzo 15, 2010

Alla ricerca del lettore perduto.


di Nazzarena Luchetti

Il libro forma, istruisce, consola, sviluppa il senso critico e logico, è uno strumento prezioso per aprire la mente e arricchire il linguaggio: una persona che non legge o legge poco possiede un linguaggio con vocaboli ridotti. Perché allora gli italiani leggono poco? Per noia e mancanza di tempo, queste sono le risposte emerse dell’indagine svolta dall’Associazione Italiana Editori.
Secondo i dati forniti dall’Aie, infatti, nel 2009 solo il 45,1% degli italiani ha letto almeno un libro. Gli appassionati del libro, i lettori abituali che leggono più di 12 libri l’anno, sono il 15,2%. Tra i 25 paesi dell’Unione Europea l’Italia si confina al 19° posto.
In altre parole, la lettura non è certo l’attività preferita degli italiani e se proprio si deve leggere, la maggior parte preferisce farlo in vacanza o quando non ci sono programmi da guardare in tv. Consoliamoci, perché rispetto al 2008 siamo cresciuti di qualche punto. Dai dati emerge che leggono più donne che uomini e il titolo di studio influisce molto sui livelli di lettura: laureati e diplomati leggono di più.

Le librerie della provincia maceratese

Da una inchiesta fatta in provincia di Macerata risulta che le cose vanno un po’meglio rispetto al resto d’Italia. Crescono i lettori soprattutto giovani e viene confermato l’alto numero delle donne che leggono. Roberto della libreria Mondadori di Matelica fa notare che il genere più gettonato è la narrativa a cui fanno seguito saggistica e fantascienza. Cresce inoltre la propensione ad acquistare manuali e guide. Simona, titolare della “Bottega del libro” di Macerata, afferma che i suoi clienti sono persone affezionate, le vendite ci sono non perché cresce il numero dei lettori ma perché chi legge lo fa sempre di più e acquista più libri. Osserva, inoltre, che spesso sono i genitori ad acquistare i libri per i loro figli assecondando più i loro gusti che quelli dei ragazzi. La famiglia e gli insegnanti ricoprono un ruolo fondamentale nell’educare alla lettura i giovani: se non amano i libri difficilmente possono trasmettere la passione per la lettura. Il piacere di leggere deve essere trasmesso fin dall’infanzia. Il progetto “Nati per leggere”, che nasce dall’accordo tra i bibliotecari e i pediatri, mira a promuovere lo sviluppo non solo affettivo ma anche cognitivo con la lettura ad alta voce ai bambini da 6 mesi a 6 anni per educare alla lettura. Non si discute sull’importanza di incentivare a leggere ma è la proposta che manca, fa notare Simona. Dello stesso parere è anche la Libreria “Arcobaleno” di Civitanova che auspica incontri con le scuole per promuovere la lettura e l’attrazione per i libri, la capacità di presentare i libri non solo come fonte di sapere ma come ricchezza per la vita.
Servono iniziative per incentivare la lettura e soprattutto trasformare il libro in un piacere affinché il valore della lettura non sia relegato solo nell’ambito culturale. E’ un messaggio per le istituzioni locali perché promuovano strumenti per facilitare gli incontri tra scuole e librerie, per educare alla lettura, per costruire un rapporto tra studente e mondo dei libri che non sia solo occasionale.
Così si promuove la formazione, e pure il commercio, con il ritorno economico dalla vendita dei libri.

Ridare valore al tempo
Le case editrici devono promuovere la lettura, abbandonando quell’atteggiamento autoreferenziale di chi possiede la verità e disdegna chi non legge. Educare alla lettura vuol dire ridare valore al tempo; per dirla con Marcel Proust, occorre ritrovare il tempo, perduto in piaceri vani e inconsistenti e ridargli un valore più autentico. Non solo il tempo ma anche la lentezza, perché la lettura di un libro rifiuta la fretta. A differenza della velocità di Internet, i libri danno il tempo di interiorizzare, capire e memorizzare. Non multa sed multum, dicevano i latini: non la lettura di tanti libri ma la profondità e la comprensione di pochi testi ma buoni.

Libro elettronico o stampato?
Ritornando al libro, ci si chiede se l’e-book, il libro in formato elettronico, soppianterà il testo stampato; non sembra per ora una ipotesi credibile, non fosse altro perché i libri fanno arredamento. Ma ci sono altri motivi per cui un libro stampato non può essere sostituito con uno elettronico: il piacere di toccare la carta, lo spessore, la patinatura, la copertina di un libro, scriverci sopra, la dedica sotto il titolo, gli appunti a piè pagina. I lettori più incalliti sanno che queste caratteristiche fanno parte del piacere di leggere. Comunque, eBook o iPad che siano, è la forma che muta, non la sostanza; importante è (ri)scoprire il valore della lettura e il potere del libro che avvince e seduce, al punto da far dire a molti: questo libro mi ha cambiato la vita.

UN PO’ DI STORIA
I romani amavano leggere, attività considerata non solo stimolante ma altamente qualificante. Leggevano ovunque perfino alle terme. Il detto mens sana in corpore sano voleva dire che le terme non erano solo luoghi per la cura del corpo ma anche un tonico per la mente. All’interno delle terme c’erano tavoli per consultare i libri. Era ancora lontana l’epoca di Gutemberg: per soddisfare il mercato romano dei lettori, i libri venivano copiati a mano e l’equivalente della macchina da stampa erano gli schiavi, che trascrivevano le opere di Virgilio, Orazio, Ovidio su fogli di papiro o pergamena.
Per la formazione dei ragazzi, oltre alle diverse figure che si occupano della loro educazione e istruzione, c’era il librarius che si occupava di perfezionare i giovani nella lettura e nella scrittura.
Per i romani più facoltosi possedere una biblioteca era segno di prestigio e distinzione sociale; non bastava avere molti sesterzi ma occorreva sviluppare abilità oratorie e intellettuali per arricchire il proprio status sociale.
Accanto alle biblioteche private, che comunque venivano messe a disposizione di chiunque volesse servirsene, c’erano quelle pubbliche; tra le più famose la biblioteca di Traiano, di cui se ne possono vedere ancora oggi i resti. Ovviamente erano numerose anche le librerie (tabernae librariae) dove i lettori si incontravano per informarsi e fare critica, che non era solo letteraria ma riguardava tutti gli aspetti della civitas.

