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venerdì, giugno 04, 2010

"Sinergie per far conoscere le opportunità formative"

La pubblicazione della guida realizzata dagli industriali sul sito dell'Amministrazione provinciale è solo uno dei segnali più evidenti della collaborazione tra queste due istituzioni. "E' bene unire le forze anche per informare le persone sulle opportunità che sono a loro disposizione - commenta l'assessore provinciale alle politiche del lavoro Andrea Blarasin, ricordando anche l'iniziativa di aprire Eures point all'interno degli Atenei di Camerino e Macerata, per far conoscere agli studenti le possibilità di lavoro e formazione all'estero. "Insieme a Confindustria stiamo lavorando anche su altre iniziative", anticipa Blarasin. Il coinvolgimento di tutti gli attori del territorio è stato uno dei principi alla base dell'elaborazione del "Piano provinciale per la formazione professionale e per le politiche del lavoro" varato di recente. Per la sua attuazione sono state messe a disposizione antipazioni per oltre 17 milioni di euro, derivanti dal Fondo Sociale Europeo (Fse) e da suddividere tra le iniziative previste per sei Assi di sviluppo finalizzate al superamento delle criticità del territorio. Il Piano Strategico biennale guarda al futuro, con un potenziamento del concetto di rete e di sistema da attuare tra tutti gli attori istituzionali, datoriali, sociali, i Ciof, le Agenzie per il lavoro, gli Enti formativi, le Università. La provincia maceratese presenta diverse opportunità da sfruttare tra cui una forte possibilità di crescita in settori quali turismo, energia, terziario e tutela ambientale e un numero di laureati in aumento.

Tratto da il "Corriere Adriatico" il 04/06/2010

martedì, giugno 01, 2010

Formazione Professionale: l'analisi dell'assessore Andrea Blarasin

E’ motivo di soddisfazione e politicamente rilevante che il nuovo Piano sia stato approvato all’unanimità, con una sola astensione e con l’apprezzamento dell’opposizione. Abbiamo agito con un metodo partecipato, predisponendo tutta una serie d’incontri per conoscere, analizzare e venire incontro alle esigenze del territorio. E’ un Piano strategico biennale che guarda al futuro, in una ottica di rilancio a medio-lungo termine, concepito anticipando quelle che saranno le strategie dell’Unione Europea dopo il 2013, che prevedono la istituzione di macro territori, dove avranno valore la qualità propositiva e progettuale, e la capacità di interagire con gli altri territori.

Nuova strategia
Relativamente alla Formazione Professionale la Provincia, da gestore ed erogatore unico dei servizi formativi, deve diventare (attraverso confronto, programmazione, autorizzazione, finanziamento e controllo dell’efficacia) il soggetto che favorisce, regola ed orienta la crescita e lo sviluppo sul territorio dei servizi formativi stessi, in una ottica di sussidiarietà e di aumento delle opportunità per tutta la collettività. La intenzione è di contribuire a diffondere ed estendere il concetto di “rete” dei servizi formativi che coinvolga, integri e raccordi, le Università, i Centri Formativi pubblici e privati accreditati, le scuole e tutti gli altri soggetti coinvolti nel settore.

“Percorso di lavoro”
L’effettivo accesso all’apprendimento e alle opportunità di formazione ha una rilevanza strategica per le persone, il cui continuo aggiornamento è indispensabile per fronteggiare i rapidi mutamenti dell’economia, in un mondo del lavoro che, inevitabilmente, passerà sempre più dal “lavoro fisso” al “percorso di lavoro”, che può svolgersi in settori diversi e con mansioni e tipologie contrattuali anche molto differenziate. Nei momenti di transizione le persone devono poter essere accompagnate da un sistema di servizi di riqualificazione, ricollocazione e sostegno al reddito con una formazione che sia mirata e per gli obiettivi di positivo incrocio tra domanda e offerta. Una formazione che sia continua non solo per i disoccupati, gli inoccupati, gli svantaggiati ma anche per le aziende e per i loro collaboratori e dipendenti.

Corretto uso dei fondi
Per affrontare le sfide del domani in una ottica di dinamismo, diversificazione, semplificazione, sburocratizzazione e informatizzazione, occorre preparare le persone anche per affrontare il corrispondente cambiamento culturale. In un contesto generale sempre più povero di risorse pubbliche, il settore della formazione, sostenuto dalle risorse europee, non manca di fondi: vanno usati bene, in maniera utile, mirata ed efficace.

Opera di controllo
Per risolvere il problema della attendibilità dei fabbisogni formativi occorre mettere in campo strumenti di controllo sull’operato dei soggetti che hanno il compito di analizzare i fabbisogni stessi, confrontando analisi svolte a più livelli: regionale, provinciale e camerale. Deve risultare sempre più evidente e controllato che la formazione venga attuata per le effettive esigenze dei beneficiari e non per logiche legate alla specializzazione e ad esigenze degli Enti formativi. Formazione non per gli Enti formativi ma per creare professionalità.

Cambiare in provincia
Il tradizionale sistema di formazione consolidato in provincia va cambiato e rinnovato affinché migliori l’effettiva capacità di incremento delle competenze, l’utilità per il territorio e per l’impresa, l’efficacia, il rapporto tra spesa e resa. Il sistema di istruzione e formazione deve adattarsi ai bisogni individuali e ai fabbisogni formativi e occupazionali espressi dal territorio, e rafforzare l’integrazione con il mercato del lavoro. Vanno pensati piani di ricollocazione per i cassaintegrati, progetti mirati di incrocio domanda/offerta a occupazione garantita, per un nuovo approccio al mercato del lavoro, non più di attesa.

Flessibilità non è precarietà
Oggi flessibilità non deve significare precarietà. Il lavoro va creato e cercato anche inventando nuove frontiere e nuove strategie per incentivare la creazione di ditte, società e cooperative, momenti di cooperazione tra aziende, tra Enti e aziende ma anche tra lavoratori, tra disoccupati che possano mettersi insieme e pensare alla creazione di opportunità di lavoro. La Provincia deve finanziare il possibile e ciò che merita di essere finanziato, incentivando correlazioni, sperimentando interventi nuovi e alternativi.

lunedì, maggio 31, 2010

Artigianato: una nuova rivalutazione


di Nazzarena Luchetti

Bisogna ripartire dal “saper fare”, dalle forme di manualità che personalizzano i prodotti rendendoli meno anonimi e omologati, da una maggiore presa di coscienza dell’aspetto ecologico, in altre parole va rivalutata l’importanza delle qualità artigianali dell’oggetto prodotto. Non è un caso che le grandi firme della moda come Vuitton e Gucci nelle campagne pubblicitarie 2010 evocano l’importanza degli artigiani come figure insostituibili per la creazione dei loro prodotti.

Maestri artigiani
Il termine “maestria”, con il suo rimando ai maestri artigiani, indica un impulso umano fondamentale: il desiderio di svolgere bene un lavoro. Può sembrare paradossale ma la globalizzazione non si sta rivelando l’Eldorado che tutti credevano, diventa quindi fondamentale rivolgersi al nostro “particolare”, all’abilità di fabbricare bene le cose, dove le capacità si fondano sulla pratica, e dove la motivazione conta al pari del talento. Le Marche è una delle regioni con la più alta vocazione artigiana. Ma la consapevolezza da sola non basta: dobbiamo ritornare a sostenere la forza della produzione artigianale e a trasmettere quest’arte antica per farla diventare una opportunità occupazionale. Le caratteristiche che oggi si richiedono all’artigiano sono sostanzialmente due:
1- la tradizione e l’uso delle nuove tecnologie devono convivere compatibilmente;
2- le reti artigiane devono sapersi inserire in reti produttive facendo parte di un processo produttivo più ampio, dove l’artigiano personalizza gli oggetti realizzati con sistemi industriali standard.

La Provincia, interlocutore privilegiato
La marcata matrice individualista, il “fare tutto da sé” dell’artigiano, da sola non è più un modello vincente. Occorre un nuovo modus operandi: fare squadra diventa determinante per essere più forti nell’ottenere risorse ed essere più competitivi sul mercato mantenendo comunque salda la propria unicità che caratterizza la produzione di ogni singola azienda artigiana. La Provincia può rappresentare l’interlocutore privilegiato nel facilitare la creazione di una rete che consideri le varie specificità delle produzioni territoriali. Va quindi promossa una concertazione territoriale che si confronti, insieme con le botteghe artigiane, su mercati, posti di lavoro e produzione. Con una premessa: evitare i tempi lunghi della burocrazia che frenano lo sviluppo.

