venerdì, febbraio 25, 2011
giovedì, febbraio 10, 2011
Blarasin: "La politica sanitaria regionale penalizza ancora il nostro territorio"
“Ancora una volta il territorio della provincia di Macerata viene penalizzato dalle scelte effettuate dalla Regione Marche in campo sanitario. Infatti, mentre ad Ancona e Pesaro si investono risorse per il rafforzamento dei presidi ospedalieri e per i servizi alle persone, a Macerata viene chiesto di tagliare ancora servizi e specializzazioni ” - afferma Sara Maccari, Presidente dell’Associazione Provinciale Nuova Italia – che precisa “Recanati, San Severino, Sarnano, Matelica saranno interessati da tagli e accorpamenti mentre l’Ospedale Provinciale di Macerata, per il quale da anni si richiede disperatamente il potenziamento, sarà anch’esso soggetto ad accorpamenti, tagli di posti letto e di organico, riduzione degli interventi. La richiesta di investimenti per adeguare il Pronto Soccorso alle esigenze dei cittadini è caduta colpevolmente nel vuoto ancora una volta .”martedì, settembre 28, 2010
Missione umanitaria in Angola per l'ex assessore provinciale Andrea Blarasin
lunedì, luglio 26, 2010
Circoli della Nuova Italia ad Orvieto: Conclusioni di Alemanno
SODDISFATTO DA OK BERLUSCONI A CONGRESSI LOCALI
E’ STRADA GIUSTA NON LA ABBANDONIAMO IL PARTITO HA CAPACITA’ DI PROPOSTA SUPERIORE AD AN
SU LEGALITA’ DECIDA PARTITO NON GRANATA
COMBATTIAMO BATTAGLIA COMUNE CONTRO ROMA LADRONA DOBBIAMO RITROVARE VALORI ANTICHI COME CATTOLICESIMO E POPOLO
SCUOLA: ROVINATA DA PROFESSORI FIGLI DEL ‘68
FINI IN GOVERNO? NON PRATICABILE; STOP A PASDARAN
lunedì, luglio 05, 2010
“No trasversale alla Giorgini” - Blarasin e Macerata nel Cuore contro l’insediamento dell’azienda
Dal Corriere Adriatico del 05/07/2010
sabato, luglio 03, 2010
Blarasin a tutto campo: “L’opposizione deve dire no al Suap Giorgini"
di Alessandra Pierini “Peccato rimanere bloccati a un anno dalle elezioni per un fatto indipendente dalla nostra volontà, per una decisione del Consiglio di Stato di cui non si conoscono ancora le motivazioni, mentre stavamo lavorando a 360 gradi per il nostro territorio.” Esordisce così Andrea Blarasin, ex Assessore della Giunta provinciale Capponi, nel corso di una conferenza stmpa piuttosto calda. Blarasin sceglie il suo primo intervento dopo l’annullamento delle elezioni per togliersi qualche sassolino dalle scarpe e inizia dalla sinistra: “L’annullamneto delle elezioni sarà una crisi nella crisi causata dalle incomprensioni politiche, dalle litigiosità interne e dai personalismi del centro sinistra – e va avanti – per non parlare dell’opera di sciacallaggio di certi politici di centro sinistra che prima si sono schierati contro la riammissione della Lam e oggi dichiarano che giustizia è fatta solo perchè sperano di tornare al potere.
”Blarasin ha continuato a parlare come un fiume in piena e ha passato in rassegna le delibere legiferate “prima dell’arrivo del Commissario, per fare il bene del territorio e onorare gli impegni assunti con i cittadini”. Tra questi gli interventi straordinari di anticipazione della Cassa Integrazione Straordinaria per una somma pari a 2 milioni di euro che si attuerà con l’anticipazione di 600 euro mensili a persona per un massimo di 6 mesi, la delibera sulla Formazione degli apprendisti, protocollo d’intesa firmato da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, Confindustria e dalle sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil e Ugl, i bandi di attuazione del piano per la formazione professionale e il progetto “Piazzagiovani” volto a favorire nei giovani l’acquisizione di sani e responsabili stili di vita. La Giunta ha lavorato in squadra e con grande coesione chi quotidianamente prende per la giacchetta l’Udc deve sapere che anche con l’Udc condividiamo gli stessi valori e non logiche di spartizione del potere.”