ATTUALITA’
Non solo musica e foto, anche i libri, nell’epoca del web 2.0, hanno i loro social di riferimento. Library thing e soprattutto Anobii, sono le piattaforme più importanti per lettori accaniti, che permettono di condividere sul web tutto ciò che riguarda il mondo dei libri.
Anobii è una bussola per orientarsi in un oceano di libri: permette ai propri iscritti non solo di condividere il piacere di leggere ma di creare una propria biblioteca, consentendo di cercare nuovi testi all’interno delle librerie virtuali degli altri utenti. Una biblioteca universale digitale con milioni di libri in 14 lingue diverse, una piazza virtuale dove le persone si scambiano opinioni, idee, facendo anche affari perché si possono vendere e acquistare libri. Ma soprattutto si scrivono recensioni sui libri letti. E qui viene il bello perché l’Italia, che non brilla per numero di lettori, fra i 55 paesi che compongono il social, è il paese più rappresentato. Va bene che siamo un popolo dalla chiacchiera facile ma per giustificare tante recensioni i libri debbono per forza essere letti. “I ragazzi – spiega lo scrittore Nicola La gioia – preferiscono consigliarsi i libri tra loro piuttosto che aspettare l’ennesima recensione, fatta dall’élite intellettuale solo per gli addetti ai lavori, capace di accostarsi a un libro come a un topo morto”. Le recensioni fatte dagli utenti, proprio perchè si basano sulla condivisione, testimoniano davvero la passione per quel libro, perché lo hanno amato o odiato, i passi più significativi, i perché dell’acquisto; nella recensione è trasmessa non solo la trama del libro ma l’esperienza autentica di chi l’ha letto. Più condivisibile di così…

sabato, marzo 13, 2010

Giovani in prima linea per contrastare il consumo di droga. Sinergia tra Provincia, Istituti scolastici e Guardia di Finanza

Anche alla luce dei recenti fatti di cronaca verificatisi nel territorio maceratese, cresce sempre più l’attenzione al problema della droga. Una piaga che, senza scadere in ridondanti e banali considerazioni, interessa in maniera concreta e preoccupante i nostri giovani, purtroppo fin dalle scuole medie. Proprio per questo si stanno moltiplicando in Provincia le iniziative di sensibilizzazione e prevenzione contro l’uso di droghe. Con questo intento, attraverso un incontro con gli studenti dell’Istituto professionale “Bonifazi”di Recanati, si è dato il via ad una nuova campagna di informazione sulle conseguenze devastanti del consumo di sostanze stupefacenti, promossa all’interno delle scuole superiori dalla Provincia di Macerata (assessorato alle Politiche giovanili) con la collaborazione della Guardia di Finanza. L’iniziativa proseguirà settimanalmente fino a tutto il mese di aprile, coinvolgendo complessivamente ben otto Istituti scolastici.
Il presidente della Provincia, Franco Capponi, e l’assessore Andrea Blarasin – presente anche l’assessore all’Istruzione, Nazareno Agostini – hanno illustrato l’iniziativa in una conferenza stampa a cui sono intervenuti anche il comandante provinciale della Guardia di Finanza, Francesco Canuti, e il Maresciallo del Servizio antidroga, Gianluca Montelpare.
Gli incontri programmati nelle scuole superiori prevedono un’attività di informazione da parte di agenti della Guardia di Finanza appositamente preparati. Dopo una prima fase di colloquio e di relazione con i ragazzi, in cui si chiariscono la composizione e gli effetti dannosi delle varie tipologie di droga - e anche dell’alcool – si svolge negli stessi spazi scolastici messi a disposizione una dimostrazione pratica antidroga con l’ausilio dei cani del gruppo cinofilo.
Per contrastare il consumo di droga – è stato rimarcato dagli amministratori provinciali – occorre attuare programmi di prevenzione rivolti alle scuole e alle famiglie, favorendo politiche integrate tra le istituzioni locali di informazione e formazione dei giovani. I prossimi incontri nelle scuole sono previsti il 18 marzo all’Itis “Divini” di San Severino e il 25 all’Ipia “Rosa” di Sarnano. Poi, ad aprile, il giorno 8 proseguiranno all’Istituto d’Arte “Cantalamessa” di Macerata, il 15 all’Alberghiero di Cingoli, il 22 al “Filelfo” di Tolentino e, infine, il 29 aprile all’Ipia “Rosa”, sempre di Tolentino.
Un’occasione per dimostrare che, attuando le giuste sinergie, è possibile contrastare concretamente questo drammatico fenomeno.

tratto da “Emmaus” del 13/03/2010

martedì, marzo 09, 2010

"La formazione aiuta lo sviluppo". Dignagni: "Riqualificare il personale per crescere"


di Franco Veroli

UN MONDO sempre più complesso richiede competenze sempre più elevate e aggiornate. L'obbiettivo di investire sulle persone, e quindi integrare il sistema dell'istruzione con quello della formazione e dell'orientamento, è dunque strategico. Non a caso, dunque, la Confindustria di Macerata è da anni attiva su questo terreno. “La formazione favorisce lo sviluppo migliorando le performance delle imprese e salvaguardando anche i lavoratori ‘deboli’, spesso a rischio emarginazione, a causa di competenze inadeguate e senza percorsi di aggiornamento professionale", spiega Lucia Dignani, presidente del gruppo giovani imprenditori di Confindustria con delega a scuola e formazione.