Ricambio generazionale
Si ripete da tempo che il Made in Italy salverà la nostra economia ma per farlo occorre un rilancio delle risorse umane: “E’ necessario infatti risolvere i problemi connessi al ricambio generazionale – precisa Cesare Fumagalli, Segretario Generale di Confartigianato – per garantire un futuro competitivo”. Per questo la nuova norma del collegato lavoro 2010 sull’introduzione dell’apprendistato a 15 anni è importante (Art.48, comma 8: sarà possibile assolvere all’ultimo anno di istruzione attraverso contratti di apprendistato).

Visione distorta
I giovani hanno una visione distorta dell’artigiano frutto di una eredità culturale: per diverse generazioni si è cercato di allontanare i figli dai mestieri manuali; lo stesso artigiano negli anni passati ha sottostimato il valore del suo lavoro spingendo i figli verso la laurea per migliorare la loro condizione, con il risultato che un lavoro di pregio come quello dell’artigiano non ha più addetti e ci si ritrova con tanti giovani, magari con laurea, a cui l’attuale realtà occupazionale non riesce a dare una risposta. Secondo i dati Istat, nel 2009 ci sono state figure professionali difficili da reperire sul mercato. Lo scorso anno le aziende artigiane hanno faticato a trovare 23.470 professionisti su tutto il territorio nazionale, che rispondessero alle caratteristiche richieste. A scarseggiare sono gli artigiani specializzati, le figure tecniche e d’alto profilo capaci di fornire valore aggiunto alle aziende.

Forte richiesta di artigiani
C’è molta richiesta di falegnami, come conferma Cesare Latini, titolare della “Val di Chienti”, ma i giovani non accettano questo genere di mestiere perché lo considerano poco attraente. Sono molti i posti disponibili che non si riesce a coprire e sono quelli che richiedono un mestiere, una professionalità frutto di formazione e sacrificio da impostare già in età adolescenziale, una disponibilità che pochi oggi sono disposti a dare. Si preferisce fare la fila per un posto al call center piuttosto che imparare un mestiere più gratificante, che favorisce un reddito magari più elevato. Non si discute che il “fare bottega” può essere faticoso, perché apprendere bene un mestiere è un processo lento ma i dati dicono anche come il 70% dei giovani che svolgono l’apprendistato presso gli artigiani vengano poi assunti a tempo indeterminato. Alla luce di questa analisi, la rivalutazione dell’artigianato passa attraverso la combinazione di diversi fattori.

Valorizzazione della professione
Valorizzare il ruolo professionale di tanti artigiani come classe creativa, attraverso la promozione dei loro prodotti in quanto patrimonio prezioso per il nostro territorio, sia a livello occupazionale che turistico: questo vuol dire favorire workshop formativi per le imprese artigiane che si dedicano alla lavorazione della ceramica, del legno, degli argenti, dei metalli. Nonostante la qualità dei prodotti, le aziende fanno fatica a farsi conoscere, soprattutto a causa degli alti costi della promozione. Spesso infatti le aziende artigiane sono composte da poche persone, il titolare e alcuni dipendenti, e non possono permettersi di partecipare alle fiere, non solo per il costo di allestimento degli stand, ma per mancanza di tempo, in quanto completamente impegnati a soddisfare gli ordini. Problema che potrebbe essere risolto se le Istituzioni mettessero in campo iniziative per facilitare la partecipazione a eventi e fiere. L’Associazione artigiani della Lombardia, a esempio, ha erogato dei “buoni spesa” destinati alle aziende artigiane che si sono distinte per eventuali meriti o particolari progetti innovativi. Molte imprese hanno poi utilizzato questi buoni per la formazione di personale e per innovazioni tecnologiche.

Apertura nuove imprese
L’apertura di nuove imprese passa attraverso la promozione della cultura dei vecchi mestieri che producono cose belle e “ben fatte”, distinte dai prodotti massificati della produzione seriale. Quando si parla di “centralità del laboratorio”, si fa appello alla creatività e al talento dei giovani per promuovere quella bravura che non dipende solo dalla manualità ma da una conoscenza spesso implicita e non facilmente codificabile perché i “trucchi del mestiere” si trasmettono attraverso l’attenta osservazione di chi insegna il mestiere. E poi la scuola che ricopre un ruolo fondamentale nel rilevare il talento negli studenti: la volontà di fare va stimolata e premiata. Se ciò non avvenisse si bloccherebbe non solo la crescita del singolo ma di tutto un sistema.

Innovazione: rapporto banca/impresa
Facilitare l’innovazione delle aziende puntando su l’e-commerce. I giovani con la conoscenza che hanno delle tecnologie sono fondamentali per diffondere dinamiche innovative facendo da ponte tra tradizione e progresso. Va semplificato il rapporto tra le imprese e il settore bancario: la maggior parte delle aziende che si indebitano lo fa proprio per innovare.

Artigianato e centri storici
Lo sviluppo e la rivalutazione delle botteghe dell’artigianato deve essere legato alle risorse del nostro territorio soprattutto con la rivalutazione dei centri storici. La qualità medio-alta dei prodotti delle botteghe artigiane consentirebbe di (ri)animare il centro delle città aggiungendo valore a un patrimonio di tradizione secolare storica e culturale. Ciò si presenterebbe come una alternativa ai centri commerciali delle periferie, che attirano consumatori con prodotti a costi più contenuti. Valorizzando l’artigianato, si contribuisce alla tutela di botteghe che hanno poca visibilità, nonostante l’eccellenza del prodotto, e contemporaneamente si attua una politica di recupero e di valorizzazione dei centri storici. La Carta Internazionale dell’Artigianato Artistico, che è stata sottoscritta il 26 aprile a Firenze, con la firma del presidente di Confartigianato Imprese Natalino Guerrini, va in tale senso con lo scopo di incrementare piani di sviluppo e individuare politiche europee a sostegno del settore.

giovedì, maggio 27, 2010

Politiche attive per il lavoro. Obiettivi primari: incrementare l'occupazione, ridurre la disoccupazione, favorire le pari opportunità


GLI OBIETTIVI
L’Amministrazione provinciale ha come obiettivi primari incrementare l’occupazione, favorire il reinserimento di inattivi e disoccupati, ridurre il tasso di disoccupazione giovanile e favorire le pari opportunità. Ulteriori finalità sono il sostegno alle imprese attraverso la riorganizzazione e la ristrutturazione aziendale, il sostegno per la creazione di nuove imprese e per favorire il ricambio generazionale. Poi, considerati i crescenti livelli di competizione globale, è necessario sostenere e promuovere la competitività del sistema produttivo adottando misure di innovazione soprattutto nell’organizzazione del lavoro.

LA RETE
La crisi ancora in atto impone il conseguimento di una maggiore produttività e di più qualità nei prodotti, facendo salve le caratteristiche delle filiere, segno distintivo del Made in Italy. Ecco allora la necessità di far crescere l’interdipendenza tra imprese usando nuove tecnologie e nuovi modelli organizzativi: creare le reti d’impresa. La “rete” laddove le imprese sono per lo più piccole e medie serve a dare più “spessore”, per superare i vincoli della dimensione senza perdere le qualità tipiche del sistema produttivo quali la specializzazione, la flessibilità e la capacità di adattamento ai mercati.

LA POLITICA
Il tema del lavoro assumerà nelle politiche di governo dell’Amministrazione provinciale una centralità tesa al raggiungimento di più obiettivi per sostenere l’occupazione con azioni finalizzate ad assicurare la piena fruizione dei diritti dei lavoratori e in grado di accompagnare i cittadini nella loro vita formativa e professionale.

Commissione provinciale del lavoro
La commissione provinciale del lavoro non va più usata solo come organo tecnico ma attraverso di essa tutti gli attori del mercato del lavoro s’incontrano e decidono su linee politiche e programmatiche.

Piani di ricollocazione
Supportare i lavoratori licenziati con l’adozione di concreti piani di ricollocazione in cui siano previsti incentivi economici alle imprese per favorire la stabilizzazione del personale precario..

Valorizzazione d’impresa
Valorizzare l’impresa non solo come luogo di lavoro finalizzato allo stipendio ma anche come luogo dove si realizzano i desideri personali, dove le persone si confrontano e partecipano agli obiettivi comuni.

Autoimprenditorialita’
Sostenere l’autoimprenditorialità con la formazione specialistica, attenti ai rapidi mutamenti del mondo per adeguarsi con nuove strategie alle richieste di alternative, di diversificazioni settoriali del mercato.

Personale eccedente
Nel trattamento del personale eccedente delle aziende in crisi valorizzare il ruolo delle agenzie private per l’impiego, garantendo regia e coordinamento di una rete di servizi per l’impiego pubblico/privata.

Tecnologie informative
Potenziare l’uso delle tecnologie informative per rendere più accessibili i servizi all’utenza, per favorire la creazione di reti, la loro interconnessione, il passaggio delle informazioni in tempo reale e il controllo della loro attendibilità per un uso più corretto.