Blarasin scende poi nel particolare per parlare della situazione comunale: “Le varie anime del centro sinistra per fame di poltrone hanno dato il via a diatribe interne che pregiudicano l’amministrazione della città, basta vedere il caso delle dimissioni della Coacci. L’Assessore al Bilancio ammette candidamente che ci saranno da reperire 1,5 milioni di euro. Che eredità hanno avuto dalla precedente amministrazione di identico colore politico? E il Pronto Soccorso? Le proteste dei cittadini sono infinite e inascoltate. Per non parlare delle antenne di telefonia che in città stanno crescendo come funghi.”Blarasin, che negli ultimi 5 anni è stato Consigliere comunale, non trascura di pronunciarsi sulla questione Suap Giorgini: “La gestione del centro sinistra sta per portare alle porte della città un’azienda insalubre che si potrebbe installare al limite di un’area, la Valleverde, dove certe aziende sono espressamente vietate dal regolamento. E’ un giochetto tipico del centrosinistra quello di favorire l’aggiramento delle regole quando c’è da cementificare. Credo non ci sia molto da dire se non affermare con forza la mia contrarietà a questo insediamento a cui spero seguirà tutta l’opposizione.
”Presenti anche i 2 consiglieri comunali di “Macerata è nel cuore” Fabrizio Nascimbeni, Francesca d’Alessandro e del Pdl Francesco Formentini che hanno aderito alle idee di Blarasin: “Abbiamo aderito – dice Nascimbeni – per creare un asse di trasversalità virtuosa. Ho maturato la mia visione quando ho fatto una passeggiata nell’area e l’ho vista dall’alto. Ho capito le potenzialità rurali e turistiche di quel territorio. Il turismo diventerà la prima industria mondiale e noi non possiamo precludere un settore fondamentale. Se le motivazioni del sì sono altrettanto forti e orientate all’interesse pubblico valuteremo.” Gli fa eco Francesca D’Alessandro: “L’industria si andrebbe a frapporre tra due poli eccellenti, l’abbazia di San Claudio e il seminario Redemptoris mater voluto da Monsignor Carboni che hanno delle potenzialità enormi. Bisogna guardare al futuro.”
Presente anche il Presidente uscente Franco Capponi che ha duramente attaccato la sinistra: “Il problema di Macerata è nell’incongruetà di azioni della sinistra. Noi abbiamo puntato sulla coerenza, abbiamo detto di essere una squadra e così è stato. E’ inverosimile l’attacco di Rifondazione Comunista che non so neanche se esista: oggi questa è l’unica provincia in crescita nei primi 5 mesi dell’anno, nessun’altra Provincia ha previsto la cassa integrazione anticipata e il nostro modello produttivo sta reagendo. Abbiamo fatto un lavoro enorme per permettere al Commissario di lavorare da subito, abbiamo trovato un Ufficio Europa sfasciato e l’abbiamo ricostruito, abbiamo sacrificato la comunicazione ma con tutto ciò abbiamo recuperato centinaia di migliaia di euro. Questo stop è un delitto, non verso di noi, ma verso Macerata. Faremo tutte le azioni possibili, e chiederò al Commissario di fare lo stesso, perchè chi ha procurato il danno paghi. E’ scandaloso che il Pd che si è opposto pagando 20.000 euro di spese legali per evitare la riammissione della Lam oggi plauda dicendo che giustizia è fatta. Intanto 12 progetti europei già avviati probabilmente non saranno portati avanti.”
Dunque è stato ribadito che il Pdl farà causa, fino alla richiesta di risarcimento danni. Nel mirino l’ufficio elettorale centrale del Tribunale di Macerata e i giudici del Tar e del Consiglio di Stato.
Provincia, Capponi e Blarasin: "Il Pdl farà causa su voto annullato"
‘’Se l’errore di valutazione - ha spiegato Blarasin - riguarda il rigetto della lista della Lega autonomie municipali, chi ha deciso l’esclusione, e chi poi ha continuato a sbagliare nei successivi tre gradi di giudizio deve riparare il danno causato alla comunità’’.
Nel mirino del Pdl ci sono l’Ufficio elettorale centrale del Tribunale di Macerata, il Tribunale amministrativo regionale e lo stesso Consiglio di Stato, che con quattro successivi pronunciamenti avevano respinto i ricorsi della Lam, smentiti da ultimo dalla sentenza della quinta sezione del Consiglio di Stato emessa il 4 giugno scorso. Che ha riamesso la lista, riconoscendo che le irregolarita’ contestate all’atto della presentazione erano solo di carattere formale.
