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martedì, giugno 01, 2010

Formazione dei giovani: gli indirizzi del Piano Provinciale

La Provincia pone una particolare attenzione riguardo alla formazione professionale dei giovani, in quanto questi sono il futuro della nostra società. Oggi l’ingresso nel mercato del lavoro rappresenta un problema per i giovani che si evidenzia nella difficoltà di trovare una occupazione appena terminati gli studi, anche perché le loro esperienze sono limitate e di scarso valore pratico.
Per tali motivi è necessario che ci sia una migliore integrazione tra istruzione, formazione e mercato del lavoro. Il nuovo Piano Provinciale per agire in tale direzione ha individuato due percorsi da intraprendere.

Primo percorso
Occorre facilitare il periodo di transizione che intercorre dalla fine della scuola all’inizio del lavoro, per evitare i tempi lunghi che alimentano una allarmante disoccupazione intellettuale di lunga durata. Questo si può ottenere attraverso il potenziamento dell’alternanza scuola-lavoro, nonché dei servizi di orientamento nelle scuole, nelle università, nei Ciof e negli Enti privati; incrementando le borse-lavoro e i tirocini formativi e verificandone l’effettività, la valenza formativa insieme con le garanzie e le opportunità occupazionali.

Secondo Percorso
Altro settore in cui si deve operare è nel rilancio della istruzione tecnico professionale per colmare la mancanza di tecnici e di figure professionali, di tipo intermedio e superiore, di cui c’è forte richiesta: è una opportunità sia per i giovani che per le imprese. Nelle nostre zone la ripresa non può prescindere dalla rinascita del manifatturiero e dei prodotti “Made in Italy”, storicamente collegati agli Istituti Tecnici. Sotto questo profilo saranno essenziali: adeguate attività di informazione e di orientamento; lavorare per migliorare Its, Ifts e anche i corsi di formazione e aggiornamento per le professioni tecniche, da svolgersi nei luoghi di lavoro e in ambiente lavorativo.

Ascolto e ricerca
In questa fase anche altri settori sono particolarmente strategici per la formazione, da quello sanitario, con la grande partita della riqualificazione degli Oss, all’emergenza della sicurezza sul lavoro che non si può affrontare alla radice senza una continua attività di informazione e formazione. Altre figure vanno individuate ascoltando gli attori del territorio e svolgendo serie e professionali ricerche sui fabbisogni formativi e occupazionali che indirizzino la programmazione.

Target deboli
Occorre, inoltre, passando attraverso la realizzazione di specifici interventi, porre una maggiore attenzione a target particolarmente deboli quali: le donne (riducendo le disparità di genere); gli immigrati (favorendo il processo della loro integrazione sociale); gli svantaggiati in generale (consentendogli il raggiungimento di titoli e, nel contempo, migliorando le loro competenze attraverso azioni formative anche personalizzate).

Nuove tecnologie
Un importante contributo potrà essere dato dall’applicazione delle nuove tecnologie alla formazione, con la creazione, il potenziamento e l’utilizzo di Fad e di tecnologie e-learning. Una crisi senza precedenti presuppone risposte senza precedenti, non basate sulla gestione dell’ordinario e utilizzando strumenti ordinari. Per cui c’è bisogno di risposte straordinarie e di un impiego di risorse, che non siano solamente economiche, ma che riguardino soprattutto ingegno e creatività.

lunedì, maggio 31, 2010

Artigianato: una nuova rivalutazione


di Nazzarena Luchetti

Bisogna ripartire dal “saper fare”, dalle forme di manualità che personalizzano i prodotti rendendoli meno anonimi e omologati, da una maggiore presa di coscienza dell’aspetto ecologico, in altre parole va rivalutata l’importanza delle qualità artigianali dell’oggetto prodotto. Non è un caso che le grandi firme della moda come Vuitton e Gucci nelle campagne pubblicitarie 2010 evocano l’importanza degli artigiani come figure insostituibili per la creazione dei loro prodotti.

Maestri artigiani
Il termine “maestria”, con il suo rimando ai maestri artigiani, indica un impulso umano fondamentale: il desiderio di svolgere bene un lavoro. Può sembrare paradossale ma la globalizzazione non si sta rivelando l’Eldorado che tutti credevano, diventa quindi fondamentale rivolgersi al nostro “particolare”, all’abilità di fabbricare bene le cose, dove le capacità si fondano sulla pratica, e dove la motivazione conta al pari del talento. Le Marche è una delle regioni con la più alta vocazione artigiana. Ma la consapevolezza da sola non basta: dobbiamo ritornare a sostenere la forza della produzione artigianale e a trasmettere quest’arte antica per farla diventare una opportunità occupazionale. Le caratteristiche che oggi si richiedono all’artigiano sono sostanzialmente due:
1- la tradizione e l’uso delle nuove tecnologie devono convivere compatibilmente;
2- le reti artigiane devono sapersi inserire in reti produttive facendo parte di un processo produttivo più ampio, dove l’artigiano personalizza gli oggetti realizzati con sistemi industriali standard.

La Provincia, interlocutore privilegiato
La marcata matrice individualista, il “fare tutto da sé” dell’artigiano, da sola non è più un modello vincente. Occorre un nuovo modus operandi: fare squadra diventa determinante per essere più forti nell’ottenere risorse ed essere più competitivi sul mercato mantenendo comunque salda la propria unicità che caratterizza la produzione di ogni singola azienda artigiana. La Provincia può rappresentare l’interlocutore privilegiato nel facilitare la creazione di una rete che consideri le varie specificità delle produzioni territoriali. Va quindi promossa una concertazione territoriale che si confronti, insieme con le botteghe artigiane, su mercati, posti di lavoro e produzione. Con una premessa: evitare i tempi lunghi della burocrazia che frenano lo sviluppo.

Ricambio generazionale
Si ripete da tempo che il Made in Italy salverà la nostra economia ma per farlo occorre un rilancio delle risorse umane: “E’ necessario infatti risolvere i problemi connessi al ricambio generazionale – precisa Cesare Fumagalli, Segretario Generale di Confartigianato – per garantire un futuro competitivo”. Per questo la nuova norma del collegato lavoro 2010 sull’introduzione dell’apprendistato a 15 anni è importante (Art.48, comma 8: sarà possibile assolvere all’ultimo anno di istruzione attraverso contratti di apprendistato).

Visione distorta
I giovani hanno una visione distorta dell’artigiano frutto di una eredità culturale: per diverse generazioni si è cercato di allontanare i figli dai mestieri manuali; lo stesso artigiano negli anni passati ha sottostimato il valore del suo lavoro spingendo i figli verso la laurea per migliorare la loro condizione, con il risultato che un lavoro di pregio come quello dell’artigiano non ha più addetti e ci si ritrova con tanti giovani, magari con laurea, a cui l’attuale realtà occupazionale non riesce a dare una risposta. Secondo i dati Istat, nel 2009 ci sono state figure professionali difficili da reperire sul mercato. Lo scorso anno le aziende artigiane hanno faticato a trovare 23.470 professionisti su tutto il territorio nazionale, che rispondessero alle caratteristiche richieste. A scarseggiare sono gli artigiani specializzati, le figure tecniche e d’alto profilo capaci di fornire valore aggiunto alle aziende.