"RIQUALIFICARE e accrescere la professionalità - continua - vuol dire offrire nuove opportunità di lavoro alle persone e nuove energie competitive alle aziende". Da questo punto di vista la provincia di Macerata può essere considerato un laboratorio privilegiato. "Grazie anche al ruolo di promozione e coordinamento svolto da Confindustria, qui da noi da anni lavoro insieme scuole, imprese, Provincia, Camera di Commercio, Ufficio scolastico, Fondazione Carima e Università: per migliorare la qualità della formazione e diffondere la formazione continua nelle imprese, coinvolgendo migliaia di giovani".

E, INFATTI, solo nell'ultimmo anno, gli studenti coinvolti in attività di orientamento e negli stage sono 2.200; sono invece 2.800 i lavoratori occupati che nel 2009 hanno partecipato ad iniziative di riqualificazione e formazione finanziate in parte tramite Fondiimpresa, gestiti da Confindustria, Cgil, Cisl, Uil, in parte dal Fondo sociale europeo (erogato dalla Provincia e Regione). Risultati che non vengono a caso. "Con le attività del nostro progetto scuola, frutto di una collaborazione avviata quasi trent'anni fa con l'allora provveditorato agli studi e altri enti e istituzioni - evidenzia la Dignani - vogliamo offrire ai presidi, agli insegnanti, agli studenti e alle loro famiglie, opportunità di conoscenza e confronto per meglio comprendere le esigenze della realtà imprenditoriale e i complessi cambiamenti in atto nell'economia e nella società". L'impegno del 2010 è ambizioso: si vuole coinvolgere tutte le scuole della provincia finalizzando le esperienze fino ad oggi acquisite. Esperienze che hanno dato frutti importanti. "Da anni nel nostro Istituto si attivano corsi sulla base di progetti finanziati con il fondo sociale europeo", spiega Enrico Foglia, presidente dell'Istututo tecnico commerciale e geometri "Corridoni" di Civitanova.

“SI TRATTA di iniziative rivolte a soggetti già diplomati o che non trovano un lavoro, che producono esiti positivi: chi è in cerca di occupazione riesce a trovarla e chi già ce l’ha riesce a riqualificarsi professionalmente in modo efficace. Sono corsi che si tengono di pomeriggio, di norma dalle 16 alle 20 e che vedono coinvolti alcuni docenti dell’Istituto e altri provenienti dal mondo delle professioni e dell’impresa. La loro efficacia e validità è dimostrata dalla crescente richiesta di poterli frequentare: quest’anno, per un corso sulla contabilità, a fronte di 15 posti disponibili abbiamo avuto 95 richieste di partecipazione”. Certo è che bisogna ottimizzare le risorse disponibili, peraltro meno consistenti di un tempo.

“SERVE una formazione molto qualificante e mirata – sottolinea Andrea Blarasin, assessore provinciale alla formazione e lavoro – Bisogna fare un uso attento delle risorse per percorsi formativi volti a creare reale occupazione, sia per chi cerca lavoro, sia per chi l’ha perso, in stretta correlazione con le esigenze con il territorio, del nostro tessuto produttivo e sociale. Bisogna evitare corsi inutili e infruttuosi”. Sulla stessa lunghezza d’onda Lucia Dignani: “Serve un utilizzo efficiente ed efficace delle risorse per la formazione, a partire da quelle del Fondo sociale europeo, che possono costituire una leva straordinaria per la crescita qualitativa delle imprese, anche in funzione del superamento della crisi”.

tratto da "Il Resto del Carlino" del 09/03/2010

sabato, marzo 06, 2010

Viaggio nelle scuole per dire stop agli stupefacenti


di Chiara Sentimenti

UN PROGETTO importante per dire basta al consumo di alcol e droga tra i più giovani. E' questa la nuova sfida che la Provincia, in collaborazione con il gruppo cinofilo del comando regionale della Guardia di finanza di Ancona, porterà avanti in otto istituti superiori nei mesi di marzo e aprile. Oltre a lezioni teoriche sulle varie tipologie di sostanze stupefacenti, i ragazzi potranno anche assistere a dimostrazioni pratiche a bordo di autovetture per vedere come lavorano i cani antidroga. "Il consumo di droga - ha spiegato l'assessore Andrea Blarasin - è in costante aumento nella nostra provincia e il luogo in cui si consuma di più, spesso è proprio la scuola. Per questo occorre attuare interventi di sostegno a ogni livello, a partire dalla famiglia e dalla scuola, avviando politiche di formazione e informazione dei giovani attraverso strumenti incisivi di prevenzione. Speriamo che attraverso questa campagna si possa ottenere una sensibilizzazione dei ragazzi e soprattutto dei genitori, affinchè almeno su certi problemi siano un pò meno amici e un pò più rigorosi".