‘’Ricorreremo in tutti i livelli di giudizio possibili, compresa la richiesta di indennizzo dei danni - ha aggiunto Capponi -, e chiederemo anche al commissario prefettizio Sandro Calvosa che attivi tutte le azioni utili in difesa della Provincia contro chi li ha provocati’’. Salvo decreto ad hoc del Viminale (la Lega Nord sta raccogliendo firme per il voto a novembre), per eleggere la nuova giunta bisognerà aspettare fino alla primavera del 2011.Capponi, sostenuto da una coalizione Pdl, Udc, Ln, Destra, era stato eletto al primo turno, dopo 15 anni di amministrazioni di centro sinistra, con il 51,3% dei voti.
mercoledì, giugno 09, 2010
Progetto Ulisse: le lingue si imparano al lavoro
Anche nel 2010 la Provincia di Macerata darà attuazione al “Progetto Ulisse”, che permette agli studenti di età compresa fra i 16 e i 18 anni frequentanti le scuole superiori di perfezionare lo studio di una lingua straniera (inglese, francese, tedesco o spagnolo) con soggiorni di due o tre settimane in Paesi europei.Il Piano provinciale per la Formazione professionale e per le Politiche del Lavoro approvato recentemente dal Consiglio provinciale ha previsto, su proposta delle Giunta, di finanziare 180 borse di studio a tale scopo.
Il relativo bando pubblico per la selezione degli studenti destinatari dell’intervento – come hanno comunicato gli assessori Agostini (istruzione) e Blarasin (formazione professionale) con una lettera inviata ai Dirigenti scolastici – verrà pubblicato nei mesi di luglio e agosto e le borse di studio potranno essere utilizzate, presumibilmente, a settembre.
Tratto dal sito di "Vivere Civitanova" il 09/06/2010
martedì, giugno 08, 2010
"Serve un osservatorio di genere"
Uno spunto che diventa una proposta concreta, diretta agli assessorati competenti di Provincia e Comune, perchè facciano nascere un osservatorio che analizzi, nel nostro territorio, le problematiche che le donne si trovano ad affrontare ogni giorno nel duplice ruolo di madri e lavoratrici. Essere donne, saper conciliare famiglia e lavoro: non si tratta di scegliere tra le più alternative ma di rappresentare una forza di sviluppo del tessuto sociale. Troppo spesso mancano, infatti, strutture adeguate che permettano di rendere compatibili l'impegno in famiglia con l'attività professionale e interventi che consentano di mettere al centro i bisogni reali delle persone e delle famiglie. Allo stesso tempo non è più rimandabile una riflessione da parte di pubblico e privato sul tema delle asimmetrie redistributive di genere.
E' infatti ormai accertata la presenza di differenziali tra uomini e donne nella valutazione e nella composizione (straordinari, benefit, premi di produzione) del sistema di carriera e di quello retributivo. Anche per questo, la nascita di un osservatorio, si rende indispensabile".
Sara Maccari
Tratto da il "Il Resto del Carlino" del 08/06/2010
venerdì, giugno 04, 2010
"Sinergie per far conoscere le opportunità formative"
Tratto da il "Corriere Adriatico" il 04/06/2010
mercoledì, giugno 02, 2010
C'è anche Blarasin nell'associazione "Nuova Italia". Ecco il programma
Tratto da il "Resto del Carlino" del 02/06/2010
martedì, giugno 01, 2010
Associazione Nuova Italia: "Tre linee di azione per Macerata"
Il primo vero obiettivo: la credibilità della politica e la continuità della sua azione; l’impegno politico, che si concentra naturalmente nei momenti pre-elettorali, deve proseguire per far sentire la sua presenza costantemente sul territorio, per rilanciare la politica maceratese e coinvolgere tutti i cittadini e tutti gli amici che durante l’ultimo periodo elettorale, hanno condiviso il percorso per Fabio Pistarelli Sindaco.
“Uno strumento, quello dell’Associazione – nelle parole di Blarasin (PDL), Assessore Provinciale alle Politiche del Lavoro – anche per gettare nuove basi per il partito. Nuova Italia può e deve essere un collegamento per chi vuole impegnarsi in prima persona, al di là del momento elettorale, e per rilanciare un nuovo modo di fare politica, come punto di riferimento per l’elettorato di centro destra, per tutti coloro che non si riconoscono nell’attuale maggioranza comunale.”
Tre linee di azione, si diceva. La prima, quella più direttamente legata all’attività amministrativa, a supporto e stimolo a tutti i consiglieri comunali di minoranza, per creare un filo più diretto con gli elettori e sostenere proposte e una costruttiva attività di opposizione. La seconda, quella legata alle frazioni e ai quartieri, perché l’attività consiliare (soprattutto ora che non esistono più le circoscrizioni) sappia dare risposte alle esigenze specifiche di aree della città differenti tra loro, e allo stesso tempo valorizzarne le peculiarità. L’ultima, ma non in ordine di importanza, l’apertura ai grandi temi di interesse nazionale e internazionale, per regalare a Macerata momenti di approfondimento culturale, politico ed economico, in linea con i valori dell’Associazione.