Andrea Blarasin, Assessore

martedì, maggio 25, 2010

In prima linea per la sicurezza sul lavoro: centoventi ragazzi parteciperanno alla seconda edizione del cantiere didattico


di Chiara Sentimenti

Hanno partecipato a incontri e seminari per discutere di sicurezza, ora potranno andare sul campo e verificare in prima persona che non si tratta solo di chiacchiere. Centoventi ragazzi dell'ultimo anno degli istituti pre Geometri di Macerata e Camerino parteciperanno giovedì mattina alla seconda edizione del Cantiere didattico, l'iniziativa per diffondere la cultura della sicurezza, ideata dalla Direzione provinciale del lavoro e realizzata in collaborazione con le Zone territoriali 9 e 10 dell'Asur, la Provincia, il patrocinio della Prefettura.

Una giornata in cui gli strumenti potranno visitare un cantiere in piena attività, quello che sta realizzando la palazzina alloggi del comando dei carabinieri di Tolentino, per toccare con mano l'organizzazione, i dispositivi di protezione individuale, le principali macchine e tutto quanto gira intorno alla questione sicurezza. "La nostra missione - ha detto Pierluigi Rausei a capo della Direzione provinciale del lavoro - è quella di dare sempre di più al territorio e con questa iniziativa, unica nel suo genere in Italia, crediamo di aver fornito ai ragazzi un nuovo strumento di crescita che punta sulla sicurezza come percorso di vita e non più unicamente come didattica". Non nasconde la soddisfazione e la valenza formativa del progetto il preside dell'istituto Antinori di Camerino, Enzo Bonacucina. "La scuola oramai è abbondata a se stessa, forse non interessa più nemmeno alle famiglie - ha detto - e trovare degli enti che, invece, vedono in noi un veicolo non solo di formazione ma anche di prevenzione, mi lascia senza parole".

Ha sottolineato l'importanza del raccordo tra i vari enti l'assessore provinciale Andrea Blarasin. "E' un metodo di lavoro che dovrebbe essere usato più spesso anche per altre iniziative" ha detto e, parlando dei ragazzi coinvolti, ha ribadito come questa iniziativa "servirà per avvicinare i giovani al mondo del lavoro e alle sue regole che spesso vengono vissute come distanti e imposte dall'alto". Un progetto che darà, quindi, ai geometri di domani un modello di prevenzione rispetto ai singoli rischi valutabili nel cantiere. Un'idea di non secondaria importanza, soprattutto se riletta alla luce degli ultimi dati relativi alle ispezioni effettuate dalla Direzione provinciale del lavoro nei cantieri da gennaio ad aprile 2010. Dai non ancora confortanti che testimoniano come prevenzione e sicurezza sono ancora due questioni sottovalutate: 498 le ispezioni effettuate, di cui in 283 (il 56%) è stato riscontrato almeno un illecito. Oltre 1500 le posizioni lavorative sottoposte a verifica, di cui 218 irregolari (il 14,20%), 96 i lavoratori totalmente in nero e 15 quelli clandestini. Le somme riscosse per il totale delle violazioni riscontrate, penali e amministrative, è pari oltre 377mila euro.

Tratto da "Il Resto del Carlino" del 25/05/2010

Il contesto della Provincia di Macerata: Analisi Swot

Dai dati dell’Analisi Swot risulta che, allo stato attuale, nel territorio maceratese non ci sono gravi tensioni occupazionali, anche se la situazione risulta sicuramente preoccupante. Alcuni parametri, comunque, sono lontani dai limiti fissati a livello europeo.

Opportunità
1 – forte possibilità di crescita nei settori alternativi al manifatturiero, quali turismo, energia, terziario, tutela ambientale;
2 – numero dei laureati in sensibile aumento;
3 – elevato livello di scolarizzazione della popolazione;
4 – costante crescita dell’utilizzo degli stage ai fini della conoscenza e della successiva assunzione;

Minacce
1 – elevata specializzazione produttiva dell’industria manifatturiera in settori esposti alla concorrenza;
2 – flessione del 27,6% della richiesta di laureati a fronte di un aumento del dato nazionale;
3 – tassi di mortalità delle piccole e medie industrie locali potenzialmente elevati, legati nel prossimo futuro a problemi connessi con il ricambio generazionale;
4 – aumento delle assunzioni a tempo determinato;
5 – ruolo dei Ciof marginale nelle modalità di assunzione;

Punti di forza
1 – tasso di occupazione complessiva superiore al dato nazionale;
2 – tasso di disoccupazione femminile al minimo storico, inferiore sia al dato nazionale che europeo;
3 – tasso di disoccupazione maschile inferiore sia al dato nazionale che europeo;
4 – previsione di assunzione delle imprese maceratesi più elevata rispetto al dato regionale e nazionale;

Punti di debolezza
1 – tasso complessivo di occupazione inferiore rispetto al dato europeo;
2 – tasso di occupazione maschile in calo;
3 – saldo occupazionale negativo con aumento della mobilità e riduzione delle assunzioni;
4 – indebolimento del sistema produttivo: saldo negativo per l’aumento delle cessazioni e per le riduzioni delle iscrizioni di nuove imprese.

venerdì, maggio 21, 2010

Piano provinciale del Lavoro: la soddisfazione di Blarasin

Varato il nuovo Piano Provinciale per la Formazione Professionale e per le Politiche del Lavoro per il quale sono state messe a disposizione anticipazioni per oltre 17 milioni di euro, derivanti dal Fondo Sociale Europeo (Fse) e da suddividere tra le iniziative previste per i sei Assi di sviluppo finalizzate al superamento delle criticità del territorio.
“E’ motivo di soddisfazione e politicamente rilevante – fa presente l’Assessore Andrea Blarasin – che il nuovo Piano sia stato approvato all’unanimità, con una sola astensione e con l’apprezzamento dell’opposizione. Abbiamo agito con un metodo partecipato, predisponendo tutta una serie d’incontri per conoscere, analizzare e venire incontro alle esigenze del territorio”.
Il Piano Strategico biennale guarda al futuro, in una ottica di rilancio a medio-lungo termine, con un potenziamento del concetto di rete e di sistema da attuare tra tutti gli attori istituzionali, datoriali, sociali, i Ciof, le Agenzie per il lavoro, gli Enti formatori, le Università. La provincia maceratese presenta diverse opportunità da sfruttare tra cui una forte possibilità di crescita in settori quali turismo, energia, terziario e tutela ambientale; un numero di laureati in sensibile aumento e un elevato livello di scolarizzazione della popolazione; c’è anche una crescita costante dell’uso degli stage ai fini della conoscenza e della successiva assunzione.
Tra i punti di forza del nostro territorio abbiamo un tasso di occupazione complessiva superiore al dato nazionale, un tasso di disoccupazione femminile al minimo storico, inferiore sia alla media italiana che a quella europea, un tasso di disoccupazione maschile più basso sia del nazionale che dell’europeo. Entrando nel dettaglio il Piano prevede tra l’altro azioni formative, incentivi per la creazione di nuove imprese, voucher formativi, progetti integrati a sostegno della conciliazione vita/lavoro, consulenze e analisi aziendali per l’innovazione, azioni di politiche attive per gli ammortizzatori sociali in deroga, azioni riguardanti i Ciof per migliorare l’accesso al mercato del lavoro, inclusione sociale delle persone svantaggiate e azioni contro le discriminazioni nel mercato del lavoro, innalzamento della qualità delle risorse umane. Il Piano è stato concepito anticipando quelle che saranno le strategie dell’Unione Europea dopo il 2013, che prevedono la istituzione di macro aree, dove verranno riconosciuti i progetti di qualità, capaci di interagire con gli altri territori.

tratto dal sito di Cronache Maceratesi il 21/05/2010

venerdì, maggio 14, 2010

Collegato Lavoro. La nuova riforma del lavoro collegata alla Finanziaria 2010

La nuova Riforma del Lavoro, o “Collegato Lavoro”, relativo alla Finanziaria 2010, contiene diverse novità che ridisegna per diversi aspetti il quadro normativo di numerosi istituti contrattuali e del lavoro. Vengono perfezionate alcune regole in materia di accesso ispettivo e potere di diffida. Vengono riformati importanti istituti che disciplinano le controversie di lavoro come la conciliazione, la certificazione e l’arbitrato. Le modifiche riguardano anche le disposizioni in materia di licenziamenti e cessazione dei rapporti di lavoro. Cambia inoltre la disciplina sanzionatoria in materia di orario e vengono introdotte nuove misure contro il lavoro sommerso. Novità anche in materia di permessi, congedi e aspettative, certificati di malattia. Alcune modifiche riguardano poi la “legge Biagi”, in particolare la disciplina dell’apprendistato che permetterà di assolvere agli obblighi scolastici. La nuova disciplina potenzia i controlli per evitare frodi contributive e viene affrontato il problema delle competenze in materia di sicurezza del lavoro.