UN PROGETTO nuovo, per parlare ancora una volta di droga e alcol ma in modo più serio e strutturato visto che, come sottolineato dal maresciallo della Guardia di finanza, Gianluca Montelpare, "di questi fenomeni si parla poco e male e, soprattutto alla televisione, si lanciano messaggi sbagliati che diventano complici nella diffusione di sostanze pericolose e proibite. Un'attenzione particolare verrà anche riservata al consumo di alcol, che spesso viene sottovalutato e, invece, in Italia provoca oltre quarantamila vittime all'anno. Con questa campagna vogliamo parlare e investire sui giovani, nella consapevolezza che potranno creare un futuro migliore di quello attuale".
Il progetto, inaugurato all'Istituto Bonifazi di Recanati, vedrà coinvolti nei prossimi giorni anche l'istuto Leonardo Da Vinci di Civitanova, l'Itis di San Severino, l'Ipia di Sarnano, l'Istituto d'arte di Macerata, l'istituto Alberghiero di Cingoli, il Filelfo e l'Ipia di Tolentino.

tratto da "Il Resto del Carlino" del 06/03/2010

Nelle scuole circola tanta droga, parte un progetto


di Carlo Perri

“Consumo di droga in costante aumento nella nostra provincia e, anche da recenti ricerche, la scuola è il posto dove gli adolescenti ne consumano di più”. È il presupposto, illustrato dall’assessore provinciale alle politiche giovanili Andrea Blarasin, da cui prende il via la capillare campagna informativa sul consumo di stupefacenti e sulla dipendenza all’alcool che la Giunta provinciale ha cominciato giovedì scorso e che coinvolgerà fino ad aprile alcune scuole superiori del territorio maceratese. Otto lezioni teoriche e pratiche sul delicato argomento, tenute in collaborazione con i comandi regionale e provinciale della Guardia di finanza. Le Fiamme gialle, infatti, contribuiranno anche a una dimostrazione pratica di come i cani addestrati trovano la droga nascosta in un’auto, grazie alla collaborazione del gruppo cinofilo della Finanza di Ancona. Dopo i sei incontri tenuti nello scorso anno scolastico, un successo per l’attenzione suscitata dai ragazzi, per il 2010 dunque l’iniziativa si allarga.
“L’allerta è sempre alta, ci sono dati preoccupanti, come la mezza tonnellata di hascish sequestrata tra il 2008 e il 2009”, spiega il comandante provinciale della Guardia di finanza, il tenente colonnello Francesco Canuti. Il tema delle lezioni e del messaggio che si vuole trasmettere ai giovani sui pericoli di droga e dipendenza dall’alcool li spiega il finanziere Gianluca Montelpare, maresciallo in servizio alla sezione antidroga regionale: “Elenchiamo gli effetti per stabilire la pericolosità di queste sostanze, far capire perché sono proibite”.
Le scuole coinvolte sono otto: giovedì scorso c’è stato il primo incontro all’istituto “Bonifazi” di Recanati, da giovedì prossimo in poi (escluso il primo aprile) toccherà in ordine al “Leonardo da Vinci” di Civitanova, al “Divini” di San Severino, al “Rosa” di Sarnano, al “Cantalamessa” di Macerata, al “Vernelli” di Cingoli, al “Filelfo” di Tolentino e infine, il 29 aprile, al “Rosa” di Tolentino. “Le istituzioni hanno il dovere di intervenire a tutela delle giovani generazioni, le più esposte al rischio di stupefacenti ed alcool”, conclude Blarasin.

tratto dal “Il Messaggero” del 06/03/2010

giovedì, marzo 04, 2010

Campagna Antidroga : calendario incontri studenti

In merito alla campagna di informazione e di sensibilizzazione nelle scuole sulle conseguenze devastanti del consumo di sostanze stupefacenti e di alcol promossa dall'Assessore Blarasin, si segnalano di seguito le date dei prossimi incontri:

- 04/03/2010: IPSCT "Virginio Bonifazi" sede coordinata di Recanati;
orario: 09,30 - 11,00;

- 11/03/2010: IIS "Leonardo da Vinci" di Civitanova Marche;
orario: 11,30 - 13,00;

- 18/03/2010: ITIS "E. Divini" di San Severino Marche;
orario: 10,30 - 12,00 e 12,00 - 13,30;

- 25/03/2010: IPIA "E. Rosa" di Sarnano;
orario: 09,00-10,30 (prime e seconde classi);
orario: 11,00-12,30 (classi terze, quarte e quinte);

- 08/04/2010: Istituto d'Arte "Cantalamessa" di Macerata;
orario: 11,00 - 12,30;

- 15/04/2010: Istituto Alberghiero "G. Varnelli" di Cingoli;
orario: 11,30 - 13,00;

- 22/04/2010: IIS "F. Filelfo" di Tolentino;
orario: 10,55 - 12,35;

- 29/04/2010: IPIA "E. Rosa" sede coordinata di Tolentino;
orario: 10,30 - 12,00.