A breve le prime iniziative, in coordinamento con gli altri comuni della Provincia dove l’Associazione è presente.
Tratto dal sito di Cronache Maceratesi il 01/06/2010
Formazione Professionale: l'analisi dell'assessore Andrea Blarasin
E’ motivo di soddisfazione e politicamente rilevante che il nuovo Piano sia stato approvato all’unanimità, con una sola astensione e con l’apprezzamento dell’opposizione. Abbiamo agito con un metodo partecipato, predisponendo tutta una serie d’incontri per conoscere, analizzare e venire incontro alle esigenze del territorio. E’ un Piano strategico biennale che guarda al futuro, in una ottica di rilancio a medio-lungo termine, concepito anticipando quelle che saranno le strategie dell’Unione Europea dopo il 2013, che prevedono la istituzione di macro territori, dove avranno valore la qualità propositiva e progettuale, e la capacità di interagire con gli altri territori.Nuova strategia
Relativamente alla Formazione Professionale la Provincia, da gestore ed erogatore unico dei servizi formativi, deve diventare (attraverso confronto, programmazione, autorizzazione, finanziamento e controllo dell’efficacia) il soggetto che favorisce, regola ed orienta la crescita e lo sviluppo sul territorio dei servizi formativi stessi, in una ottica di sussidiarietà e di aumento delle opportunità per tutta la collettività. La intenzione è di contribuire a diffondere ed estendere il concetto di “rete” dei servizi formativi che coinvolga, integri e raccordi, le Università, i Centri Formativi pubblici e privati accreditati, le scuole e tutti gli altri soggetti coinvolti nel settore.
“Percorso di lavoro”
L’effettivo accesso all’apprendimento e alle opportunità di formazione ha una rilevanza strategica per le persone, il cui continuo aggiornamento è indispensabile per fronteggiare i rapidi mutamenti dell’economia, in un mondo del lavoro che, inevitabilmente, passerà sempre più dal “lavoro fisso” al “percorso di lavoro”, che può svolgersi in settori diversi e con mansioni e tipologie contrattuali anche molto differenziate. Nei momenti di transizione le persone devono poter essere accompagnate da un sistema di servizi di riqualificazione, ricollocazione e sostegno al reddito con una formazione che sia mirata e per gli obiettivi di positivo incrocio tra domanda e offerta. Una formazione che sia continua non solo per i disoccupati, gli inoccupati, gli svantaggiati ma anche per le aziende e per i loro collaboratori e dipendenti.
Corretto uso dei fondi
Per affrontare le sfide del domani in una ottica di dinamismo, diversificazione, semplificazione, sburocratizzazione e informatizzazione, occorre preparare le persone anche per affrontare il corrispondente cambiamento culturale. In un contesto generale sempre più povero di risorse pubbliche, il settore della formazione, sostenuto dalle risorse europee, non manca di fondi: vanno usati bene, in maniera utile, mirata ed efficace.
Opera di controllo
Per risolvere il problema della attendibilità dei fabbisogni formativi occorre mettere in campo strumenti di controllo sull’operato dei soggetti che hanno il compito di analizzare i fabbisogni stessi, confrontando analisi svolte a più livelli: regionale, provinciale e camerale. Deve risultare sempre più evidente e controllato che la formazione venga attuata per le effettive esigenze dei beneficiari e non per logiche legate alla specializzazione e ad esigenze degli Enti formativi. Formazione non per gli Enti formativi ma per creare professionalità.
Cambiare in provincia
Il tradizionale sistema di formazione consolidato in provincia va cambiato e rinnovato affinché migliori l’effettiva capacità di incremento delle competenze, l’utilità per il territorio e per l’impresa, l’efficacia, il rapporto tra spesa e resa. Il sistema di istruzione e formazione deve adattarsi ai bisogni individuali e ai fabbisogni formativi e occupazionali espressi dal territorio, e rafforzare l’integrazione con il mercato del lavoro. Vanno pensati piani di ricollocazione per i cassaintegrati, progetti mirati di incrocio domanda/offerta a occupazione garantita, per un nuovo approccio al mercato del lavoro, non più di attesa.