Forte richiesta di artigiani
C’è molta richiesta di falegnami, come conferma Cesare Latini, titolare della “Val di Chienti”, ma i giovani non accettano questo genere di mestiere perché lo considerano poco attraente. Sono molti i posti disponibili che non si riesce a coprire e sono quelli che richiedono un mestiere, una professionalità frutto di formazione e sacrificio da impostare già in età adolescenziale, una disponibilità che pochi oggi sono disposti a dare. Si preferisce fare la fila per un posto al call center piuttosto che imparare un mestiere più gratificante, che favorisce un reddito magari più elevato. Non si discute che il “fare bottega” può essere faticoso, perché apprendere bene un mestiere è un processo lento ma i dati dicono anche come il 70% dei giovani che svolgono l’apprendistato presso gli artigiani vengano poi assunti a tempo indeterminato. Alla luce di questa analisi, la rivalutazione dell’artigianato passa attraverso la combinazione di diversi fattori.

Valorizzazione della professione
Valorizzare il ruolo professionale di tanti artigiani come classe creativa, attraverso la promozione dei loro prodotti in quanto patrimonio prezioso per il nostro territorio, sia a livello occupazionale che turistico: questo vuol dire favorire workshop formativi per le imprese artigiane che si dedicano alla lavorazione della ceramica, del legno, degli argenti, dei metalli. Nonostante la qualità dei prodotti, le aziende fanno fatica a farsi conoscere, soprattutto a causa degli alti costi della promozione. Spesso infatti le aziende artigiane sono composte da poche persone, il titolare e alcuni dipendenti, e non possono permettersi di partecipare alle fiere, non solo per il costo di allestimento degli stand, ma per mancanza di tempo, in quanto completamente impegnati a soddisfare gli ordini. Problema che potrebbe essere risolto se le Istituzioni mettessero in campo iniziative per facilitare la partecipazione a eventi e fiere. L’Associazione artigiani della Lombardia, a esempio, ha erogato dei “buoni spesa” destinati alle aziende artigiane che si sono distinte per eventuali meriti o particolari progetti innovativi. Molte imprese hanno poi utilizzato questi buoni per la formazione di personale e per innovazioni tecnologiche.

Apertura nuove imprese
L’apertura di nuove imprese passa attraverso la promozione della cultura dei vecchi mestieri che producono cose belle e “ben fatte”, distinte dai prodotti massificati della produzione seriale. Quando si parla di “centralità del laboratorio”, si fa appello alla creatività e al talento dei giovani per promuovere quella bravura che non dipende solo dalla manualità ma da una conoscenza spesso implicita e non facilmente codificabile perché i “trucchi del mestiere” si trasmettono attraverso l’attenta osservazione di chi insegna il mestiere. E poi la scuola che ricopre un ruolo fondamentale nel rilevare il talento negli studenti: la volontà di fare va stimolata e premiata. Se ciò non avvenisse si bloccherebbe non solo la crescita del singolo ma di tutto un sistema.

Innovazione: rapporto banca/impresa
Facilitare l’innovazione delle aziende puntando su l’e-commerce. I giovani con la conoscenza che hanno delle tecnologie sono fondamentali per diffondere dinamiche innovative facendo da ponte tra tradizione e progresso. Va semplificato il rapporto tra le imprese e il settore bancario: la maggior parte delle aziende che si indebitano lo fa proprio per innovare.

Artigianato e centri storici
Lo sviluppo e la rivalutazione delle botteghe dell’artigianato deve essere legato alle risorse del nostro territorio soprattutto con la rivalutazione dei centri storici. La qualità medio-alta dei prodotti delle botteghe artigiane consentirebbe di (ri)animare il centro delle città aggiungendo valore a un patrimonio di tradizione secolare storica e culturale. Ciò si presenterebbe come una alternativa ai centri commerciali delle periferie, che attirano consumatori con prodotti a costi più contenuti. Valorizzando l’artigianato, si contribuisce alla tutela di botteghe che hanno poca visibilità, nonostante l’eccellenza del prodotto, e contemporaneamente si attua una politica di recupero e di valorizzazione dei centri storici. La Carta Internazionale dell’Artigianato Artistico, che è stata sottoscritta il 26 aprile a Firenze, con la firma del presidente di Confartigianato Imprese Natalino Guerrini, va in tale senso con lo scopo di incrementare piani di sviluppo e individuare politiche europee a sostegno del settore.

lunedì, maggio 10, 2010

Paolo Raschioni. Quando la passione si trasforma in mestiere:"La Fioreria dei Monti Azzurri"


di Nazzarena Luchetti

Quando si visitano officine e botteghe capita di trovare veri tesori di tradizioni e competenze di cui gli stessi artefici non sono del tutto consapevoli. E capita di trovare la persona che meno ti aspetti in una falegnameria: un ragazzo di 23 anni chino a levigare un pezzo di legno. E’ Paolo Raschioni, titolare de “La Fioriera dei Monti Azzurri”, azienda artigiana che produce fioriere e soluzioni d’arredo con tronchetti in legno di castagno lavorati interamente a mano.
Paolo non ha ereditato nessuna azienda di famiglia, ha creato una impresa artigiana dal niente, seguendo solo un’idea e l’idea è diventata realtà. La storia di Paolo è un esempio per tutti i giovani che credono in qualcosa, che non si affidano alla sorte per decidere il proprio futuro: semplicemente lo sognano e con determinazione lo realizzano, perché non c’è potere più grande della volontà. Ogni traguardo è il risultato di passione e perseveranza, la fortuna, se c’è, è quella che ti fa incontrare, durante il cammino, persone che credono in te e decidono di portare avanti insieme lo stesso progetto, anche quando la scuola non incoraggia a seguire le proprie inclinazioni. Paolo ha frequentato l’Istituto Statale d’Arte “G.Cantalamessa” di Macerata e, terminata la scuola, nessun professore, accertata l’evidenza del talento di Paolo, ha pensato di segnalarlo a qualche azienda o avviarlo a un corso di formazione. Ma questa è un’altra storia. Paolo ha scelto e ha saputo presentare in maniera nuova e convincente un mestiere antico, quello del falegname, dove servono capacità manuali, pazienza, precisione e soprattutto passione. Passione per il legno che Paolo fin da bambino ha potuto sperimentare realizzando, all’età di 13 anni, un castello medievale alto tre metri, interamente in legno.
La singolarità de “La Fioriera dei Monti Azzurri” sta nell’usare, per la realizzazione dei prodotti, non il comune legno di pino ma il castagno cha vanta un maggior pregio e durata. Il legno viene dai castagni dei monti Sibillini, dai boschi di Sarnano o dalla zona della Salaria che va verso Ascoli, luoghi dove il castagno cresce in abbondanza. Il merito maggiore è quello di usare non alberi disboscati bensì le potature dei castagni, rami di varia grandezza che altrimenti andrebbero macerati o bruciati. Prima della richiesta di Paolo il legno di questi alberi veniva abbandonato o utilizzato solo per legna da ardere. I boscaioli infatti commercializzano solamente i tronchi di grosse dimensioni per l’edilizia. “La Fioriera dei Monti Azzurri” ha quindi incrementato il lavoro dei montanari, oggi divenuti esperti dei vari procedimenti di potatura idonei a soddisfare le esigenze dei Paolo.
L’azienda è completamente eco-sostenibile anche nell’impermeabilizzazione dei suoi prodotti: per proteggere gli oggetti da fattori esterni, si fa uso solo di sostanze naturali a differenza delle maggior parte delle produzioni seriali che, per l’impermeabilizzazione, subiscono trattamenti chimici come quello in autoclave che “uccidono” il legno. Precisa Paolo: “Il legno è materia viva, che può venire attaccato dai parassiti, si ammala e se i tronchi appoggiati al muro non venissero spostati spesso dalle loro posizioni originarie rischierebbero di atrofizzarsi, come un uomo che non cammina da tempo”. Il trattamento in autoclave, qui assolutamente bandito, rende l’oggetto in legno come svuotato dalla sua materia, in altre parole diventa simile a un pezzo di plastica. Paolo spiega la differenza tra una fioriera prodotta in serie e la fioriera da lui realizzata: “Usiamo il legno di castagno mentre i prodotti in serie vengono fatti in pino quando va bene, altrimenti viene usato il truciolare. Poi c’è la bellezza di possedere un oggetto unico, poiché ogni pezzo è fatto interamente a mano in tutte le fasi della lavorazione e il suo valore è accresciuto anche dai piccoli difetti che sono lì per attestarne l’autenticità”. Viene da chiedersi come mai un’azienda così virtuosa non abbia la meritata visibilità. “Non facciamo molta pubblicità – spiega Paolo – per mancanza di tempo e perché mancano le risorse umane ed economiche per partecipare alle fiere, alle quali farebbe seguito senza dubbio un notevole aumento della produzione”.
L’impresa sta crescendo solo con il passaparola e con la partecipazione a una sola fiera: “La Fiera del Verde” di Villa Potenza. In tutti i casi simili a questo degli incentivi mirati da parte delle Istituzioni non solo favorirebbero lo sviluppo di piccole aziende artigiane come quella di Paolo ma incoraggerebbero altri giovani ad aprire nuove imprese.