giovedì, febbraio 04, 2010

Tolentino: prima edizione della Scuola di Formazione Politica

Il Circolo Politico Culturale Luigi Sturzo di Tolentino ed il Circolo Montolmo di Corridonia, in collaborazione con la Fondazione Magna Carta, sono lieti di presentare la prima edizione della Scuola di Formazione Politica che si svolgerà da febbraio a giugno (per un totale di 12 lezioni) nelle location di Corridonia e Tolentino.La Scuola di Formazione Politica sarà inaugurata dal Senatore Filippo SALTAMARTINI in occasione dell’incontro “La cittadinanza sociale nel pensiero di Don Luigi Sturzo e dei cattolici liberali” che si svolgerà sabato 6 febbraio 2009, alle ore 18.00, presso la Sala Nerpiti del palazzo Sangallo di Tolentino.
All’incontro interverrano altresì Francesco VALLI, presidente della Fondazione Magna Carta, Giulio ARGALIA, presidente della Fondazione Magna Carta Marche, Consuelo ZAMPONI, presidente del Circolo Politico Culturale Luigi Sturzo di Tolentino, Lucia QUINTABA', presidente del Circolo Montolmo di Corridonia, Alessandro MASSI e Riccardo GARBUGLIA responsabili della Scuola di Formazione Politica.
“La conoscenza determina il tuo futuro”, è questo il motto ed il significato intrinseco che gli organizzatori vogliono diffondere. Non una Scuola partitica, bensì una Scuola di politica intesa come “strumento per regolare gli ingranaggi della macchina sociale”, quindi di interessarsi dei problemi della gente, delle necessità delle comunità e del territorio. Un’iniziativa rivolta a tutti quei cittadini, giovani e meno giovani, che hanno voglia di comprendere ed approfondire la coscienza sociale, di individuarne i problemi, crearsi delle opinioni, discuterne con chi ne ha diverse e dare vita a iniziative per risolverli.
Da febbraio a giugno si parlerà quindi delle risorse umane e dei servizi comunali (Dott. Francesco MASSI), dell’assetto regionale dello stato (Prof. DI COSIMO), delle linee guida del bilancio degli enti locali (Dott. Aldo SALCICCIA - Dott. Gilberto CHIODI), della formazione, europa, provincia (Dott. Andrea BLARASIN), delle linee guida di una finanziaria (Sen. Mario BALDASSARRI), del credito e finanza (Dott. Paolo PICCARDONI), della protezione e prevenzione del territorio (Dott. Guido BERTOLASO), del saper comunicare in politica (Dott. Pietro DE LEO), della tutela della famiglia (On. Luisa SANTOLINI), del workfare e del welfare (On. Giuliano CAZZOLA), della politica estera (On. Gianni DE MICHELIS) ed infine delle politiche giovanili con il Ministro Giorgia MELONI.

venerdì, gennaio 15, 2010

Politiche giovanili: intervista all'Assessore Andrea Blarasin

Quale futuro per i giovani?
“La formazione dei giovani è una delle principali criticità – esordisce l’Assessore Andrea Blarasin – i giovani entrano troppo tardi nel mondo del lavoro e con conoscenze poco spendibili, per cui ne restano ai margini per mansioni e stipendi. Il loro futuro occupazionale dipende dall’integrazione tra i percorsi d’istruzione e di formazione da rinnovare e il mercato del lavoro”.

Per agire in tale direzione quali sono i percorsi da intraprendere?
“Credo sia necessario facilitare la transizione dalla scuola al lavoro, evitando i tempi lunghi che alimentano una allarmante disoccupazione intellettuale di lunga durata. E’ necessario un potenziamento dell’alternanza scuola/lavoro, dei servizi di orientamento nelle scuole, università, Ciof e privati, le borse lavoro e i tirocini, verificandone opportunamente l’effettività e la valenza formativa oltre alle garanzie o opportunità occupazionali finali”.

Come colmare il gap tra scuola e mondo del lavoro che richiede tecnici di valenza superiore?
“Occorre rilanciare l’istruzione tecnico professionale – risponde l’Assessore – colmando la lacuna di tecnici e professionali intermedi e superiori: è una opportunità sia per i giovani che per le imprese. La ripresa non può prescindere dalla rinascita del manifatturiero e del made in italy storicamente collegati agli istituti tecnici.

Dal punto di vista operativo quali sono le azioni da avviare?
“Oltre alla riforma degli Istituti tecnici e professionali – continua Blarasin – e a una adeguata attività di informazione e orientamento, sarà essenziale il lavoro su Its, Ifts e su corsi di formazione e aggiornamento nelle professioni tecniche svolti nei luoghi di lavoro e in ambiente lavorativo”.

Ci sono altri settori strategici per la formazione?
“In questa fase è particolarmente strategico il settore sanitario con la grande partita della riqualificazione degli Oss ma è anche importante la sicurezza sul posto di lavoro, che non si affronta alla radice senza una continua attività di formazione e informazione. Altre figure vanno individuate ascoltando gli attori del territorio e svolgendo serie e professionali ricerche sui fabbisogni formativi e occupazionali che indirizzino la programmazione”.

Quali interventi necessitano per le fasce sociali più deboli?
“Si avverte il bisogno – tiene a precisare l’Assessore Andrea Blarasin – di porre maggiore attenzione, anche attraverso la realizzazione di interventi specifici e mirati, verso quelle categorie particolarmente deboli come le donne, per ridurre le disparità di genere, gli immigrati, per favorire il processo di integrazione sociale, gli svantaggiati in generale per consentire loro il raggiungimento di titoli e, nel contempo, il miglioramento delle loro competenze attraverso azioni formative anche personalizzate”.

Per l’attuale periodo di crisi le nuove tecnologie sono di aiuto?
“Certamente le nuove tecnologie applicate alla formazione potranno dare un valido contributo, con la creazione, il potenziamento e l’utilizzo di Fad e tecnologie e-learning. Una crisi senza precedenti presuppone risposte senza precedenti, non basate sulla gestione dell’ordinario con strumenti ordinari, c’è bisogno di risposte straordinarie e di un impiego di risorse, non solo economiche ma soprattutto dell’ingegno e della creatività, che devono avere carattere di straordinarietà”.