Flessibilità non è precarietà
Oggi flessibilità non deve significare precarietà. Il lavoro va creato e cercato anche inventando nuove frontiere e nuove strategie per incentivare la creazione di ditte, società e cooperative, momenti di cooperazione tra aziende, tra Enti e aziende ma anche tra lavoratori, tra disoccupati che possano mettersi insieme e pensare alla creazione di opportunità di lavoro. La Provincia deve finanziare il possibile e ciò che merita di essere finanziato, incentivando correlazioni, sperimentando interventi nuovi e alternativi.
Formazione dei giovani: gli indirizzi del Piano Provinciale
Per tali motivi è necessario che ci sia una migliore integrazione tra istruzione, formazione e mercato del lavoro. Il nuovo Piano Provinciale per agire in tale direzione ha individuato due percorsi da intraprendere.
Primo percorso
Occorre facilitare il periodo di transizione che intercorre dalla fine della scuola all’inizio del lavoro, per evitare i tempi lunghi che alimentano una allarmante disoccupazione intellettuale di lunga durata. Questo si può ottenere attraverso il potenziamento dell’alternanza scuola-lavoro, nonché dei servizi di orientamento nelle scuole, nelle università, nei Ciof e negli Enti privati; incrementando le borse-lavoro e i tirocini formativi e verificandone l’effettività, la valenza formativa insieme con le garanzie e le opportunità occupazionali.
Secondo Percorso
Altro settore in cui si deve operare è nel rilancio della istruzione tecnico professionale per colmare la mancanza di tecnici e di figure professionali, di tipo intermedio e superiore, di cui c’è forte richiesta: è una opportunità sia per i giovani che per le imprese. Nelle nostre zone la ripresa non può prescindere dalla rinascita del manifatturiero e dei prodotti “Made in Italy”, storicamente collegati agli Istituti Tecnici. Sotto questo profilo saranno essenziali: adeguate attività di informazione e di orientamento; lavorare per migliorare Its, Ifts e anche i corsi di formazione e aggiornamento per le professioni tecniche, da svolgersi nei luoghi di lavoro e in ambiente lavorativo.
Ascolto e ricerca
In questa fase anche altri settori sono particolarmente strategici per la formazione, da quello sanitario, con la grande partita della riqualificazione degli Oss, all’emergenza della sicurezza sul lavoro che non si può affrontare alla radice senza una continua attività di informazione e formazione. Altre figure vanno individuate ascoltando gli attori del territorio e svolgendo serie e professionali ricerche sui fabbisogni formativi e occupazionali che indirizzino la programmazione.
Target deboli
Occorre, inoltre, passando attraverso la realizzazione di specifici interventi, porre una maggiore attenzione a target particolarmente deboli quali: le donne (riducendo le disparità di genere); gli immigrati (favorendo il processo della loro integrazione sociale); gli svantaggiati in generale (consentendogli il raggiungimento di titoli e, nel contempo, migliorando le loro competenze attraverso azioni formative anche personalizzate).
Nuove tecnologie
Un importante contributo potrà essere dato dall’applicazione delle nuove tecnologie alla formazione, con la creazione, il potenziamento e l’utilizzo di Fad e di tecnologie e-learning. Una crisi senza precedenti presuppone risposte senza precedenti, non basate sulla gestione dell’ordinario e utilizzando strumenti ordinari. Per cui c’è bisogno di risposte straordinarie e di un impiego di risorse, che non siano solamente economiche, ma che riguardino soprattutto ingegno e creatività.
lunedì, maggio 31, 2010
Artigianato: una nuova rivalutazione
Maestri artigiani
Il termine “maestria”, con il suo rimando ai maestri artigiani, indica un impulso umano fondamentale: il desiderio di svolgere bene un lavoro. Può sembrare paradossale ma la globalizzazione non si sta rivelando l’Eldorado che tutti credevano, diventa quindi fondamentale rivolgersi al nostro “particolare”, all’abilità di fabbricare bene le cose, dove le capacità si fondano sulla pratica, e dove la motivazione conta al pari del talento. Le Marche è una delle regioni con la più alta vocazione artigiana. Ma la consapevolezza da sola non basta: dobbiamo ritornare a sostenere la forza della produzione artigianale e a trasmettere quest’arte antica per farla diventare una opportunità occupazionale. Le caratteristiche che oggi si richiedono all’artigiano sono sostanzialmente due:
1- la tradizione e l’uso delle nuove tecnologie devono convivere compatibilmente;
2- le reti artigiane devono sapersi inserire in reti produttive facendo parte di un processo produttivo più ampio, dove l’artigiano personalizza gli oggetti realizzati con sistemi industriali standard.