sabato, aprile 10, 2010

Forum sulla droga. Interviene il Presidente Franco Capponi: "Occorre unire le esperienze di tutti"


di Fernando Pallocchini

Affollato il Forum sulla droga organizzato da Giorgio Guidelli, direttore della redazione maceratese del Resto del Carlino e promosso dall’avv. Bommarito.

Consumatori sempre più giovani
Il risultato dell’incontro non è affatto piacevole: l’età dei consumatori si è abbassata a 12-13 anni e vede l’uso contestuale di più sostanze, con l’alcol a fare da contorno. Come se questo non bastasse, è emerso che a Macerata il problema è sottovalutato, in linea con quanto succede, politicamente, nel resto d’Italia dove il “problema droga” mai è stato considerato prioritario.

Non esistono droghe “leggere” o “pesanti”
Eppure è ormai accertato, anche da chi opera nel Sert, per esperienza diretta sul campo, che non esistono droghe da poter considerare “leggere” o “pesanti”: tutte sono deleterie, addirittura devastanti per il sistema neurologico le droghe sintetiche.
Al Sert di Macerata negli ultimi 10 anni sono raddoppiate le richieste di cura da parte di soggetti tossicodipendenti, per l’uso di stupefacenti che è sempre maggiore, grazie al sapiente marketing della criminalità organizzata. Le vittime più indifese sono i giovani (ma anche persone adulte non sono esenti dal consumo) e il disagio si riversa pesantemente sulle famiglie e sulla società.

Dove curarsi?
Il Sert svolge attività istituzionale per il recupero dei tossicodipendenti, oltre a fare opera di prevenzione e di formazione per operatori nel settore delle dipendenze. “La rondinella”, presieduta da Gaetano Angeletti, fa opera di recupero in comunità tramite il binomio “Accoglienza e ascolto profondo” mentre la “Pars” utilizza efficaci programmi terapeutici.

Come si può affrontare il problema?
Dal dibattito nel Forum è emersa una parola d’ordine che ha trovato tutti d’accordo: prevenzione! Tutti cercano di fare prevenzione, il Sert s’impegna continuativamente in campagne d’informazione, “La rondinella”, con i suoi 60 operatori volontari, nel solo 2009 ha visitato 32 parrocchie; anche i volontari della Pars, in collaborazione con il personale delle varie strutture dell’organizzazione, vengono coinvolti in attività di prevenzione.

Le scuole
Punto nevralgico del problema sono le scuole dove si può fare opera di prevenzione, prima preparando il corpo insegnante, poi informando gli studenti sugli effetti dell’uso di droga, con azione di controllo nei momenti clou (entrata, ricreazione, uscita) che serva da deterrente sia agli studenti che a soggetti esterni. Ha affermato don Maggi, direttore dei Salesiani: “Per conoscere la realtà è bene stare in mezzo alle persone coinvolte con un atteggiamento fraterno. La prevenzione si fa anche vivendo la loro realtà”.

L’intervento di Franco Capponi
Il Presidente della Provincia è fortemente convinto della necessità di fare opera di prevenzione, sottolineando che ci sono progetti in corso con il Sert, con i Comuni e con la Guardia di Finanza. Ha accolto favorevolmente la proposta di realizzare un osservatorio provinciale sul mondo della droga, purché non sia fine a se stesso ma, concentrando interventi e risorse economiche, unisca le esperienze di tutti, sia un tavolo di confronto per porsi domande e trovare, insieme, le risposte.

In azione a scuola. Guardia di Finanza e cani antidroga
“Sono in corso presso alcune scuole della provincia – fa presente l’Assessore Andrea Blarasin – incontri tra studenti ed esperti della Guardia di Finanza, con dimostrazioni di cani antidroga. L’iniziativa sta riscuotendo un grande interesse ed è finalizzata sia a informare correttamente i giovani sui reali danni derivanti dall’assunzione di droghe che, attraverso questi studenti, a sensibilizzare le loro famiglie, generalmente in grande disagio e senza sostegni quando si ritrovano con il problema in casa”.

mercoledì, marzo 31, 2010

Nasce la fondazione ITS. Integrare istruzione, formazione e lavoro per lo sviluppo del "Made in Italy"

E’ stata costituita il 22 marzo a Civitanova Marche la “Fondazione Istituto tecnico superiore”(ITS) per le nuove tecnologie e per il “Made in Italy” che opererà nel campo della formazione post-superiore. L’atto è stato sottoscritto dai rappresentanti dei 35 Enti pubblici, scuole, associazioni e imprese.
Per la provincia di Macerata, una tra le Amministrazioni locali promotrici, è intervenuto il presidente Franco Capponi il quale, sottolineando i vantaggi che un ITS sul territorio può portare sia per il settore scolastico, sia per quello imprenditoriale, ha detto: “Tanti giovani potranno acquisire una formazione tecnico-superiore di forte valenza scientifica, in grado di essere spesa con maggiore successo nel mondo del lavoro. Inoltre l’ITS, formando tecnici altamente qualificati per le imprese del territorio, permetterà anche lo sviluppo di tecnologie innovative utili ai processi produttivi e ai prodotti”.