giovedì, gennaio 14, 2010

Formazione: il capitale su cui investire


di Nazzarena Luchetti

La formazione e l’istruzione, oltre a costituire elementi di innovazione per competere nel mercato, rappresentano una grande forza economica.
L’espressione “capitale” per molti indica un conto bancario, azioni, beni materiali; la formazione è un patrimonio intangibile, capitale umano che si costituisce tramite la famiglia, l’ambiente sociale, l’istruzione, le esperienze di lavoro.
Nel periodo della rivoluzione industriale e nei primi anni del capitalismo, nell’era delle catene di montaggio fino all’era del boom tecnologico degli anni ‘60, sembravano di gran lunga più importanti le macchine e le materie prime. Poi il boom demografico, il benessere economico, l’aumento della scolarizzazione ha portato come conseguenza una maggiore valutazione delle risorse umane. Ma, pur essendosi sviluppato in Europa prima che altrove, lo sviluppo economico moderno ha investito sul capitale umano con un forte ritardo, cosa che invece non è accaduta negli Stati Uniti dove l’investimento sulle capacità umane è stato determinante per la crescita economica del paese.
Nei paesi europei c’è sempre un approccio più elitario di quello americano nei confronti della formazione. Ciò è più grave in Italia perché non sfrutta le grandi potenzialità tipiche della sua economia e società. Il nostro è un paese fatto di piccole medie imprese, privo di materie prime o di grandi fonti di energia, deve quindi il suo sviluppo e la sua crescita produttiva all’ingegno di tanti.
L’Italia è il paese creativo per eccellenza, a volte però manca la cultura per gestire le idee, per trasformare un progetto in un asset economico. Prendiamo l’esempio di uno stato come l’India, che è diventata una potenza economica in campo mondiale soprattutto perché ha saputo investire sulle capacità e sulla formazione, anche se di pochi (la maggior parte degli abitanti vive ancora in povertà e nell’analfabetizzazione).
Oggi il mercato del lavoro è cambiato e sarà sempre più caratterizzato dalla ricerca di competenze, professionalità e specializzazioni, ricerca della persona ideale per ricoprire un determinato incarico, nella valutazione della sua effettiva capacità. E la formazione farà la differenza. E’ un valore da far proprio e da accrescere nell’arco della vita, per questo si parla di apprendimento continuo.
Occorre entrare in una ottica che il lavoratore cambierà più volte professione nel corso della sua esistenza. Certo, non è un’esperienza facile ricominciare e rimettersi in gioco ma bisogna vedere sotto un’altra luce queste esperienza. Senza nulla togliere al disagio portato dal dover ricominciare, il senso va cercato sul fatto che svolgere una nuova professione porta a sviluppare risorse interiori che a volte neanche si sa di avere. In fondo c’è sempre da imparare e dai momenti di crisi si esce anche acquisendo cose nuove, anche se spesso non corrispondono alla nostra vocazione.
Pensare alla formazione tenendo conto di due valori, la persona e il lavoro, vuol dire realizzare un’offerta formativa finalizzata all’occupabilità del singolo che può contare su un bagaglio di competenze con cui accedere al mercato del lavoro e restarvi, adattandosi ai continui cambiamenti sulla base di rinnovate conoscenze, abilità, competenze che portino anche a una maturazione sempre più articolata e profonda della personalità di ciascuno.
Ciò permette anche di giocare d’anticipo sulla domanda e offerta di professionalità secondo il principio di sussidiarietà che unisce Governo, Province, parti sociali per ancorare la formazione ai bisogni dei diversi territori. A tale scopo non serve creare nuove strutture quanto valorizzare e potenziare quelle esistenti puntando su un sistema integrato di servizi che vanno dal finanziamento dei piani formativi fino all’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Una formazione sempre più aperta grazie alla rete digitale che permette la creazione e condivisione di risorse didattiche a livello globale. Si suppone che entro il 2010 la riqualificazione interesserà il 13% della popolazione adulta (25-64 anni), una media comunque bassa; secondo l’Unione Europea sono ancora poche le persone ad avvalersi di attività formative.
In una economia basata sempre più sulla conoscenza, l’apprendimento continuo è fondamentale ai processi di cambiamento e di sviluppo anche perchè la formazione ha come obiettivo ultimo lo sviluppo e il benessere sociale.

mercoledì, dicembre 02, 2009

La "Piazza dei mestieri": come contrastare la dispersione scolastica

Il problema della dispersione scolastica è il sintomo di una emergenza educativa. La “Piazza dei mestieri” è una struttura torinese, in cui, accanto ai tradizionali percorsi strutturati della formazione professionale, è presente una serie di percorsi flessibili per combattere la dispersione scolastica e sociale. Le cause principali dell’abbandono scolastico dipendono dalle caratteristiche dell’individuo, da fattori legati alla famiglia (famiglie numerose, disagiate, con poco tempo da dedicare ai figli). Studi della Regione Piemonte su questo fenomeno fanno emergere problematiche sociali e il disagio che si nascondono nelle realtà urbane. Lo scopo è di assicurare ai giovani, oltre alle conoscenze di base, l’acquisizione di esperienze spendibili nel mercato del lavoro attraverso momenti di formazione on the job, mediante una rete solida e strutturata sul territorio per agevolare la cooperazione tra scuola, famiglia e istituzioni. Chi si “perde” va aiutato a riscoprire dignità e qualità attraverso azioni integrate e personalizzate. Tale modello si potrebbe adottare anche nelle Marche, in base alla realtà locale e al contesto istituzionale, sociale e imprenditoriale, per una migliore offerta formativa pur nella diversità delle leggi regionali.