La Provincia, interlocutore privilegiato
La marcata matrice individualista, il “fare tutto da sé” dell’artigiano, da sola non è più un modello vincente. Occorre un nuovo modus operandi: fare squadra diventa determinante per essere più forti nell’ottenere risorse ed essere più competitivi sul mercato mantenendo comunque salda la propria unicità che caratterizza la produzione di ogni singola azienda artigiana. La Provincia può rappresentare l’interlocutore privilegiato nel facilitare la creazione di una rete che consideri le varie specificità delle produzioni territoriali. Va quindi promossa una concertazione territoriale che si confronti, insieme con le botteghe artigiane, su mercati, posti di lavoro e produzione. Con una premessa: evitare i tempi lunghi della burocrazia che frenano lo sviluppo.
Ricambio generazionale
Si ripete da tempo che il Made in Italy salverà la nostra economia ma per farlo occorre un rilancio delle risorse umane: “E’ necessario infatti risolvere i problemi connessi al ricambio generazionale – precisa Cesare Fumagalli, Segretario Generale di Confartigianato – per garantire un futuro competitivo”. Per questo la nuova norma del collegato lavoro 2010 sull’introduzione dell’apprendistato a 15 anni è importante (Art.48, comma 8: sarà possibile assolvere all’ultimo anno di istruzione attraverso contratti di apprendistato).
Visione distorta
I giovani hanno una visione distorta dell’artigiano frutto di una eredità culturale: per diverse generazioni si è cercato di allontanare i figli dai mestieri manuali; lo stesso artigiano negli anni passati ha sottostimato il valore del suo lavoro spingendo i figli verso la laurea per migliorare la loro condizione, con il risultato che un lavoro di pregio come quello dell’artigiano non ha più addetti e ci si ritrova con tanti giovani, magari con laurea, a cui l’attuale realtà occupazionale non riesce a dare una risposta. Secondo i dati Istat, nel 2009 ci sono state figure professionali difficili da reperire sul mercato. Lo scorso anno le aziende artigiane hanno faticato a trovare 23.470 professionisti su tutto il territorio nazionale, che rispondessero alle caratteristiche richieste. A scarseggiare sono gli artigiani specializzati, le figure tecniche e d’alto profilo capaci di fornire valore aggiunto alle aziende.
Forte richiesta di artigiani
C’è molta richiesta di falegnami, come conferma Cesare Latini, titolare della “Val di Chienti”, ma i giovani non accettano questo genere di mestiere perché lo considerano poco attraente. Sono molti i posti disponibili che non si riesce a coprire e sono quelli che richiedono un mestiere, una professionalità frutto di formazione e sacrificio da impostare già in età adolescenziale, una disponibilità che pochi oggi sono disposti a dare. Si preferisce fare la fila per un posto al call center piuttosto che imparare un mestiere più gratificante, che favorisce un reddito magari più elevato. Non si discute che il “fare bottega” può essere faticoso, perché apprendere bene un mestiere è un processo lento ma i dati dicono anche come il 70% dei giovani che svolgono l’apprendistato presso gli artigiani vengano poi assunti a tempo indeterminato. Alla luce di questa analisi, la rivalutazione dell’artigianato passa attraverso la combinazione di diversi fattori.
Valorizzazione della professione
Valorizzare il ruolo professionale di tanti artigiani come classe creativa, attraverso la promozione dei loro prodotti in quanto patrimonio prezioso per il nostro territorio, sia a livello occupazionale che turistico: questo vuol dire favorire workshop formativi per le imprese artigiane che si dedicano alla lavorazione della ceramica, del legno, degli argenti, dei metalli. Nonostante la qualità dei prodotti, le aziende fanno fatica a farsi conoscere, soprattutto a causa degli alti costi della promozione. Spesso infatti le aziende artigiane sono composte da poche persone, il titolare e alcuni dipendenti, e non possono permettersi di partecipare alle fiere, non solo per il costo di allestimento degli stand, ma per mancanza di tempo, in quanto completamente impegnati a soddisfare gli ordini. Problema che potrebbe essere risolto se le Istituzioni mettessero in campo iniziative per facilitare la partecipazione a eventi e fiere. L’Associazione artigiani della Lombardia, a esempio, ha erogato dei “buoni spesa” destinati alle aziende artigiane che si sono distinte per eventuali meriti o particolari progetti innovativi. Molte imprese hanno poi utilizzato questi buoni per la formazione di personale e per innovazioni tecnologiche.