Gli Enti
Tra i soci fondatori, oltre alle Provincie di Macerata, Fermo e Ancona, figurano le associazioni degli industriali di Fermo, Macerata e Ascoli Piceno, l’Anci (Associazione nazionale calzaturieri), ben 13 calzaturifici del distretto, due note aziende di Recanati che operano nell’illuminotecnica e nei termosanitari, la “Scam-Laboratorio tecnologico” di Civitanova Marche. Tra le Amministrazioni pubbliche ha aderito come socio fondatore anche il Comune di Porto Sant’Elpidio, dove la fondazione avrà la sua sede legale. Per il settore accademico e scolastico sono soci fondatori, oltre all’Itis Montani, l’Ipia “Ricci” di Fermo, l’Itcg “Corridoni”, l’Ipsia “Corridoni” di Civitanova Marche, l’Itis “Volterra” di Ancona, l’Itis “Mattei” di Recanati, l’Università Politecnica delle Marche e le Università degli studi di Camerino e Macerata.
Le attività della fondazione coinvolgeranno prevalentemente il territorio maceratese, dove è prevista la realizzazione di due corsi di alta formazione che vedranno la collaborazione fra imprese e scuole, avviata da diversi anni nel settore calzaturiero grazie anche all’attenzione che Confindustria Macerata ha dedicato alla formazione. Nell’ultimo anno 2.200 studenti sono stati coinvolti in attività di orientamento e negli stage; invece 2.800 lavoratori occupati hanno partecipato a iniziative di riqualificazione e formazione finanziate in parte tramite Fondimpresa, in parte dal Fondo sociale europeo (erogato da Provincia e Regione).

L’obiettivo
Secondo l’Assessore Andrea Blarasin è necessario investire sulle persone per rilanciare la competitività, con l’obiettivo fissato sull’innovazione, incentivando le misure per innovare e trasferire tecnologie alle imprese ed evitando di attivare corsi inutili e infruttuosi. “ I percorsi formativi – puntualizza Blarasin – devono essere mirati da un lato a riqualificare la professionalità, dall’altro a creare reale occupazione per chi cerca un lavoro e per chi l’ha perso”. Dello stesso parere è anche Lucia Dignani, presidente del gruppo giovani imprenditori di Confindustria, che afferma: “La formazione favorisce lo sviluppo migliorando le performance delle imprese e salvaguardando anche i lavoratori ‘deboli’, spesso a rischio emarginazione, a causa di competenze inadeguate e senza percorsi di aggiornamento professionale”.
Le iniziative, che devono tener conto delle esigenze del territorio, devono integrare il sistema dell’istruzione con quello della formazione e del lavoro. Considerate tali esigenze, la “Fondazione ITS per il Made in Italy” ha indicato tra i propri obiettivi quello di assicurare l’offerta di tecnici superiori a livello post-secondario, cioè formare figure che rispondano alla domanda proveniente dal mondo del lavoro pubblico e privato in base al settore di riferimento.
Gli studi tecnici superiori sono stati previsti nelle linee guida di riorganizzazione del sistema di istruzione superiore. Questo per contribuire alla diffusione della cultura tecnica e scientifica e a sostegno delle misure per lo sviluppo economico e la competitività del sistema produttivo”.
A questo proposito, l’Assessore all’istruzione Nazareno Agostini afferma: “E’ fondamentale offrire agli insegnanti e agli studenti opportunità di conoscenze per far fronte ai cambiamenti del mondo del lavoro”.

giovedì, marzo 25, 2010

Prospettive e opportunità: l'artigianato artistico offre possibilità di lavoro ai giovani

Presso la Sala consiliare Guizzardi della Camera di Commercio maceratese si è svolto il convegno dal titolo “Prospettive e opportunità delle imprese dell’Artigianato Artistico”, organizzato da Confartigianato Imprese Macerata. Tra gli intervenuti hanno partecipato all’incontro gli Assessori provinciali Andrea Blarasin (Lavoro, Formazione e Politiche giovanili) e Luigi Gagliardi (Attività produttive).
Nel corso della relazione sono stati esposti i canali attraverso cui si trasmettono le competenze professionali e artistiche alle nuove generazioni, i problemi incontrati dalle imprese nello svolgimento dell’attività formativa e i rapporti esistenti tra la formazione dei giovani e le prospettive di sviluppo dell’artigianato artistico nel territorio maceratese. Si sono anche evidenziate difficoltà nell’accesso al credito e nel reperimento di fondi, nella ricerca del personale e nel sostegno per l’inserimento di apprendisti che consentano la continuità dei mestieri, oltre a una eccessiva burocrazia.
Secondo Confartigianato questo settore deve essere valorizzato, sostenuto e protetto dal rischio di estinzione attraverso la sensibilizzazione degli Enti locali, finalizzata a una maggiore concretezza degli interventi, attraverso la programmazione di eventi volti alla promozione di queste aziende e, non ultimo, tramite la valorizzazione della formazione attuata all’interno delle botteghe.
In tale modo, diventando soggetti di alta formazione professionale, le botteghe di artigianato artistico riusciranno a tramandare tutte quelle importanti tradizioni che identificano il nostro territorio.

L'intervento dell'Assessore Andrea Blarasin
L’importanza del sostegno alle imprese di artigianato artistico, settore prezioso per il suo valore didattico, storico e culturale è legata alla valorizzazione dei centri storici, fondamentale di fronte alla concorrenza dei centri commerciali. Centri storici che devono diventare centri di shopping di qualità, supportati anche da una logica di rete commerciale.
Come avvicinare i giovani alle botteghe? In questo l’alternanza scuola-lavoro è un progetto sicuramente valido. E’ infatti necessario che la scuola incentivi il recupero della storia del nostro territorio e favorisca l’ingresso dei giovani nelle botteghe artigiane artistiche, affinché conoscano il lavoro degli artigiani nei vari settori, apprezzino il fascino di questi mestieri e tutti i valori connessi.

La scheda
I dati sono estratti dalla ricerca “Dalla formazione sommersa alla formazione in affiancamento: percorsi formativi per la tutela e la diffusione dell’artigianato artistico”, uno studio imperniato sui processi di formazione sommersa che avvengono nelle botteghe d’arte della provincia di Macerata, realizzato dall’Ente RF Sviluppo in collaborazione con Confartigianato Imprese Macerata.
Su 11.754 aziende artigiane 320 si occupano di artigianato artistico (incidenza del 2,7%);
Su 29.385 lavoratori occupati nell’artigianato sono 1.046, compresi i titolari, quelli del settore artistico (incidenza del 3,5%);
236 sono imprese individuali, 27 hanno da 1 a 3 addetti, 43 hanno da 4 a 19 addetti, 14 sono oltre i 20 collaboratori.