giovedì, novembre 05, 2009

Festival della scuola: convegni, conferenze e workshop

Studenti di tutto il territorio hanno partecipato alle tre giornate del Festival della Scuola 2009 promosso dalla Provincia. E’ stata “informazione” a tutto campo sulla riforma scolastica, sulle nuove tecnologie didattiche, sul rapporto scuola-famiglia; con conferenze riguardanti le relazioni tra giovani e musica, lavoro, Europa; laboratori di consulenza orientativa sui “come” e i “perché” delle scelte da operare e altro ancora.
“La scuola sta attraversando un momento complesso – ha sottolineato il Presidente Franco Capponi – che rappresenta, per gli studenti e per le Istituzioni, una opportunità di cambiamento, insieme con tutti i soggetti che ruotano intorno al mondo della scuola”.
L’Assessore Nazareno Agostini ha evidenziato come la finalità del Festival sia mettere in sinergia Istituzioni, associazioni di categoria e agenzie per la formazione onde fornire a scuola e università un supporto a garanzia del futuro dei giovani.
“Stiamo vivendo un’epoca di sfide – ha detto l’Assessore Andrea Blarasin – e tocca alla politica, anche ascoltandovi, ricercare le risposte possibili. Il sapere e il lavoro sono i contenuti irrinunciabili di queste risposte alle sfide, anche se il lavoro appare spesso come un problema lontano”.
Prima dell’esperienza nelle forme di alternanza scuola-lavoro, è bene parlare di cultura del lavoro, che oggi significa concretezza, operatività, positivo rapporto con le nuove tecnologie che stanno cambiando i processi cognitivi e di approfondimento dei giovani d’oggi rispetto al passato.
Facilitare il passaggio dalla scuola al lavoro è una priorità sia della politica che della società e iniziative come il Festival, promosso dalla Provincia di Macerata, vanno in tal senso.

lunedì, ottobre 19, 2009

"Percorsi integrati" per una scuola che prepara al lavoro

Combattere il fenomeno della dispersione scolastica attraverso un percorso di "rimotivazione" dei giovani. E' questo l'obbiettivo che si è posto la Provincia di Macerata con il progetto dei "percorsi integrati", che affiancheranno i normali programmi di istruzione scolastica con offerte formative specifiche ad indirizzo professionale. Si tratta di programmi partiti quest'anno in via sperimentale e che potranno avere compimento in un trienno, presso gli Istituti professionali di Stato. Essi permetteranno agli studenti di ottenere, oltre al diploma, anche un attestato di qualifica da "spendere" nel mondo del lavoro.
Due percorsi integrati partiranno presso l'Istituto professionale "V. Bonifazi" di Civitanova: operatore dell'abbigliamento (settore calzatura) e operatore della ristorazione (nella sede staccata di Recanati). Altri tre percorsi formativi riguardano l'Istituto professionale per l'industria "E. Rosa" dislocato su tre sedi: parrucchiere ed estetista (sede di Sarnano), operatore grafico-fashion design nel settore legno (sedi di San Ginesio), operatore grafico-fashion design (sede di Tolentino). Un ulteriore corso per autoriparatore è inoltre stato autorizzato presso l'Ipsia "Ercole Rosa" nella sedi di Tolentino. Esso non sarà finanziato dalla Provincia, ma è reso possibile grazie a una collaborazione con un'importante azienda automobilistica.
"I percorsi sperimentali integrati - chiarisce l'Assessore Andrea Blarasin - sono veri e propri corsi di formazione triennali svolti in partenariato tra la scuola e il Centro per l'Impiego, l'Orientamento e la Formazione della Provincia". L'Assessore Nazzareno Agostini precisa inoltre che "il prossimo anno questi corsi non saranno più sperimentali e il loro sviluppo sarà legato alla nuova forma scolastica".

Tratto da "Case&Cose più Magazine" del 19/10/2009

lunedì, ottobre 12, 2009

Scuola e lavoro più vicini, grazie a 5 corsi sperimentali

Per chi sogna un futura da estetista o designer, la Provincia di Macerata ha deciso di mettere in piedi dei percorsi sperimentali, attraverso i quali gli studenti potranno ottenere, oltre al diploma, anche un attestato di qualifica da “spendere” nel mondo del lavoro

Macerata, 12 ottobre 2009 - Scuola e lavoro sono spesso troppo distanti? I giovani che terminano gli studi si trovano spaesati e sono poco preparati per affrontare il mondo del lavoro? Per rispondere a queste domande e trovare una ricetta contro il fenomeno delle dispersione scolastica, la Provincia di Macerata ha deciso di mettere in piedi un percorso di “rimotivazione” dei giovani, attraverso il quale gli studenti degli Istituti professionali di Stato potranno ottenere, oltre al diploma, anche un attestato di qualifica da “spendere” nel mondo del lavoro.

L'iniziativa, promossa dagli assessorati all’Istruzione e alla Formazione professionale della Provincia d’intesa con gli Istituti professionali di Stato, consiste nello sviluppo di percorsi integrati che affiancano i normali programmi di istruzione scolastica, con offerte formative specifiche a indirizzo professionale.

In particolare sono 5 i corsi sperimentali a cui l'amministrazione provinciale ha dato il via libera. Due nell’Istituto professionale “V. Bonifazi” di Civitanova: operatore dell’abbigliamento (settore calzatura) e operatore della ristorazione (nella sede staccata di Recanati). Altri tre percorsi formativi riguardano l’Istituto professionale per l’industria “E.Rosa” dislocato su tre sedi: parrucchiere ed estetista (sede di Sarnano), operatore grafico-fashion design nel settore legno (sedi di San Ginesio), operatore grafico-fashion design (sede di Tolentino). Un aiuto in più, quindi, per chi sogna una carriera da estetista o parrucchiera, ma anche per chi crede che il proprio futuro sia nel mondo della moda, dell'abbigliamento, ecc.