Apertura nuove imprese
L’apertura di nuove imprese passa attraverso la promozione della cultura dei vecchi mestieri che producono cose belle e “ben fatte”, distinte dai prodotti massificati della produzione seriale. Quando si parla di “centralità del laboratorio”, si fa appello alla creatività e al talento dei giovani per promuovere quella bravura che non dipende solo dalla manualità ma da una conoscenza spesso implicita e non facilmente codificabile perché i “trucchi del mestiere” si trasmettono attraverso l’attenta osservazione di chi insegna il mestiere. E poi la scuola che ricopre un ruolo fondamentale nel rilevare il talento negli studenti: la volontà di fare va stimolata e premiata. Se ciò non avvenisse si bloccherebbe non solo la crescita del singolo ma di tutto un sistema.
Innovazione: rapporto banca/impresa
Facilitare l’innovazione delle aziende puntando su l’e-commerce. I giovani con la conoscenza che hanno delle tecnologie sono fondamentali per diffondere dinamiche innovative facendo da ponte tra tradizione e progresso. Va semplificato il rapporto tra le imprese e il settore bancario: la maggior parte delle aziende che si indebitano lo fa proprio per innovare.
Artigianato e centri storici
Lo sviluppo e la rivalutazione delle botteghe dell’artigianato deve essere legato alle risorse del nostro territorio soprattutto con la rivalutazione dei centri storici. La qualità medio-alta dei prodotti delle botteghe artigiane consentirebbe di (ri)animare il centro delle città aggiungendo valore a un patrimonio di tradizione secolare storica e culturale. Ciò si presenterebbe come una alternativa ai centri commerciali delle periferie, che attirano consumatori con prodotti a costi più contenuti. Valorizzando l’artigianato, si contribuisce alla tutela di botteghe che hanno poca visibilità, nonostante l’eccellenza del prodotto, e contemporaneamente si attua una politica di recupero e di valorizzazione dei centri storici. La Carta Internazionale dell’Artigianato Artistico, che è stata sottoscritta il 26 aprile a Firenze, con la firma del presidente di Confartigianato Imprese Natalino Guerrini, va in tale senso con lo scopo di incrementare piani di sviluppo e individuare politiche europee a sostegno del settore.
giovedì, maggio 27, 2010
Politiche attive per il lavoro. Obiettivi primari: incrementare l'occupazione, ridurre la disoccupazione, favorire le pari opportunità
L’Amministrazione provinciale ha come obiettivi primari incrementare l’occupazione, favorire il reinserimento di inattivi e disoccupati, ridurre il tasso di disoccupazione giovanile e favorire le pari opportunità. Ulteriori finalità sono il sostegno alle imprese attraverso la riorganizzazione e la ristrutturazione aziendale, il sostegno per la creazione di nuove imprese e per favorire il ricambio generazionale. Poi, considerati i crescenti livelli di competizione globale, è necessario sostenere e promuovere la competitività del sistema produttivo adottando misure di innovazione soprattutto nell’organizzazione del lavoro.
LA RETE
La crisi ancora in atto impone il conseguimento di una maggiore produttività e di più qualità nei prodotti, facendo salve le caratteristiche delle filiere, segno distintivo del Made in Italy. Ecco allora la necessità di far crescere l’interdipendenza tra imprese usando nuove tecnologie e nuovi modelli organizzativi: creare le reti d’impresa. La “rete” laddove le imprese sono per lo più piccole e medie serve a dare più “spessore”, per superare i vincoli della dimensione senza perdere le qualità tipiche del sistema produttivo quali la specializzazione, la flessibilità e la capacità di adattamento ai mercati.
LA POLITICA
| Commissione provinciale del lavoro La commissione provinciale del lavoro non va più usata solo come organo tecnico ma attraverso di essa tutti gli attori del mercato del lavoro s’incontrano e decidono su linee politiche e programmatiche. |
| Piani di ricollocazione Supportare i lavoratori licenziati con l’adozione di concreti piani di ricollocazione in cui siano previsti incentivi economici alle imprese per favorire la stabilizzazione del personale precario.. |
| Valorizzazione d’impresa Valorizzare l’impresa non solo come luogo di lavoro finalizzato allo stipendio ma anche come luogo dove si realizzano i desideri personali, dove le persone si confrontano e partecipano agli obiettivi comuni. |
| Autoimprenditorialita’ Sostenere l’autoimprenditorialità con la formazione specialistica, attenti ai rapidi mutamenti del mondo per adeguarsi con nuove strategie alle richieste di alternative, di diversificazioni settoriali del mercato. |
| Personale eccedente Nel trattamento del personale eccedente delle aziende in crisi valorizzare il ruolo delle agenzie private per l’impiego, garantendo regia e coordinamento di una rete di servizi per l’impiego pubblico/privata. |
| Tecnologie informative Potenziare l’uso delle tecnologie informative per rendere più accessibili i servizi all’utenza, per favorire la creazione di reti, la loro interconnessione, il passaggio delle informazioni in tempo reale e il controllo della loro attendibilità per un uso più corretto. |
"Serve un riequilibrio tra le provincie"
tratto da "Il Resto del Carlino" del 27/05/2010
martedì, maggio 25, 2010
In prima linea per la sicurezza sul lavoro: centoventi ragazzi parteciperanno alla seconda edizione del cantiere didattico
di Chiara Sentimenti
Hanno partecipato a incontri e seminari per discutere di sicurezza, ora potranno andare sul campo e verificare in prima persona che non si tratta solo di chiacchiere. Centoventi ragazzi dell'ultimo anno degli istituti pre Geometri di Macerata e Camerino parteciperanno giovedì mattina alla seconda edizione del Cantiere didattico, l'iniziativa per diffondere la cultura della sicurezza, ideata dalla Direzione provinciale del lavoro e realizzata in collaborazione con le Zone territoriali 9 e 10 dell'Asur, la Provincia, il patrocinio della Prefettura.