Tipologia di lavorazioni

Restauro 118; tessile e abbigliamento 31; ferro e metalli 23; orafi e gioiellieri 23; pelle 22; legno 20; vetro e ceramica 18; marmo 8; fotografi 6; vimini 5; tappezzeria 4; calzature 3; strumenti musicali 2; legatoria 1; settori ibridi 16.

mercoledì, marzo 24, 2010

Artigianato e territorio: più conoscenza dei vecchi mestieri

Durante il convegno organizzato da Confartigianato Imprese Macerata su Prospettive e opportunità delle Imprese dell’Artigianato Artistico, Giuliano Bianchi, Presidente Cciaa Macerata ha detto: “In tempi di globalizzazione il rischio di perdere le radici che ci legano al territorio, ai suoi saperi e alle sue bellezze, è forte. I mestieri artistici sono l’ancora alla nostra storia e cultura. Un’ancora che non va perduta e che è tutt’uno con i prodotti che i nostri artigiani producono e vendono, elevando il valore delle nostre eccellenze. In questo senso è fondamentale attuare un percorso di valorizzazione del settore, da attuare in rete e che abbia come obbiettivo primario la conoscenza di questi mestieri da parte dei giovani. Un’azione che implica la sensibilizzazione delle famiglie e la valorizzazione degli artigiani quali attori e protagonisti di un lavoro utile e ricco di significato”.

martedì, marzo 16, 2010

Ministero della Gioventù e Upi: "Tre milioni di euro per mille e una giovane idea"

Futuro e politiche per le nuove generazioni. E’ stato questo il tema del workshop che si è tenuto lo scorso febbraio a Roma. L’evento è stato promosso dal Ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, insieme con l’Unione delle Province Italiane ed è stata una occasione di confronto e approfondimento collettivo tra esperti in questioni giovanili e i rappresentanti delle istituzioni. All’incontro ha partecipato l’Assessore alle Politiche del Lavoro Andrea Blarasin che sostiene l’importanza di interventi organizzativi a favore dei giovani.
Durante l’incontro è stata presentata l’iniziativa “Mille e una giovane idea” a cui sono destinati 3 milioni di euro per progetti proposti dalle Province a favore dei giovani, il cui bando sarà emanato in aprile. E’ una iniziativa che si colloca nel contesto più ampio di un impegno pluriennale che Upi sta portando avanti con il Ministro della Gioventù attraverso l’iniziativa “Azione Province Giovani”, un segnale che vuole mettere l’accento sull’attenzione che il sistema delle Province riserva alle nuove generazioni.
Il Ministero della Gioventù non può che operare nella direzione di una società che si adegua al mercato del lavoro mentre questo cambia. La precarietà del lavoro giovanile e il rischio di esclusione sociale devono essere affrontati con azioni generali capaci di comprendere ambiti diversi. L’obiettivo è quello di creare imprese e, in generale, di valorizzare il potenziale dei giovani nella loro scommessa sul futuro. “ Le politiche giovanili – ha precisato il Ministro Giorgia Meloni, intervenendo al convegno – devono essere lette come una opportunità di mettere in campo strumenti a favore dei giovani, in rapporto con Regioni, Province e Comuni, perché così si possono intercettare meglio le necessità dei giovani”.
Le Province hanno un ruolo fondamentale nel coordinamento delle politiche per i giovani, perché si occupano di istruzione, di formazione professionale, di lavoro, di ambiente e di sviluppo. Temi questi su cui partire per mettere in campo strumenti e competenze capaci di permettere ai giovani di crescere e competere nella nuova società globale. “La nostra idea non è quella di distribuire tanti aiutini – continua ancora Giorgia Meloni – ma di mettere in moto l’ascensore sociale e rimuovere gli ostacoli che impediscono una vera mobilità sociale e fanno sentire il giovane inadeguato.” Bisogna quindi fare spazio a tutte quelle scelte che sappiano interpretare le necessità dei giovani, fornire la giusta motivazione facendo capire loro che anche a trent’anni si possono realizzare cose importanti. “La Provincia di Macerata si è già attivata - puntualizza l’Assessore Blarasin – e sono allo studio diversi progetti, in grado di coinvolgere il nostro territorio e le sue realtà sociali. Questo perché soprattutto nei momenti di crisi è fondamentale responsabilizzare le generazioni più giovani di fronte alle sfide della società contemporanea, quando il coraggio e la creatività possono effettivamente fare la differenza”.

lunedì, marzo 01, 2010

Eurodesk: l'Europa per i giovani

L’Eurodesk fornisce servizi informativi sulle opportunità europee per i giovani.
Queste informazioni sono di carattere generale come la possibilità di studio all’estero, le opportunità di finanziamento dell’Unione europea e le organizzazioni in materia di politiche giovanili in Europa, e vengono diramate attraverso i punti Eurodesk e Informagiovani. I punti informativi si trovano presso gli Enti che hanno dato la loro adesione annuale pagando un canone che consente di utilizzare il data-base e la Provincia di Macerata è tra questi. Ci sono 1000 punti Eurodesk in 29 paesi europei che possono essere contattati sia direttamente che sul portale http://www.eurodesk.org/.

Il costo del 2009 per la Provincia
Per l’anno 2009 la Provincia di Macerata ha pagato 8mila euro per l’adesione, ha inserito una dipendente ed ha attivato un contratto di collaborazione con un soggetto esterno da 20mila euro per 12 ore settimanali, creando però un doppione in quanto un punto Eurodesk era già presente nel Comune di Macerata.

Organizzazione attuale
Per quanto concerne la Provincia, Eurodesk è presente nel solo Ciof di Civitanova Marche; per attivare il portale negli altri due Ciof (anche se in realtà Macerata ha quello del Comune) servirebbero altri 1000 euro per ogni antenna. Intanto la Provincia sta aggiornando il portale Lavoro in modo da poter pubblicare una selezione d’informazioni tratte dalle reti Eurodesk ed Eures per rendere ancora più uniforme l’erogazione dei servizi europei riguardanti la formazione e il lavoro.
Nel Ciof di Civitanova Marche i servizi Eurodesk ed Eures sono integrati in un unico sportello di orientamento e informazione; attualmente ci sono impiegate due persone di ruolo qualificate, temporaneamente seguite dalla Consulente Eures della Provincia di Macerata. I giorni di apertura al pubblico sono il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle ore 11:00 alle ore 13:00; al di fuori di tali orari si può essere ricevuti per appuntamento. La prima accoglienza è comunque garantita negli orari di apertura del Centro per l’Impiego, essendo i servizi dell’Unione europea per il lavoro e la formazione integrati con i servizi del Ciof.

Eures: European Emloyment Services

L’Eures è una struttura creata dalla Commissione europea nel 1993, coordinata dalla stessa e svolge un servizio gratuito. E’ un network di servizi pubblici per l’impiego, per le associazioni di categoria dei lavoratori e per i datori di lavoro; agevola la possibilità di occupazione in ambito comunitario, assistendo i lavoratori (giovani, adulti, disabili, donne, occupati, disoccupati) nella ricerca di un lavoro in uno Stato diverso dal proprio, e i datori di lavoro nel reclutamento di lavoratori sempre in ambito europeo. L’Eures fornisce servizi informativi, di orientamento e d’incrocio tra domanda e offerta di lavoro.

Gli strumenti
Nel sito internet di Eures (http://eures.europa.eu/) c’è il Portale della Mobilità professionale dove sono elencate tutte le offerte di lavoro disponibili nei 31 Paesi della rete. C’è poi la risorsa umana composta da oltre 700 Consulenti, presenti nei 31 Paesi aderenti, che forniscono informazioni e risposte su tutti gli aspetti relativi alle condizioni di vita e di lavoro in ognuno di questi Stati, tendenze nel mercato del lavoro europeo, disponibilità di manodopera, carenze ed eccedenze di forza lavoro, condizioni di vita e di lavoro, legislazione e contratti di lavoro, legislazione sociale e opportunità formative.
Chi è in cerca di lavoro può registrare il proprio curriculum vitae on-line e iscriversi alla newsletter che, poi, avvisa delle opportunità corrispondenti al profilo professionale.