Ecco una sintesi delle principali novità del Pacchetto Lavoro introdotto con la nuova riforma.

Articolo 1 - Revisione della disciplina in tema di lavori usuranti che prevede norme di favore per i lavoratori che hanno svolto lavori usuranti.

Articolo 4 - Nuovo regime sanzionatorio per il lavoro sommerso. Viene ridefinito il campo di applicazione della maxi-sanzione per lavoro nero. Prevista una riduzione delle sanzioni per i soggetti che, dopo aver usufruito di lavoro irregolare, abbiano successivamente regolarizzato il lavoratore in tal modo impiegato.

Articolo 7 - Nuovo regime sanzionatorio per l’orario di lavoro. Le novità riguardano le violazioni relative alla durata massima dell’orario settimanale, il riposo settimanale, le ferie annuali, il riposo giornaliero.

Articolo 18 - Aspettativa. E’ prevista la possibilità per i dipendenti pubblici di essere collocati in aspettativa non retribuita per un anno anche per avviare attività professionali e imprenditoriali.

Articolo 23 - Riorganizzazione della normativa in materia di Delega al Governo per congedi, aspettativa e permessi spettanti ai lavoratori dipendenti, sia del settore pubblico che privato.

Articolo 24 - Permessi per l’assistenza a portatori di handicap in situazione di gravità e vengono delineati i potenziali beneficiari del permesso di tre giorni mensili retribuiti.

Articolo 25 - Certificati di malattia. A decorrere dal 1° gennaio 2010, è introdotto il sistema di trasmissione della documentazione della malattia per via telematica.

Articolo 30 - Certificazione contratti di lavoro. Le modifiche hanno l’intento di dare maggiore slancio all’istituto di certificazione dei contratti di lavoro per un corretto inquadramento del rapporto con clausole compromissorie al contratto di lavoro, al fine di evitare possibili liti future.

Articolo 31 - Le nuove procedure di conciliazione e arbitrato. Lavoratore e datore di lavoro, al momento della stipula del contratto, possono decidere di affidare eventuali controversie lavorative a un arbitrato, invece che al giudice del lavoro.

Articolo 32 – L’impugnazione dei licenziamenti perde di efficacia se il ricorso non è depositato in tribunale, o non è comunicata alla controparte la richiesta di tentativo di conciliazione o arbitrato, entro 180 giorni dalla data del deposito del ricorso nella cancelleria o, dalla comunicazione alla controparte della richiesta di tentativo della conciliazione. Resta fermo l’obbligo, per il lavoratore licenziato, di impugnazione del licenziamento entro 60 giorni dalla sua comunicazione, ma nei successivi 180 giorni il lavoratore ha l’onere di proporre ricorso davanti al giudice del lavoro (altrimenti decade l’azione).

Articoli 33 - Il nuovo processo ispettivo. Particolare attenzione viene posta sul verbale ispettivo di primo accesso che diventa determinante per la stesura del verbale conclusivo.

Articolo 35 - Indennizzi per cessazione di attività commerciale o aziende in crisi.

Articolo 36 - Interventi di formazione professionale per sostenere il reddito dei lavoratori disoccupati o a rischio di esclusione dal mercato del lavoro.

Articolo 38 - Conciliazione monocratica. Il relativo verbale è dichiarato esecutivo con decreto dal giudice competente, su istanza della parte interessata.

Articolo 39 - Omesso versamento delle ritenute previdenziali: reato anche per il committente.

Articoli 40, 45 - Disposizioni in materia di contribuzione figurativa e per periodi di malattia.

Articolo 46 - Deleghe in materia di riforma del welfare: il Governo, entro trentasei mesi dalla entrata in vigore della legge, dovrà revisionare la disciplina degli ammortizzatori sociali, del servizio per l’impiego, incentivi all’occupazione, all’apprendistato e all’occupazione femminile.

Articolo 48 - Novità per le tipologie contrattuali di lavoro: ritorna lo staff leasing, ovvero il contratto di somministrazione. Apprendisti a 15 anni. Sarà possibile assolvere all’ultimo anno di obbligo di istruzione attraverso contratti di apprendistato.

Articolo 50 - Altre novità riguardano le collaborazioni coordinate e continuative. In caso di trasformazione del contratto a tempo determinato in assunzione a tempo indeterminato, il datore di lavoro è tenuto solo a indennizzare il prestatore di lavoro con un’indennità di importo compreso tra un minimo di 2,5 e un massimo di 6 mensilità di retribuzione.

martedì, aprile 27, 2010

La crisi ha colpito il lavoro al femminile


di Andrea Blarasin*

Dal confronto dei numeri del 2008 con quelli del 2009 si può osservare come la crisi economica abbia influito sul mondo del lavoro al femminile. Prima di tutto un dato essenziale, le assunzioni di donne nel 2008 erano oltre 32mila, nel 2009 sono scese a 27mila, per cui vanno a difendere anche le donne al lavoro i due recenti bandi provinciali contenenti agevolazioni finanziarie per la creazione di nuovi posti di lavoro (un intervento di 140mila euro) e per la loro stabilizzazione (altri 188mila euro). La crisi ha colpito duro e questo si evince anche dall’incidenza percentuale fra tutti i contratti stipulati: il 53% riguardante le donne nel 2008 è sceso al 51% nel 2009, segno che il lavoro femminile è stato più penalizzato di quello maschile. Le donne sono più richieste nelle collaborazioni (56%), nella formazione (69%) e nel lavoro domestico (86%) in cui incidono considerevolmente le cosiddette “badanti”; il gentil sesso è meno richiesto nel rapporto di apprendistato (41%), in quello flessibile (35%) e nei lavori a tempo indeterminato (46%). Un dato curioso è quello riguardante la provenienza delle lavoratrici, quelle di nazionalità italiana sono, naturalmente, la maggioranza (75,5% anche se in calo rispetto al 2008 quando erano il 78,5%), seguite da romene (8,5%), cinesi (2,1%), albanesi (1,6%), polacche (1,4%), ucraine (1,4%) e marocchine (0,9%).

* Assessore provinciale alla formazione e al lavoro

Tratto dal sito di Cronache Maceratesi il 27/04/2010

venerdì, aprile 02, 2010

Eures point nelle università: infolavoro negli atenei di Macerata e Camerino

E’ ormai avviato il percorso comune delle nostre due Università, l’ateneo di Macerata e quello di Camerino, e la recente delibera della Giunta provinciale conferma l’intesa delle due università. La Provincia ha infatti approvato approvato una convenzione, in sinergia con gli atenei, per attivare un un Eures point in entrambe le sedi universitarie. Il progetto vede le firme del presidente della Provincia Franco Capponi e dell’assessore alle politiche del lavoro Andrea Blarasin.
Lo sportello Eures Europa favorisce la mobilità geografica e l’esercizio del diritto alla libera circolazione dei lavoratori all’interno dell’Unione Europea, aiutando le persone in cerca di occupazione a prendere informazioni; gli sportelli Eures sono già presenti sul territorio dal 2006 presso i Centri per l’Impiego, Orientamento e Formazione (Ciof) di Macerata, Civitanova Marche e Tolentino.
La proposta di attivazione degli “Eures point” è partita dai due atenei e sarà finalizzata all’assistenza e alla fornitura di consulenze e informazioni orientative per studenti e neolaureati sulle possibilità di lavoro all’estero, sul Servizio Volontario Europeo (Sve), sui tirocini formativi in istituzioni dell’Unione Europea e in altre organizzazioni internazionali. Le Università metteranno a disposizione locali appositamente attrezzati e di facile accesso agli studenti oltre a una fattiva collaborazione con il servizio Eures provinciale.
Il progetto non ha costi per la Provincia che avrà il compito di promuovere l’iniziativa attivando seminari e incontri specifici e progettando strategie di comunicazione e informazione per studenti e datori di lavoro, con le attività coordinate dal Consulente Eures della Provincia di Macerata.