Una giornata in cui gli strumenti potranno visitare un cantiere in piena attività, quello che sta realizzando la palazzina alloggi del comando dei carabinieri di Tolentino, per toccare con mano l'organizzazione, i dispositivi di protezione individuale, le principali macchine e tutto quanto gira intorno alla questione sicurezza. "La nostra missione - ha detto Pierluigi Rausei a capo della Direzione provinciale del lavoro - è quella di dare sempre di più al territorio e con questa iniziativa, unica nel suo genere in Italia, crediamo di aver fornito ai ragazzi un nuovo strumento di crescita che punta sulla sicurezza come percorso di vita e non più unicamente come didattica". Non nasconde la soddisfazione e la valenza formativa del progetto il preside dell'istituto Antinori di Camerino, Enzo Bonacucina. "La scuola oramai è abbondata a se stessa, forse non interessa più nemmeno alle famiglie - ha detto - e trovare degli enti che, invece, vedono in noi un veicolo non solo di formazione ma anche di prevenzione, mi lascia senza parole".
Ha sottolineato l'importanza del raccordo tra i vari enti l'assessore provinciale Andrea Blarasin. "E' un metodo di lavoro che dovrebbe essere usato più spesso anche per altre iniziative" ha detto e, parlando dei ragazzi coinvolti, ha ribadito come questa iniziativa "servirà per avvicinare i giovani al mondo del lavoro e alle sue regole che spesso vengono vissute come distanti e imposte dall'alto". Un progetto che darà, quindi, ai geometri di domani un modello di prevenzione rispetto ai singoli rischi valutabili nel cantiere. Un'idea di non secondaria importanza, soprattutto se riletta alla luce degli ultimi dati relativi alle ispezioni effettuate dalla Direzione provinciale del lavoro nei cantieri da gennaio ad aprile 2010. Dai non ancora confortanti che testimoniano come prevenzione e sicurezza sono ancora due questioni sottovalutate: 498 le ispezioni effettuate, di cui in 283 (il 56%) è stato riscontrato almeno un illecito. Oltre 1500 le posizioni lavorative sottoposte a verifica, di cui 218 irregolari (il 14,20%), 96 i lavoratori totalmente in nero e 15 quelli clandestini. Le somme riscosse per il totale delle violazioni riscontrate, penali e amministrative, è pari oltre 377mila euro.
Tratto da "Il Resto del Carlino" del 25/05/2010
Piano Provinciale 2010 - 2011
Linee di sviluppo
In conformità con gli indirizzi europei e nazionali si possono indicare tre linee di sviluppo nel Piano provinciale del biennio 2010-2011:
1 – il lavoro deve essere considerato parte essenziale di tutto il percorso educativo della persona;
2 – l’impresa e l’ambiente produttivo sono il contesto più idoneo per lo sviluppo della professionalità;
3 – la certificazione formale (attestato) deve interessare la reale verifica di conoscenze, competenze ed esperienze, a prescindere da corsi, ore e materie frequentate. Piuttosto che concentrarsi sui fattori burocratici dei percorsi formativi (durata, procedure, ecc.) l’attenzione deve essere diretta alle conoscenze, competenze e abilità acquisite che si è in grado di dimostrare.
Risorse disponibili
Asse I : 7.980.565,66 €
Asse II : 4.547.999,00 €
Asse III : 2.019.163,59 €
Asse IV : 2.297.027,55 €
Asse VI : 414.259,85 €
Totale : 17.259.015,65 €