Come funziona in Provincia
La rete Eures è a costo zero per la Provincia; può erogare gli stessi servizi e data-base Eurodesk tra-mite iscrizione gratuita o attivando un abbonamento annuale (costo 30 euro) a pubblicazioni di Eurocultura.
C’è anche la possibilità di creare un punto Euroguidance per fornire gratis tutte le pubblicazioni rilevanti relative ai settori della formazione e del lavoro nell’Unione europea.
Il Consulente Eures, presente nel Ciof di Tolentino, è formato con fondi comunitari gestiti dal Ministero del Lavoro. In questo periodo il Ciof di Tolentino sta organizzando un nuovo servizio d’informazione, in autoconsultazione, con orari di apertura più ampi e un’area dedicata ai servizi europei per l’occupazione e la formazione.

mercoledì, febbraio 10, 2010

Giovani imprenditori: il coraggio di affrontare un'alternativa

I dati di Unioncamere parlano chiaro: le imprese in rosa sono in crescita, da giugno 2008 a giugno 2009 + 21.342 unità.
Un’alternativa per affrontare la crisi, senza paura di rischiare.
Paola Grasso è la giovane titolare del negozio
“Borgo Fiorito” di Sforzacosta, che dopo diversi anni come operaia in una fabbrica di pelletterie a Tolentino ha deciso, nel maggio 2009, di assecondare il suo sogno: aprire un negozio di fiori. Cortesia, gentilezza e disponibilità hanno portato Paola a essere un punto di riferimento per tutti gli amanti di piante e fiori.
La vendita al dettaglio è importante ma la sua vera passione consiste nell’allestimento della chiesa per le cerimonie: “In questo luogo sacro – precisa Paola – puoi esprimere tutta la creatività che possiedi, utilizzando i fiori in infiniti modi così da rendere in dimenticabile un evento come il matrimonio”. E sì perché anche i fiori seguono mode e tendenze, e scegliere il bouquet giusto è una questione di stile.

venerdì, gennaio 15, 2010

Tre giovani imprenditrici: un bell'esempio di coraggio e capacità

Nella foto Giorgia, Cristina e Monica, tre giovani ragazze che non hanno esitato ad affrontare il lavoro in modo autonomo senza ingrossare le file del collocamento. attendere un lavoro che scenda dall’alto e questa loro scelta nel tempo si è rivelata quella giusta: l’iniziativa paga. Tanto che la loro attività, l’asilo nido “Bimbo mania” a Sforzacosta, si è trasferito nei locali più ampi di via Tano in modo da poter soddisfare le crescenti richieste e offrire un servizio migliore.
Oggi possono accogliere fino a 23 bimbi da 0 a 3 anni, sono aiutate da due assistenti e insieme si prendono cura dei piccoli ospiti, cucinando per loro, svolgendo attività ludiche ed educative e, all’occorrenza, mettendoli a nanna.

Politiche giovanili: intervista all'Assessore Andrea Blarasin

Quale futuro per i giovani?
“La formazione dei giovani è una delle principali criticità – esordisce l’Assessore Andrea Blarasin – i giovani entrano troppo tardi nel mondo del lavoro e con conoscenze poco spendibili, per cui ne restano ai margini per mansioni e stipendi. Il loro futuro occupazionale dipende dall’integrazione tra i percorsi d’istruzione e di formazione da rinnovare e il mercato del lavoro”.

Per agire in tale direzione quali sono i percorsi da intraprendere?
“Credo sia necessario facilitare la transizione dalla scuola al lavoro, evitando i tempi lunghi che alimentano una allarmante disoccupazione intellettuale di lunga durata. E’ necessario un potenziamento dell’alternanza scuola/lavoro, dei servizi di orientamento nelle scuole, università, Ciof e privati, le borse lavoro e i tirocini, verificandone opportunamente l’effettività e la valenza formativa oltre alle garanzie o opportunità occupazionali finali”.

Come colmare il gap tra scuola e mondo del lavoro che richiede tecnici di valenza superiore?
“Occorre rilanciare l’istruzione tecnico professionale – risponde l’Assessore – colmando la lacuna di tecnici e professionali intermedi e superiori: è una opportunità sia per i giovani che per le imprese. La ripresa non può prescindere dalla rinascita del manifatturiero e del made in italy storicamente collegati agli istituti tecnici.

Dal punto di vista operativo quali sono le azioni da avviare?
“Oltre alla riforma degli Istituti tecnici e professionali – continua Blarasin – e a una adeguata attività di informazione e orientamento, sarà essenziale il lavoro su Its, Ifts e su corsi di formazione e aggiornamento nelle professioni tecniche svolti nei luoghi di lavoro e in ambiente lavorativo”.

Ci sono altri settori strategici per la formazione?
“In questa fase è particolarmente strategico il settore sanitario con la grande partita della riqualificazione degli Oss ma è anche importante la sicurezza sul posto di lavoro, che non si affronta alla radice senza una continua attività di formazione e informazione. Altre figure vanno individuate ascoltando gli attori del territorio e svolgendo serie e professionali ricerche sui fabbisogni formativi e occupazionali che indirizzino la programmazione”.

Quali interventi necessitano per le fasce sociali più deboli?
“Si avverte il bisogno – tiene a precisare l’Assessore Andrea Blarasin – di porre maggiore attenzione, anche attraverso la realizzazione di interventi specifici e mirati, verso quelle categorie particolarmente deboli come le donne, per ridurre le disparità di genere, gli immigrati, per favorire il processo di integrazione sociale, gli svantaggiati in generale per consentire loro il raggiungimento di titoli e, nel contempo, il miglioramento delle loro competenze attraverso azioni formative anche personalizzate”.

Per l’attuale periodo di crisi le nuove tecnologie sono di aiuto?
“Certamente le nuove tecnologie applicate alla formazione potranno dare un valido contributo, con la creazione, il potenziamento e l’utilizzo di Fad e tecnologie e-learning. Una crisi senza precedenti presuppone risposte senza precedenti, non basate sulla gestione dell’ordinario con strumenti ordinari, c’è bisogno di risposte straordinarie e di un impiego di risorse, non solo economiche ma soprattutto dell’ingegno e della creatività, che devono avere carattere di straordinarietà”.