Cos’è Eures


Lo sportello Eures Europa offre un’ampia gamma di servizi, in particolare:
  1. accoglienza e informazione sulle opportunità e i servizi offerti, sulle condizioni di lavoro nei paesi comunitari;
  2. individuazione dei bisogni dell’utente e valutazione dei percorsi professionali attraverso colloqui individuali;
  3. supporto all’utente per la definizione e la pianificazione del proprio progetto formativo e lavorativo all’estero;
  4. presentazione delle tecniche di ricerca attiva del lavoro;
  5. consulenza, assistenza e risposta a domande sulle Istituzioni, sulla legislazione, sulle politiche, i programmi e la possibilità di finanziamento dell’Unione Europea;
  6. inserimento e consultazione delle richieste di lavoro attraverso la banca dati “Trovare lavoro” del servizio Eures;
  7. consulenza per la elaborazione e la stesura del curriculum vitae e per la registrazione nel portale europeo della mobilità professionale.

    Fernando Pallocchini

    giovedì, marzo 25, 2010

    Prospettive e opportunità: l'artigianato artistico offre possibilità di lavoro ai giovani

    Presso la Sala consiliare Guizzardi della Camera di Commercio maceratese si è svolto il convegno dal titolo “Prospettive e opportunità delle imprese dell’Artigianato Artistico”, organizzato da Confartigianato Imprese Macerata. Tra gli intervenuti hanno partecipato all’incontro gli Assessori provinciali Andrea Blarasin (Lavoro, Formazione e Politiche giovanili) e Luigi Gagliardi (Attività produttive).
    Nel corso della relazione sono stati esposti i canali attraverso cui si trasmettono le competenze professionali e artistiche alle nuove generazioni, i problemi incontrati dalle imprese nello svolgimento dell’attività formativa e i rapporti esistenti tra la formazione dei giovani e le prospettive di sviluppo dell’artigianato artistico nel territorio maceratese. Si sono anche evidenziate difficoltà nell’accesso al credito e nel reperimento di fondi, nella ricerca del personale e nel sostegno per l’inserimento di apprendisti che consentano la continuità dei mestieri, oltre a una eccessiva burocrazia.
    Secondo Confartigianato questo settore deve essere valorizzato, sostenuto e protetto dal rischio di estinzione attraverso la sensibilizzazione degli Enti locali, finalizzata a una maggiore concretezza degli interventi, attraverso la programmazione di eventi volti alla promozione di queste aziende e, non ultimo, tramite la valorizzazione della formazione attuata all’interno delle botteghe.
    In tale modo, diventando soggetti di alta formazione professionale, le botteghe di artigianato artistico riusciranno a tramandare tutte quelle importanti tradizioni che identificano il nostro territorio.

    L'intervento dell'Assessore Andrea Blarasin
    L’importanza del sostegno alle imprese di artigianato artistico, settore prezioso per il suo valore didattico, storico e culturale è legata alla valorizzazione dei centri storici, fondamentale di fronte alla concorrenza dei centri commerciali. Centri storici che devono diventare centri di shopping di qualità, supportati anche da una logica di rete commerciale.
    Come avvicinare i giovani alle botteghe? In questo l’alternanza scuola-lavoro è un progetto sicuramente valido. E’ infatti necessario che la scuola incentivi il recupero della storia del nostro territorio e favorisca l’ingresso dei giovani nelle botteghe artigiane artistiche, affinché conoscano il lavoro degli artigiani nei vari settori, apprezzino il fascino di questi mestieri e tutti i valori connessi.

    La scheda
    I dati sono estratti dalla ricerca “Dalla formazione sommersa alla formazione in affiancamento: percorsi formativi per la tutela e la diffusione dell’artigianato artistico”, uno studio imperniato sui processi di formazione sommersa che avvengono nelle botteghe d’arte della provincia di Macerata, realizzato dall’Ente RF Sviluppo in collaborazione con Confartigianato Imprese Macerata.
    Su 11.754 aziende artigiane 320 si occupano di artigianato artistico (incidenza del 2,7%);
    Su 29.385 lavoratori occupati nell’artigianato sono 1.046, compresi i titolari, quelli del settore artistico (incidenza del 3,5%);
    236 sono imprese individuali, 27 hanno da 1 a 3 addetti, 43 hanno da 4 a 19 addetti, 14 sono oltre i 20 collaboratori.

    Tipologia di lavorazioni

    Restauro 118; tessile e abbigliamento 31; ferro e metalli 23; orafi e gioiellieri 23; pelle 22; legno 20; vetro e ceramica 18; marmo 8; fotografi 6; vimini 5; tappezzeria 4; calzature 3; strumenti musicali 2; legatoria 1; settori ibridi 16.

    martedì, marzo 16, 2010

    Ministero della Gioventù e Upi: "Tre milioni di euro per mille e una giovane idea"

    Futuro e politiche per le nuove generazioni. E’ stato questo il tema del workshop che si è tenuto lo scorso febbraio a Roma. L’evento è stato promosso dal Ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, insieme con l’Unione delle Province Italiane ed è stata una occasione di confronto e approfondimento collettivo tra esperti in questioni giovanili e i rappresentanti delle istituzioni. All’incontro ha partecipato l’Assessore alle Politiche del Lavoro Andrea Blarasin che sostiene l’importanza di interventi organizzativi a favore dei giovani.
    Durante l’incontro è stata presentata l’iniziativa “Mille e una giovane idea” a cui sono destinati 3 milioni di euro per progetti proposti dalle Province a favore dei giovani, il cui bando sarà emanato in aprile. E’ una iniziativa che si colloca nel contesto più ampio di un impegno pluriennale che Upi sta portando avanti con il Ministro della Gioventù attraverso l’iniziativa “Azione Province Giovani”, un segnale che vuole mettere l’accento sull’attenzione che il sistema delle Province riserva alle nuove generazioni.
    Il Ministero della Gioventù non può che operare nella direzione di una società che si adegua al mercato del lavoro mentre questo cambia. La precarietà del lavoro giovanile e il rischio di esclusione sociale devono essere affrontati con azioni generali capaci di comprendere ambiti diversi. L’obiettivo è quello di creare imprese e, in generale, di valorizzare il potenziale dei giovani nella loro scommessa sul futuro. “ Le politiche giovanili – ha precisato il Ministro Giorgia Meloni, intervenendo al convegno – devono essere lette come una opportunità di mettere in campo strumenti a favore dei giovani, in rapporto con Regioni, Province e Comuni, perché così si possono intercettare meglio le necessità dei giovani”.
    Le Province hanno un ruolo fondamentale nel coordinamento delle politiche per i giovani, perché si occupano di istruzione, di formazione professionale, di lavoro, di ambiente e di sviluppo. Temi questi su cui partire per mettere in campo strumenti e competenze capaci di permettere ai giovani di crescere e competere nella nuova società globale. “La nostra idea non è quella di distribuire tanti aiutini – continua ancora Giorgia Meloni – ma di mettere in moto l’ascensore sociale e rimuovere gli ostacoli che impediscono una vera mobilità sociale e fanno sentire il giovane inadeguato.” Bisogna quindi fare spazio a tutte quelle scelte che sappiano interpretare le necessità dei giovani, fornire la giusta motivazione facendo capire loro che anche a trent’anni si possono realizzare cose importanti. “La Provincia di Macerata si è già attivata - puntualizza l’Assessore Blarasin – e sono allo studio diversi progetti, in grado di coinvolgere il nostro territorio e le sue realtà sociali. Questo perché soprattutto nei momenti di crisi è fondamentale responsabilizzare le generazioni più giovani di fronte alle sfide della società contemporanea, quando il coraggio e la creatività possono effettivamente fare la differenza”.

    martedì, marzo 09, 2010

    "La formazione aiuta lo sviluppo". Dignagni: "Riqualificare il personale per crescere"


    di Franco Veroli

    UN MONDO sempre più complesso richiede competenze sempre più elevate e aggiornate. L'obbiettivo di investire sulle persone, e quindi integrare il sistema dell'istruzione con quello della formazione e dell'orientamento, è dunque strategico. Non a caso, dunque, la Confindustria di Macerata è da anni attiva su questo terreno. “La formazione favorisce lo sviluppo migliorando le performance delle imprese e salvaguardando anche i lavoratori ‘deboli’, spesso a rischio emarginazione, a causa di competenze inadeguate e senza percorsi di aggiornamento professionale", spiega Lucia Dignani, presidente del gruppo giovani imprenditori di Confindustria con delega a scuola e formazione.

    "RIQUALIFICARE e accrescere la professionalità - continua - vuol dire offrire nuove opportunità di lavoro alle persone e nuove energie competitive alle aziende". Da questo punto di vista la provincia di Macerata può essere considerato un laboratorio privilegiato. "Grazie anche al ruolo di promozione e coordinamento svolto da Confindustria, qui da noi da anni lavoro insieme scuole, imprese, Provincia, Camera di Commercio, Ufficio scolastico, Fondazione Carima e Università: per migliorare la qualità della formazione e diffondere la formazione continua nelle imprese, coinvolgendo migliaia di giovani".