“I percorsi sperimentali integrati – ha chiarito l’Assessore Andrea Blarasin – sono veri e propri corsi di formazione triennali svolti in partenariato tra la scuola e il Centro per l’impiego, l’orientamento e la formazione della Provincia”. L’Assessore Nazareno Agostini ha precisato che “il prossimo anno questi corsi non saranno più sperimentali e il loro sviluppo sarà legato alla nuova riforma scolastica”. La giunta provinciale ha autorizzato anche un ulteriore corso per "autoriparatore” che l’Ipsia “Ercole Rosa” attiverà nella sede di Tolentino in collaborazione con un’importante azienda automobilistica.

dal sito internet "Il Resto del Carlino"

sabato, ottobre 10, 2009

Onore al merito: un passo avanti per migliorare


di Nazzarena Luchetti

Il merito sembra essere il leit motiv per la ripresa dell’efficienza del paese. Agli incitamenti di Napolitano, si sono aggiunte le riforme per la scuola e l’amministrazione pubblica di Gelmini e Brunetta. Entrambi i ministri stanno promuovendo “sistemi di selezione, valutazione e gestione improntati al merito e alla trasparenza”.
In Italia, purtroppo, la non meritocrazia riguarda tutti gli aspetti, da quello economico e politico a quello familiare e culturale. Il nostro è un paese socialmente immobile, incapace di promuovere talenti e non è accettabile un sistema che metta sullo stesso piano bravi e incapaci perché così si finisce per premiare i peggiori. In questo modo non solo non si promuove l’efficienza ma la mancanza di un parametro di giudizio basato sul merito porta all’appiattimento della società e all’egualitarismo, perché nessuno è motivato a distinguersi mettendo in evidenza le proprie capacità.
Qui va fatta una riflessione: “L’essenza di una società è il capitale umano?” allora diventa fondamentale selezionare i migliori, misurandone il merito e non privilegiando le varie appartenenze, abitudine purtroppo connaturata da decenni.
Le aziende poi dovrebbero passare di mano a chi le sa gestire permettendo ai migliori di occupare le posizioni più importanti e determinanti, questo indipendentemente dalla provenienza o famiglia di origine dell’individuo.
Per promuovere una cultura del merito però non sono sufficienti punizioni e incentivi, come giustamente afferma il ministro Brunetta, ma occorre prima di tutto ridare passione alle persone, la consapevolezza che è fondamentale porsi degli obiettivi e che una volta raggiunti e riconosciuti i risultati queste verranno premiate.
Ecco perché è fondamentale uno Stato che goda della fiducia dei cittadini; nessuna società può diventare meritocratica se lo Stato non è in primis un simbolo di merito. Importante intervenire soprattutto su due aspetti: promuovere direttive che diano a tutti pari opportunità garantendo la mobilità sociale e favorire la concorrenza che non solo crea opportunità per i migliori ma è il fondamento per una crescita della produttività.
Volendo l’opportunità di migliorare bisogna anche essere disposti a una mobilità territoriale, sono pochi infatti quelli che si spostano per poter crescere professionalmente. Sarebbe auspicabile che le migliori menti e tutte le persone di buona capacità e professionalità facciano un passo avanti impegnandosi a dare il loro contributo al cambiamento, migliorando con il loro apporto la nostra società. Invece in troppi si lamentano limitandosi a criticare il sistema attuale senza esporsi. Ognuno deve partecipare al cambiamento, dobbiamo volerlo con impegno assumendoci delle responsabilità, non bisogna aspettare che sia qualcun altro a farlo per noi.

domenica, aprile 19, 2009

Blarasin: ecco i dati relativi agli edifici scolastici di Macerata

«Gli edifici delle scuole di Macerata sono datati, è il principale problema».
Lo afferma il consigliere provinciale Andrea Blarasin, che in una conferenza stampa ha presentato i problemi che affliggono le scuole di competenza del Comune, ovvero materne, elementari e medie. «Su 22 scuole, solo due hanno l'agibilità, la Fratelli Cervi e l'asilo nido di via Gasparri, mentre in sette è da predisporre la documentazione», spiega Blarasin snocciolando alcuni dati di una sua indagine, presi dagli uffici tecnici comunali, che mostrano poi in altri casi la mancanza del certificato prevenzione incendi. «Dati che ci indicano che gli istituti maceratesi non possono essere adeguati agli standard nazionali più elevati, perché sono datati anni '60 - continua Blarasin - Possono essere fatti miglioramenti sismici, come ad esempio alla Dante Aligheri, ma questo non significa adeguamento sismico, che è una cosa diversa». A presentare i dati sulle scuole anche il presidente di Azione giovani, Fabio Massimo Conti: «Pongo delle domande serie agli assessori - dice Conti - Dopo il terremoto in Abruzzo, Comune e Provincia hanno pensato di fare controlli sugli edifici scolastici? Qual è il loro stato? Chiedo inoltre all'assessore comunale Carosi come mai nella scuola di Sforzacosta saranno fatti lavori di miglioramento sismico quando invece ci aveva risposto che non c'erano problemi?».
Conclude Blarasin: «La Giunta comunale deve fare uno sforzo di trasparenza per verificare le condizioni delle scuole di sua competenza, aldilà di polemiche o strumentalizzazioni».
Il consigliere provinciale fa poi il punto sulla particolare situazione di due istituti maceratesi: la scuola di via Verdi e quella delle Vergini.
«In via Verdi i genitori denunciano locali insufficienti, alcune aule al primo piano sono concesse a delle associazioni e il Comune non vuole cambiare questa situazione. La palestra non c'è, ginnastica si fa in classe. E' una priorità garantire spazi adeguati ai bambini».
Infine Blarasin sulla situazione alle Vergini: «Mancano spazi, non c'è la palestra. Sono previsti quasi tre milioni di euro per l'ampliamento della scuola, ma la situazione è bloccata perché la maggioranza è spaccata sulla decisione da prendere, la scelta tra ampliamento o costruzione di un nuovo complesso. Deve sciogliere questo nodo».
Articolo di Carlo Perri tratto da "Il Messaggero" del 19/04/2009