giovedì, gennaio 14, 2010

Formazione: il capitale su cui investire


di Nazzarena Luchetti

La formazione e l’istruzione, oltre a costituire elementi di innovazione per competere nel mercato, rappresentano una grande forza economica.
L’espressione “capitale” per molti indica un conto bancario, azioni, beni materiali; la formazione è un patrimonio intangibile, capitale umano che si costituisce tramite la famiglia, l’ambiente sociale, l’istruzione, le esperienze di lavoro.
Nel periodo della rivoluzione industriale e nei primi anni del capitalismo, nell’era delle catene di montaggio fino all’era del boom tecnologico degli anni ‘60, sembravano di gran lunga più importanti le macchine e le materie prime. Poi il boom demografico, il benessere economico, l’aumento della scolarizzazione ha portato come conseguenza una maggiore valutazione delle risorse umane. Ma, pur essendosi sviluppato in Europa prima che altrove, lo sviluppo economico moderno ha investito sul capitale umano con un forte ritardo, cosa che invece non è accaduta negli Stati Uniti dove l’investimento sulle capacità umane è stato determinante per la crescita economica del paese.
Nei paesi europei c’è sempre un approccio più elitario di quello americano nei confronti della formazione. Ciò è più grave in Italia perché non sfrutta le grandi potenzialità tipiche della sua economia e società. Il nostro è un paese fatto di piccole medie imprese, privo di materie prime o di grandi fonti di energia, deve quindi il suo sviluppo e la sua crescita produttiva all’ingegno di tanti.
L’Italia è il paese creativo per eccellenza, a volte però manca la cultura per gestire le idee, per trasformare un progetto in un asset economico. Prendiamo l’esempio di uno stato come l’India, che è diventata una potenza economica in campo mondiale soprattutto perché ha saputo investire sulle capacità e sulla formazione, anche se di pochi (la maggior parte degli abitanti vive ancora in povertà e nell’analfabetizzazione).
Oggi il mercato del lavoro è cambiato e sarà sempre più caratterizzato dalla ricerca di competenze, professionalità e specializzazioni, ricerca della persona ideale per ricoprire un determinato incarico, nella valutazione della sua effettiva capacità. E la formazione farà la differenza. E’ un valore da far proprio e da accrescere nell’arco della vita, per questo si parla di apprendimento continuo.
Occorre entrare in una ottica che il lavoratore cambierà più volte professione nel corso della sua esistenza. Certo, non è un’esperienza facile ricominciare e rimettersi in gioco ma bisogna vedere sotto un’altra luce queste esperienza. Senza nulla togliere al disagio portato dal dover ricominciare, il senso va cercato sul fatto che svolgere una nuova professione porta a sviluppare risorse interiori che a volte neanche si sa di avere. In fondo c’è sempre da imparare e dai momenti di crisi si esce anche acquisendo cose nuove, anche se spesso non corrispondono alla nostra vocazione.
Pensare alla formazione tenendo conto di due valori, la persona e il lavoro, vuol dire realizzare un’offerta formativa finalizzata all’occupabilità del singolo che può contare su un bagaglio di competenze con cui accedere al mercato del lavoro e restarvi, adattandosi ai continui cambiamenti sulla base di rinnovate conoscenze, abilità, competenze che portino anche a una maturazione sempre più articolata e profonda della personalità di ciascuno.
Ciò permette anche di giocare d’anticipo sulla domanda e offerta di professionalità secondo il principio di sussidiarietà che unisce Governo, Province, parti sociali per ancorare la formazione ai bisogni dei diversi territori. A tale scopo non serve creare nuove strutture quanto valorizzare e potenziare quelle esistenti puntando su un sistema integrato di servizi che vanno dal finanziamento dei piani formativi fino all’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Una formazione sempre più aperta grazie alla rete digitale che permette la creazione e condivisione di risorse didattiche a livello globale. Si suppone che entro il 2010 la riqualificazione interesserà il 13% della popolazione adulta (25-64 anni), una media comunque bassa; secondo l’Unione Europea sono ancora poche le persone ad avvalersi di attività formative.
In una economia basata sempre più sulla conoscenza, l’apprendimento continuo è fondamentale ai processi di cambiamento e di sviluppo anche perchè la formazione ha come obiettivo ultimo lo sviluppo e il benessere sociale.

mercoledì, dicembre 16, 2009

Orientamento e cooperazione internazionale, al via un corso di formazione per i giovani

ANCHE nel 2010 la Provincia di Macerata attiverà, tramite il Centro Impiego Orientamento e Formazione di Tolentino, con gli stanziamenti e le procedure del Fondo sociale europeo, un corso di formazione di 100 ore per l'orientamento e la cooperazione internazionale riservato ai giovani laureati nell'ottica della valorizzazione delle risorse umane, della promozione della transnazionalità e dello sviluppo di attività rivolte all'inclusione sociale. Il corso, unitamente all'erogazione di borse di studio per uno stage estivo di tre settimane in un paese in via di sviluppo, è previsto dal nuovo protocollo d'intesa sottoscritto dalla Provincia di Macerata con l'Associazione onlus "Lumbe Lumbe", promotrice dell'attività, attualmente impegnata in alcuni progetti umanitari e di sostegno all'economia locale in Angola. Il protocollo, sottoscritto dall'assessore provinciale alla formazione professionale, Andrea Blarasin e dal presidente dell'associazione, Italo Governatori, hanno aderito, come nella precedente edizione, anche le Comunità Montane di San Ginesio e di San Severino rappresentate dai rispettivi commissari, Giampiero Feliciotti e Gianluca Chiappa.

LA PRESENTAZIONE
della nuova edizione del progetto e la sottoscrizione del Protocollo 2010 hanno auto luogo a Penna San Giovanni, in occasione di un incontro al teatro "Flora". In presenza di un numeroso pubblico sono stati presentati i risultati e le testimonianze delle attività di cooperazione realizzate nel 2008 e 2009 e consegnati, dalla Responsabile del Centro Claudia Pasimeni e dal coordinatore del corso prof. Claudio Magrini, gli attestati ai 14 giovani laureati che hanno frequentato e superato il corso di formazione svoltosi quest'anno.

Tratto da "Il Resto del Carlino" del 16/12/2009

giovedì, novembre 05, 2009

Festival della scuola: convegni, conferenze e workshop

Studenti di tutto il territorio hanno partecipato alle tre giornate del Festival della Scuola 2009 promosso dalla Provincia. E’ stata “informazione” a tutto campo sulla riforma scolastica, sulle nuove tecnologie didattiche, sul rapporto scuola-famiglia; con conferenze riguardanti le relazioni tra giovani e musica, lavoro, Europa; laboratori di consulenza orientativa sui “come” e i “perché” delle scelte da operare e altro ancora.
“La scuola sta attraversando un momento complesso – ha sottolineato il Presidente Franco Capponi – che rappresenta, per gli studenti e per le Istituzioni, una opportunità di cambiamento, insieme con tutti i soggetti che ruotano intorno al mondo della scuola”.
L’Assessore Nazareno Agostini ha evidenziato come la finalità del Festival sia mettere in sinergia Istituzioni, associazioni di categoria e agenzie per la formazione onde fornire a scuola e università un supporto a garanzia del futuro dei giovani.
“Stiamo vivendo un’epoca di sfide – ha detto l’Assessore Andrea Blarasin – e tocca alla politica, anche ascoltandovi, ricercare le risposte possibili. Il sapere e il lavoro sono i contenuti irrinunciabili di queste risposte alle sfide, anche se il lavoro appare spesso come un problema lontano”.
Prima dell’esperienza nelle forme di alternanza scuola-lavoro, è bene parlare di cultura del lavoro, che oggi significa concretezza, operatività, positivo rapporto con le nuove tecnologie che stanno cambiando i processi cognitivi e di approfondimento dei giovani d’oggi rispetto al passato.
Facilitare il passaggio dalla scuola al lavoro è una priorità sia della politica che della società e iniziative come il Festival, promosso dalla Provincia di Macerata, vanno in tal senso.