    E, INFATTI, solo nell'ultimmo anno, gli studenti coinvolti in attività di orientamento e negli stage sono 2.200; sono invece 2.800 i lavoratori occupati che nel 2009 hanno partecipato ad iniziative di riqualificazione e formazione finanziate in parte tramite Fondiimpresa, gestiti da Confindustria, Cgil, Cisl, Uil, in parte dal Fondo sociale europeo (erogato dalla Provincia e Regione). Risultati che non vengono a caso. "Con le attività del nostro progetto scuola, frutto di una collaborazione avviata quasi trent'anni fa con l'allora provveditorato agli studi e altri enti e istituzioni - evidenzia la Dignani - vogliamo offrire ai presidi, agli insegnanti, agli studenti e alle loro famiglie, opportunità di conoscenza e confronto per meglio comprendere le esigenze della realtà imprenditoriale e i complessi cambiamenti in atto nell'economia e nella società". L'impegno del 2010 è ambizioso: si vuole coinvolgere tutte le scuole della provincia finalizzando le esperienze fino ad oggi acquisite. Esperienze che hanno dato frutti importanti. "Da anni nel nostro Istituto si attivano corsi sulla base di progetti finanziati con il fondo sociale europeo", spiega Enrico Foglia, presidente dell'Istututo tecnico commerciale e geometri "Corridoni" di Civitanova.

    “SI TRATTA di iniziative rivolte a soggetti già diplomati o che non trovano un lavoro, che producono esiti positivi: chi è in cerca di occupazione riesce a trovarla e chi già ce l’ha riesce a riqualificarsi professionalmente in modo efficace. Sono corsi che si tengono di pomeriggio, di norma dalle 16 alle 20 e che vedono coinvolti alcuni docenti dell’Istituto e altri provenienti dal mondo delle professioni e dell’impresa. La loro efficacia e validità è dimostrata dalla crescente richiesta di poterli frequentare: quest’anno, per un corso sulla contabilità, a fronte di 15 posti disponibili abbiamo avuto 95 richieste di partecipazione”. Certo è che bisogna ottimizzare le risorse disponibili, peraltro meno consistenti di un tempo.

    “SERVE una formazione molto qualificante e mirata – sottolinea Andrea Blarasin, assessore provinciale alla formazione e lavoro – Bisogna fare un uso attento delle risorse per percorsi formativi volti a creare reale occupazione, sia per chi cerca lavoro, sia per chi l’ha perso, in stretta correlazione con le esigenze con il territorio, del nostro tessuto produttivo e sociale. Bisogna evitare corsi inutili e infruttuosi”. Sulla stessa lunghezza d’onda Lucia Dignani: “Serve un utilizzo efficiente ed efficace delle risorse per la formazione, a partire da quelle del Fondo sociale europeo, che possono costituire una leva straordinaria per la crescita qualitativa delle imprese, anche in funzione del superamento della crisi”.

    tratto da "Il Resto del Carlino" del 09/03/2010

    lunedì, marzo 01, 2010

    Eurodesk: l'Europa per i giovani

    L’Eurodesk fornisce servizi informativi sulle opportunità europee per i giovani.
    Queste informazioni sono di carattere generale come la possibilità di studio all’estero, le opportunità di finanziamento dell’Unione europea e le organizzazioni in materia di politiche giovanili in Europa, e vengono diramate attraverso i punti Eurodesk e Informagiovani. I punti informativi si trovano presso gli Enti che hanno dato la loro adesione annuale pagando un canone che consente di utilizzare il data-base e la Provincia di Macerata è tra questi. Ci sono 1000 punti Eurodesk in 29 paesi europei che possono essere contattati sia direttamente che sul portale http://www.eurodesk.org/.

    Il costo del 2009 per la Provincia
    Per l’anno 2009 la Provincia di Macerata ha pagato 8mila euro per l’adesione, ha inserito una dipendente ed ha attivato un contratto di collaborazione con un soggetto esterno da 20mila euro per 12 ore settimanali, creando però un doppione in quanto un punto Eurodesk era già presente nel Comune di Macerata.

    Organizzazione attuale
    Per quanto concerne la Provincia, Eurodesk è presente nel solo Ciof di Civitanova Marche; per attivare il portale negli altri due Ciof (anche se in realtà Macerata ha quello del Comune) servirebbero altri 1000 euro per ogni antenna. Intanto la Provincia sta aggiornando il portale Lavoro in modo da poter pubblicare una selezione d’informazioni tratte dalle reti Eurodesk ed Eures per rendere ancora più uniforme l’erogazione dei servizi europei riguardanti la formazione e il lavoro.
    Nel Ciof di Civitanova Marche i servizi Eurodesk ed Eures sono integrati in un unico sportello di orientamento e informazione; attualmente ci sono impiegate due persone di ruolo qualificate, temporaneamente seguite dalla Consulente Eures della Provincia di Macerata. I giorni di apertura al pubblico sono il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle ore 11:00 alle ore 13:00; al di fuori di tali orari si può essere ricevuti per appuntamento. La prima accoglienza è comunque garantita negli orari di apertura del Centro per l’Impiego, essendo i servizi dell’Unione europea per il lavoro e la formazione integrati con i servizi del Ciof.

    Eures: European Emloyment Services

    L’Eures è una struttura creata dalla Commissione europea nel 1993, coordinata dalla stessa e svolge un servizio gratuito. E’ un network di servizi pubblici per l’impiego, per le associazioni di categoria dei lavoratori e per i datori di lavoro; agevola la possibilità di occupazione in ambito comunitario, assistendo i lavoratori (giovani, adulti, disabili, donne, occupati, disoccupati) nella ricerca di un lavoro in uno Stato diverso dal proprio, e i datori di lavoro nel reclutamento di lavoratori sempre in ambito europeo. L’Eures fornisce servizi informativi, di orientamento e d’incrocio tra domanda e offerta di lavoro.

    Gli strumenti
    Nel sito internet di Eures (http://eures.europa.eu/) c’è il Portale della Mobilità professionale dove sono elencate tutte le offerte di lavoro disponibili nei 31 Paesi della rete. C’è poi la risorsa umana composta da oltre 700 Consulenti, presenti nei 31 Paesi aderenti, che forniscono informazioni e risposte su tutti gli aspetti relativi alle condizioni di vita e di lavoro in ognuno di questi Stati, tendenze nel mercato del lavoro europeo, disponibilità di manodopera, carenze ed eccedenze di forza lavoro, condizioni di vita e di lavoro, legislazione e contratti di lavoro, legislazione sociale e opportunità formative.
    Chi è in cerca di lavoro può registrare il proprio curriculum vitae on-line e iscriversi alla newsletter che, poi, avvisa delle opportunità corrispondenti al profilo professionale.

    Come funziona in Provincia
    La rete Eures è a costo zero per la Provincia; può erogare gli stessi servizi e data-base Eurodesk tra-mite iscrizione gratuita o attivando un abbonamento annuale (costo 30 euro) a pubblicazioni di Eurocultura.
    C’è anche la possibilità di creare un punto Euroguidance per fornire gratis tutte le pubblicazioni rilevanti relative ai settori della formazione e del lavoro nell’Unione europea.
    Il Consulente Eures, presente nel Ciof di Tolentino, è formato con fondi comunitari gestiti dal Ministero del Lavoro. In questo periodo il Ciof di Tolentino sta organizzando un nuovo servizio d’informazione, in autoconsultazione, con orari di apertura più ampi e un’area dedicata ai servizi europei per l’occupazione e la formazione.

    giovedì, febbraio 18, 2010

    Incentivi provinciali all'occupazione

    La Provincia ha emanato due bandi - entrambi in pubblicazione da questa settimana sul sito http://www.lavoro.mc.it/ - finalizzati ad incentivare le imprese nella creazione di nuovi posti di lavoro e nella stabilizzazione dei rapporti di lavoro atipici in atto. Per questi due scopi la Provincia erogherà alle aziende che assumeranno nuovo personale (a tempo pieno o part-time) o che trasformeranno in contratti di lavoro i rapporti attualmente non di dipendenza, contributi per complessivi 328 mila euro. Si tratta dei due nuovi interventi - già annunciati a dicembre in occasione del primo incontro del Presidente Capponi e dell'Assessore Blarasin con le associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali - messi in atto dalla Provincia in aggiunta a quelli già avviati per far fronte alla crisi economica, attraverso aiuti alle imprese e sostegno ai livelli occupazionali. Per ogni nuova occupazione di persona inoccupata o disoccupata iscritta al Centro per l'impiego il contributo varia da un minimo di duemila euro (se a tempo determinato per un anno) ad un massimo di settantamila, se l'assunzione è a tempo indeterminato e a tempo pieno. Per la trasformazione di contratti di collaborazione o "a progetto" o "intermittenti" e simili in contratti di lavoro a tempo indeterminato, il contributo p fissato in 5.600 euro, ridotto proporzionalmente se il contratto che si instaura è a tempo parziale.
    Entrambi i bandi prevedono che i contributi possono essere aumentati del 10 o del 30% qualora l'assunzione sia relativa a donne o lavoratori di età superiore ai 45 anni oppure a lavoratori disabili, in aggiunta alla quota di collocamento obbligatorio.
    Le domande da parte di imprese e società cooperative con sede o unità operativa nel territorio della provincia di Macerata dovranno pervenire entro il 30 giugno 2010. Non saranno formulate graduatorie e la priorità verrà data dall'ordine di arrivo delle richieste, che debbono essere presentate preventivamente all'instaurazione del rapporto di lavoro o alla trasformazione del rapporto di lavoro atipico.

    tratto da "Geronimo" del 18/02/2010

    lunedì, febbraio 15, 2010

    Discriminazione retributiva: donna, l'insostenibile leggerezza della busta paga


    di Nazzarena Luchetti

    Lilly Ledbetter era un’operaia della Goodyear. Al momento della pensione fece 4 calcoli e si rese conto che per 19 anni l’avevano pagata meno dei colleghi uomini pur ricoprendo le stesse mansioni: riceveva una paga inferiore solo perché donna e l’azienda, così facendo, aveva risparmiato 200mila euro. Un anno dopo in Usa è stata approvata la legge ”Lilly Ledbetter” per l’equità salariale, intitolata alla donna che se n’era fatta promotrice. Lei non è stata risarcita ma tutte le donne americane non saranno più discriminate. Almeno sulla carta, perché la parità, spesso, è più dichiarata che reale.
    In Inghilterra solo lo scorso anno ci sono state ben 44mila cause di lavoro legate a discriminazioni retributive. In Italia secondo la legge 125/91, “E’ discriminazione qualsiasi atto, patto o comportamento, che produca un effetto pregiudizievole discriminando, anche in via indiretta, i lavoratori in ragione del sesso”. Di recente sono state introdotte nuove norme con il decreto del 25 gennaio 2010 che s’integrano con la direttiva del 2006 sui principi delle pari opportunità e della parità occupazionale. Questi strumenti stabiliscono l’illegalità nel discriminare le donne pagandole meno degli uomini a parità di lavoro.
    Un recente rapporto della Bocconi sulla differenza salariale evidenzia che la donna guadagna tra il 23% e il 25% meno di un uomo (consoliamoci, in Francia la differenza è addirittura del 42%: altro che vie en rose!).
    In altre parole, non serve rilanciare la produzione e combattere la disoccupazione se insieme non si assicurano misure contro la discriminazione. La disparità salariale tra uomini e donne comporta povertà anche in età avanzata perché il divario retributivo si riversa sulle pensioni.
    Il settore del terziario e dei servizi è quello dove emergono di più le differenze salariali: qui 1/3 delle donne è sotto ai 1000 euro al mese e appena 1/5 supera i 1500 euro; se il salario femminile viene stabilito con contrattazione individuale ci sono più differenze, mentre si registrano minori disparità nella Pubblica Amministrazione. Nonostante il raggiungimento di titoli di studio elevati offra alle donne maggiori opportunità di retribuzioni, la differenza permane: solo il 38% delle donne laureate, rispetto al 54% degli uomini raggiungono livelli di retribuzione oltre i 1500 euro. Il gap cresce con una scolarizzazione inferiore: il 46% delle donne con un basso livello di istruzione sta sotto i 1000 euro mensili contro il 25% degli uomini con pari titolo di studi.
    La disparità è legata anche alle dinamiche occupazionali di alcune zone d’Italia: dal Nord al Sud si allarga la forbice della diversità e si evidenziano più consistenti condizioni di svantaggio per le donne.
    Ma quali sono i motivi per cui le donne guadagnano meno degli uomini? La ricerca della Bocconi rileva che il problema vero sta negli attuali modelli culturali e sociali: per il solo fatto di essere donna comporta un inquadramento più basso, per non parlare delle donne in posizioni di potere che si trovano spesso a spiegare all’interlocutore che lei non è la segretaria del capo ma il capo in persona. Essere uomini e avere la busta paga più pesante è frutto della vecchia convinzione che l’uomo mantenga la famiglia e quindi meriti di più. Non è un caso che in molti uffici non si chieda mai: “Quanto guadagni?” Le disparità nell’immaginario collettivo sono considerate normali: una donna che chiede è una donna che sceglie il confronto (alla pari), che usa la logica, la razionalità, la forza dei fatti, dove invece il pregiudizio vuole la dolcezza l’accondiscendenza, la passività. Molte rinunciano ai propri obiettivi e hanno un atteggiamento rassegnato, non discutono il contratto di lavoro, e pensano che basti lavorare bene per essere premiate, anche senza chiedere, spesso invece chi non chiede non ha. Si accettano disparità per paura di perdere il posto di lavoro. Eleanor Roosevelt affermava: “Nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo consenso”, ciò vuol dire che le donne devono impegnarsi di più per difendere i loro diritti.
    Spesso gli atteggiamenti poco corretti di alcune donne (come rimanere in maternità oltre il tempo necessario) creano il dubbio di poter contare davvero sulle risorse femminili. Maggiore consapevolezza di sé, superamento di pregiudizi e del confine dei ruoli costituiscono il presupposto per ottenere la parità: prima di tutto sociale.

    mercoledì, febbraio 10, 2010

    Web 2.0: una rete di affari e di nuove figure lavorative


    di Nazzarena Luchetti

    “I dieci lavori più richiesti negli Stati Uniti solo cinque anni fa non esistevano, è la dimostrazione tangibile di come il mondo sia in continua evoluzione”, esordisce così Guido Grandinetti, Amministratore Delegato della “GG Company”, società di consulenza per lo sviluppo del business attraverso la rete, nel convegno che si è tenuto il 25 febbraio all’Abbadia di Fiastra. Tema del convegno: la comprensione delle possibilità del Web 2.0 e l’utilizzo mirato dei molti strumenti che la rete offre. Il dott. Grandinetti ha spiegato, con chiarezza e senza tecnicismo da addetti ai lavori, di quali e quante opportunità ci sono per fari affari con la rete nell’epoca del Web 2.0 utilizzando i vari processi di comunicazione che possono scaturire con l’uso mirato della rete e dei suoi sistemi di relazione.
    Il fine è quello di mostrare come la rete sia diventata imprescindibile per il lavoro, perché è vero che i sogni e le idee muovono il mondo ma il vero motore sono i mezzi di comunicazione e Internet costituisce la strada più veloce e competitiva per arrivare all’obiettivo. E l’aspetto fondamentale è che è davvero alla portata di tutti.

    L’utente come consuma(t)tore
    Web 2.0 non è altro che una evoluzione di Internet; rispetto al Web 1.0 degli anni ‘90, molto più statico, siamo passati a un Web caratterizzato da una comunicazione “attiva” poiché l’utente non è più semplice fruitore di un servizio ma contribuisce alla creazione del servizio stesso; come afferma Guido Grandinetti, il consumatore, nell’evoluzione del web, è diventato “consumattore”.
    Il Web 2.0 si configura come una piattaforma di molteplici concetti e servizi, una nuova frontiera per la conoscenza e per le attività: se si potesse definire con un’unica parola questa sarebbe “partecipazione”, perché la comunicazione, l’interazione e la condivisione tra le persone è la ragione dell’esistenza di questa piattaforma. In altre parole, il Web 2.0 si può paragonare a un centro gravitazionale, un insieme di principi e di procedure che collegano un autentico sistema solare di siti, blog, forum. Un vero sistema di interazione e comunicazione, dove ciò che conta non è solo il centro, ma la “lunga coda”, ovvero le persone, le aziende con le loro idee, i loro gusti, le loro scelte, le loro opinioni che influiscono sulla nascita e sviluppo di un marchio, sulla sua trasformazione ed evoluzione. Anche se ovviamente è necessaria una competenza centrale, sono gli utenti che aggiungono valore al web e in questo senso si può dire che il web è democratico per eccellenza.
    Tutti possono contribuire alla conoscenza (vedi a esempio Wikipedia o Citizen journalism): si possono confutare opinioni, scrivere recensioni, si può dire nel bene o nel male ciò che si vuole.