lunedì, ottobre 19, 2009

"Percorsi integrati" per una scuola che prepara al lavoro

Combattere il fenomeno della dispersione scolastica attraverso un percorso di "rimotivazione" dei giovani. E' questo l'obbiettivo che si è posto la Provincia di Macerata con il progetto dei "percorsi integrati", che affiancheranno i normali programmi di istruzione scolastica con offerte formative specifiche ad indirizzo professionale. Si tratta di programmi partiti quest'anno in via sperimentale e che potranno avere compimento in un trienno, presso gli Istituti professionali di Stato. Essi permetteranno agli studenti di ottenere, oltre al diploma, anche un attestato di qualifica da "spendere" nel mondo del lavoro.
Due percorsi integrati partiranno presso l'Istituto professionale "V. Bonifazi" di Civitanova: operatore dell'abbigliamento (settore calzatura) e operatore della ristorazione (nella sede staccata di Recanati). Altri tre percorsi formativi riguardano l'Istituto professionale per l'industria "E. Rosa" dislocato su tre sedi: parrucchiere ed estetista (sede di Sarnano), operatore grafico-fashion design nel settore legno (sedi di San Ginesio), operatore grafico-fashion design (sede di Tolentino). Un ulteriore corso per autoriparatore è inoltre stato autorizzato presso l'Ipsia "Ercole Rosa" nella sedi di Tolentino. Esso non sarà finanziato dalla Provincia, ma è reso possibile grazie a una collaborazione con un'importante azienda automobilistica.
"I percorsi sperimentali integrati - chiarisce l'Assessore Andrea Blarasin - sono veri e propri corsi di formazione triennali svolti in partenariato tra la scuola e il Centro per l'Impiego, l'Orientamento e la Formazione della Provincia". L'Assessore Nazzareno Agostini precisa inoltre che "il prossimo anno questi corsi non saranno più sperimentali e il loro sviluppo sarà legato alla nuova forma scolastica".

Tratto da "Case&Cose più Magazine" del 19/10/2009

giovedì, ottobre 15, 2009

Il Mestiere di vivere: un percorso di rimotivazione scolastica e di avviamento al lavoro

Un progetto sperimentale innovativo
“Il Mestiere di Vivere” è un progetto, sperimentale e innovativo nel territorio maceratese, pensato per offrire una risposta a quei giovani che incontrano difficoltà nel percorso scolastico e formativo. Uno stato che spesso determina una incapacità a mettersi in gioco e a relazionarsi positivamente con il mondo.
L’obiettivo perseguito è di sostenere i giovani con difficoltà nella delicata fase che li conduce dallo stato adolescenziale alla vita adulta. Per ottenere questo è necessario creare un ambiente familiare e amico in cui i giovani siano aiutati a recuperare il valore della propria persona, sperimentando un approccio positivo con la realtà attraverso l’educazione allo studio, l’uso del tempo libero, l’introduzione e l’avviamento al lavoro.
Un progetto innovativo, capace di creare modelli di intervento da diffondere su un ampio territorio e che rappresenti un sostegno alle attività scolastiche e formative già svolte.

Percorsi e tutor individuali
È necessario sviluppare strumenti formativi che facilitino i giovani sia a livello di rimotivazione scolastica, con approfondimento e ampliamento della conoscenza del sapere, sia nell’avviamento a un mestiere.
I percorsi sono strutturati a livello personale, tenendo conto del singolo e delle sue esigenze; per questo ci si avvale di tutor individuali con il compito di accompagnare il giovane nel suo percorso formativo e di recupero motivazionale. Il tutor è una figura dotata di grande esperienza di lavoro, messa a disposizione di giovani che presentano gravi carenze scolastiche.

Comprensione di se stesso
Il “Mestiere di vivere” mira a sviluppare momenti didattici sia nelle materie letterarie che scientifiche e a organizzare incontri con personaggi significativi del mondo del lavoro e della cultura. Il giovane comprende il valore della propria persona attraverso l’aggregazione e il confronto con gruppi di interesse nel campo della musica o nello sport, dove poter far emergere le proprie passioni e abilità individuali. L’obiettivo è quello di stimolare i giovani relativamente all’importanza del valore dello studio, sull’utilità del tempo libero e, in generale, nella ricerca di una propria identità.

Modalità e tempi
Il progetto si svolgerà fino alla fine di dicembre 2009 e per ciascun giovane inserito nei programmi è previsto un minimo di 90 ore formative. Pars mette a disposizione un team di oltre 20 figure con profili personali diversificati con un unico obiettivo, la crescita globale del giovane, basato sulla certezza che la dimensione educativa è inseparabilmente legata a quella didattica e formativa. Il progetto si sviluppa in collegamento con istituti scolastici superiori che hanno già dimostrato disponibilità nei confronti di iniziative rivolte ai giovani soggetti a forte rischio di dispersione.
Le attività verranno svolte in prevalenza presso gli edifici scolastici e in parte presso strutture della Cooperativa.
A ulteriore supporto Pars mette a disposizione sedi ubicate presso il villaggio San Michele Arcangelo di Corridonia in cui sono presenti spazi attrezzati e confortevoli, capaci di ampia ricettività.

martedì, aprile 28, 2009

Macerata: il punto sulla situzione dei giovani.

IL CENTRO SINISTRA E LE PROMESSE MAI MANTENUTE

Quanto siamo lontani dalle promesse fatte nelle campagne elettorali, quando gli attuali amministratori ponevano le esigenze dei giovani tra le priorità da risolvere. A distanza di anni una realtà che è sotto gli occhi di tutti non ammette scuse: i giovani sono stati dimenticati e si può affermare che le priorità sono state ben altre, soprattutto legate al mondo dell’edilizia. Purtroppo quando si pensa solo a lottizzare e a edificare si genera una situazione che regala quartieri più popolosi ma privi di strutture di sostegno. Ecco allora che le difficoltà sono per tutti coloro che vivono nel quartiere, specialmente per quei giovani ai quali i politici avevano promesso tutto e di più.
Così anche Piediripa, è stata dimenticata. Fortunatamente si dà da fare la parrocchia e c’è una società di calcio che, però, fruisce di un impianto ormai troppo datato. Anche la Circoscrizione fa la sua parte e ha realizzato una biblioteca per i giovani e una ludoteca per i più piccoli fortemente voluta dalla presidenza di Andrea Blarasin la cui opera è stata coerentemente continuata dall’attuale presidenza di Marco Bernabei. Ma i fondi della Circoscrizione sono limitati e non essendoci l’interesse della Giunta comunale per il resto c’è il vuoto e nessuna intenzione di riempirlo con i sempre più necessari luoghi di aggregazione. Infatti chi ha buona memoria ricorda un’affollatissima assemblea pubblica del 2006 in cui si prevedeva la nascita a Piediripa di un nuovo impianto sportivo. Dov’è? Chi l’ha visto? Addirittura non è stato nemmeno previsto nel bilancio comunale! Tutto è fermo. Ma che si pretende da un’Amministrazione che non ha manco l’assessorato allo sport... Invece Piediripa avrà oltre 250mila metri cubi di nuovo edificato che aggraverà la situazione della frazione per viabilità, vivibilità e per l’accentuata mancanza dei servizi tipo scuola, aree attrezzate per lo sport e altro. Proprio come scritto prima: lottizzare sì, edificare pure, per i servizi... promesse!
Solo promesse mai mantenute.