    Misurabilità dei risultati
    Attraverso i social media l’utente condivide, filtra e commenta. Se gli utenti dimostrano di non apprezzare alcune funzioni queste vengono tolte, altrimenti vengono estese maggiormente. Una delle caratteristiche del web è infatti la misurabilità dei risultati che porta a trovare le soluzioni più efficaci. Da queste interazioni scaturiscono infinite idee, si anticipano le esigenze degli utenti e si promuovono studi di mercato su ciò che emerge dalla rete. Il Web 2.0 infatti ottiene il rendimento maggiore con l’intelligenza collettiva che è anche il filtro che ne seleziona il valore.
    Le applicazioni di questo cervello globale si evolvono continuamente creando un asset strategico in cui si producono e condividono idee facendo comunità e facendo impresa. Tutto in tempo reale. Il successo del web infatti è la capacità di sfruttare l’intelligenza collettiva hic et nunc . E non è solo l’immediatezza a caratterizzare il web ma anche la velocità con cui avviene l’aggiornamento; il capo sviluppatore di Flickr ha dichiarato che il loro personale pubblica nuovi contenuti ogni mezz’ora.

    Valore al merito
    Per essere un mezzo che crei risorse, il web va comunque usato nel modo giusto. Le aziende che decidono di affidarsi alla rete (non farlo vuole dire in un futuro non lontano essere fuori dal mercato) devono avere ben chiara la strategia da seguire: non basta conoscere i vari tags, avere un blog, o essere iscritti a Facebook o Twitter, per fare affari è necessaria prima una pianificazione e una strategia di marketing. La semplice presenza in rete da sola non è sufficiente a generare profitto; solo una costante e corretta attività può portare a risultati, in questo senso la rete è uno dei pochi strumenti alla portata di tutti che valorizzi il merito perché premia chi produce contenuti e prodotti di qualità.
    C’è da dire comunque che la resistenza maggiore delle persone al web è dovuta alla presunta difficoltà a capire un linguaggio troppo complesso; i sistemi oggi si sono estremamente semplificati ma è importante, a proposito, che le istituzioni locali si facciano promotrici per una maggiore diffusione dell’utilizzo della rete per il mondo del lavoro facilitando un accesso più semplice alle tecnologie attivando ad esempio dei corsi di formazione per comprendere l’utilizzo e l’enormi potenzialità che il Web ha sul mondo del lavoro.
    La comprensione e l’uso di Internet e delle tecnologie correlate ha portato negli ultimi anni alla nascita di nuove figure professionali: il web marketer, il blogger (cura e gestisce il blog), il community manager (gestisce forum, crea contenuti…), il web engineer (progetta servizi e applicazioni basati sul web per aziende) e molte altre ancora. Già adesso inoltre c’è concorrenza tra fornitori di dati, venditori di applicazioni e per la proprietà di determinate classi di dati centrali: indirizzi, identità,codici di identificazione di prodotti.
    Guido Grandinetti suggerisce che il regalo più lungimirante (e poi neanche tanto) che si può fare ai propri figli è la registrazione del dominio del nome in rete: vista la velocità con cui si evolve la rete avere un sito registrato con il proprio nome è un modo per investire sul futuro.
    In sintesi, la vera opportunità del Web 2.0 è quella di generare contatti umani e i contatti, se ben gestiti, generano rapporti di lavoro. Capire questo vuol dire capire dove sta andando il mondo.

    Wikipedia: enciclopedia online e collaborativa
    Twitter: sms globali
    Youtube: condivisione video
    Facebook: social network, la più grande forma di dialogo del mondo
    Ebay e Amazon: e-commerce per la compravendita di oggetti
    Google AdSense: pubblica annunci pubblicitari
    Plaxo: rubrica online e social network
    Gmail: Posta elettronica con varietà di opzioni
    Google Maps: ricerca e visualizza gli indirizzi
    LinkedIn: social network per trovare lavoro
    Viadeo: social network finanziario
    WordPress: permette la creazione e la gestione dei blog
    Flickr: consente la condivisione di fotografie personali
    Xing: business social network professionale
    Citizien Journalism: giornalismo partecipativo
    MySpace: social network di musica e intrattenimento

    Tagliati finanziamenti Fse alle Provincie: trattenuto un ulteriore 10%

    La premessa
    La Legge regionale n° 2 del 18 gennaio 1996 ha come oggetto la delega alle Province delle funzioni amministrative relative alle attività formative cofinanziate dall’Unione Europea. Questa legge prevede l’assegnazione alle Province del 75% delle risorse provenienti dal Fondo Sociale Europeo e una quota pari al 25% trattenuta dalla Regione che provvede a gestirla direttamente. La Regione utilizza questo provento per l’attuazione di progetti di elevata specializzazione o direttamente incidenti nella programmazione regionale generale o di settore, ovvero coinvolgenti aree comprese nel territorio di più province, o ancora per progetti derivanti dall’attuazione di accordi con le parti sociali o da protocolli d’intesa con Enti a carattere nazionale.

    Il fatto nuovo
    Quanto esposto nella premessa è stato cambiato. La Regione Marche, con Legge regionale n° 31 del 22 dicembre 2009 (legge finanziaria regionale 2010), ha modificato a proprio vantaggio le percentuali di distribuzione dei fondi penalizzando così le Province. Infatti la quota di finanziamento comunitario a titolarità regionale è stata portata al 35% delle risorse, comprimendo di conseguenza la parte economica provinciale al 65% per l’attuazione delle politiche del lavoro e della formazione, accentrando maggiormente la gestione delle risorse FSE a favore della Regione stessa.

    La conseguenza
    Spiega l’Assessore Blarasin: dal punto di vista strettamente formale, sottrarre risorse economiche alle Province significa far venir meno il principio del decentramento amministrativo richiamato dall’art. 5 della Costituzione, secondo il quale la Repubblica deve operare il più ampio decentramento possibile. Dal punto di vista pratico, soprattutto in questo momento reso difficile dalla crisi economica che ha duramente colpito il mondo del lavoro, la sottrazione di una parte consistente del contributo vuol dire penalizzare i terri-tori che vedranno ridotti gli interventi finalizzati a sostenere lo sviluppo e a contrastare la disoccupazione. E’ una decurtazione che nulla ha di logico, in quanto ogni Provincia conosce le difficoltà e le emergenze del territorio di competenza e può agire in modo mirato per dare risoluzione positiva alle stesse.

    mercoledì, gennaio 27, 2010

    Provincia in campo a sostegno delle imprese

    Macerata - Presentati ieri dall’amministrazione provinciale due bandi per il sostegno al lavoro. “Si tratta di misure tampone, che certamente non risolvono il problema della precarietà del lavoro e della perdita dei posti di lavoro in questo periodo di incertezza nel quale stanno anche chiudendosi molte casse integrazione”, ha spiegato il presidente Franco Capponi, “ma sono misure che certamente aiutano le imprese del territorio a mantenere e ad incrementare i posti di lavoro”, ha aggiunto l’assessore provinciale alle politiche del lavoro Andrea Blarasin.
    Gli avvisi pubblici riguardano infatti l’erogazione di contributi per la stabilizzazione dei rapporti di lavoro atipici e per favorire le nuove assunzioni. Si tratta di un impegno di spesa dell’ente di circa 330 mila euro, ripartito in modo che, alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro, per prevenire fenomeni di precarietà e di discontinuità lavorativa, siano stanziati 188 mila euro, mentre per lo sviluppo di percorsi di integrazione e per il re-inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati vengono stanziati 140 mila euro, al fine di incentivare assunzioni a tempo determinato o indeterminato part-time e full-time. “In un momento certamente non facile per l’economia, misure come queste possono dare respiro alle imprese del nostro territorio che per un certo periodo di tempo possono usufruire di un benefit pubblico per mantenere il lavoratore al suo posto di lavoro, o per assumere nuovo personale da inserire nella struttura produttiva”, ha detto il presidente Capponi, sottolineando tuttavia il ritardo delle linee guida giunte dalla regione Marche sulle misure a sostegno del mercato del lavoro, che avevano bisogn di un’urgenza particolare. Regione Marche che secondo Capponi si appropria di misure non sue, “in quanto questi fondi provengono sempre da Roma o dai fondi europei”, poi sta all’ente territoriale gestirli, per sostenere l’economia del territorio.
    A questo proposito, prosegue il presidente della provincia di Macerata, “va dato atto alla Provincia di Macerata di aver risparmiato un milione di euro da destinare a misure a sostegno del lavoro, perché non sempre la Cassa integrazione si risolve in modo facile e felice”.
    La stessa esperienza di sostegno al mercato del lavoro è stata fatta già nel 2009 con ottimi risultati, ha affermato l’assessore Andrea Blarasin, mettendo in luce come dai settantasette tirocini attivati grazie al fondo provinciale, quarantuno si siano trasformati in assunzioni.
    I bandi sono disponibili al sito internet della provincia http://www.provincia.mc.it/ e www.lavoro.mc.it/

    tratto da "Corriere Adriatico" del 26/01/2010