lunedì, ottobre 19, 2009

"Percorsi integrati" per una scuola che prepara al lavoro

Combattere il fenomeno della dispersione scolastica attraverso un percorso di "rimotivazione" dei giovani. E' questo l'obbiettivo che si è posto la Provincia di Macerata con il progetto dei "percorsi integrati", che affiancheranno i normali programmi di istruzione scolastica con offerte formative specifiche ad indirizzo professionale. Si tratta di programmi partiti quest'anno in via sperimentale e che potranno avere compimento in un trienno, presso gli Istituti professionali di Stato. Essi permetteranno agli studenti di ottenere, oltre al diploma, anche un attestato di qualifica da "spendere" nel mondo del lavoro.
Due percorsi integrati partiranno presso l'Istituto professionale "V. Bonifazi" di Civitanova: operatore dell'abbigliamento (settore calzatura) e operatore della ristorazione (nella sede staccata di Recanati). Altri tre percorsi formativi riguardano l'Istituto professionale per l'industria "E. Rosa" dislocato su tre sedi: parrucchiere ed estetista (sede di Sarnano), operatore grafico-fashion design nel settore legno (sedi di San Ginesio), operatore grafico-fashion design (sede di Tolentino). Un ulteriore corso per autoriparatore è inoltre stato autorizzato presso l'Ipsia "Ercole Rosa" nella sedi di Tolentino. Esso non sarà finanziato dalla Provincia, ma è reso possibile grazie a una collaborazione con un'importante azienda automobilistica.
"I percorsi sperimentali integrati - chiarisce l'Assessore Andrea Blarasin - sono veri e propri corsi di formazione triennali svolti in partenariato tra la scuola e il Centro per l'Impiego, l'Orientamento e la Formazione della Provincia". L'Assessore Nazzareno Agostini precisa inoltre che "il prossimo anno questi corsi non saranno più sperimentali e il loro sviluppo sarà legato alla nuova forma scolastica".

Tratto da "Case&Cose più Magazine" del 19/10/2009

domenica, ottobre 18, 2009

Blarasin replica al Sindaco: "dieci anni senza fare nulla"

di Andrea Blarasin

“La risposta del Sindaco Giorgio Meschini alle mie costatazioni va verso problemi di viabilità che l’Amministrazione provinciale ha deciso di affrontare ragionando su progetti globali e organici, per rendere più funzionale tutta la viabilità provinciale. Ma il Sindaco, in 10 anni di mandato, ha risolto i problemi di viabilità maceratesi di sua competenza? Non sembra proprio guardando l’insediamento produttivo “Valleverde”, a ridosso dell’abbazia di San Claudio, progettato senza strade di accesso né di uscita. Come se non bastasse, nei pressi del centro commerciale Val di Chienti c’è una via di accesso diretta allo stesso che da sempre è sbarrata da transenne: quando pensa di metterci mano? Magari a Natale per farne dono ai cittadini? Lasciamo la periferia e dirigiamoci in centro, accolti dai semafori (oggi in festoso lampeggio arancione perché non più operativi, quindi sperpero di denaro pubblico) inventati per far meditare i maceratesi su tematiche esistenziali mentre sono costretti in fila accanto al cimitero. Cerchiamo un posto per l’auto e scopriamo che dove non si paga tutto è occupato, fin nella campagna maceratese. Nei parcheggi a pagamento si trovano invece tanti posti liberi: qualche cosa vorrà significare… Quanto poi al fatto che in altre poche città il posteggio si paga e anche più salato non significa che ci sia l’obbligo di seguirne l’esempio. Il parcheggio gratuito è un segnale di accoglienza che invita a venire a Macerata anziché fuggirla. Sulle manifestazioni organizzate è meglio stendere un velo pietoso e la risposta più evidente l’hanno data i cittadini disertando il centro storico; poi con le parole si può affermare qualunque cosa ma la realtà resta, è ben diversa e sotto l’occhio di tutti. E’ il motivo per cui i commercianti protestano da 10 anni: ricordate Macerata Futura? Le stesse cose le stanno dicendo ancora oggi tutti quelli che hanno le attività in centro, costretti a consorziarsi di nuovo perché si ventilava in giro la possibilità di passare un Natale al buio o, in alternativa, come alcuni pensavano di fare, accendendo rosse lucette votive in vetrina. D’altra parte, a una città resa dormiente per non vedere la continua cementificazione in atto… troppe luci potrebbero dare fastidio, causandone il risveglio”.

Macerata: "città aperta parcheggi chiusi, che disinteresse".

di Pierfrancesco Castiglioni
(Capogruppo Pdl in Comune)

Rasenta il comico se non proprio il grottesco, quanto accaduto domenica scorsa riguardo l'apertura dei parcheggi. L'amministrazione Meschini organizza una giornata in cui finalmente tanta gente viene richiamata a Macerata, dimenticandosi tuttavia di informare i gestori dei parcheggi affinché gli stessi possano restare aperti nel corso di tutta la domenica. C'è da dire che ogni volta che il centrodestra maceratese ha evidenziato la necessità di una apertura dei parcheggi anche nelle giornate festive e in orari che vadano oltre le ore 21, l'amministrazione ha sempre indicato come causa principale la mancata disponibilità dei gestori, per cui non meraviglia che anche in questo caso si sia giocato sull'equivoco. Ma questa volta Apm, Saba e Giulioni si sono fatti sentire denunciando lo scarso coordinamento e la totale mancanza di flusso di informazioni.
Ciò è ancora più sorprendente se si pensa che l'Apm è un'azienda controllata quasi interamente dal Comune, per cui si potrebbe dire che quest'ultimo non è riuscito ad informare neanche se stesso. Così tra ascensori rotti e parcheggi chiusi non si è fornita certamente a chi ha pensato di passare una domenica nella nostra città un'immagine di efficienza. Ma cosa ancora più deprecabile è che quando finalmente la Giunta Meschini organizza un qualche evento che può andare a beneficio anche dei commercianti del centro storico, lo fa con approssimazione e noncuranza. Nè può cavarsela, il Sindaco, accusando l'opposizione - come ha fatto con l'assessore provinciale Blarasin - di voler solo fare propaganda elettorale: ciò che è accaduto non è un'opinione, ma un fatto e l'operato di un'amministrazione si misura anche su episodi come questo che si inquadrano nel totale disinteresse con il quale il centrosinistra maceratese guarda ai problemi del centro storico e della città. Macerata non merita questo; è necessario un cambiamento e solo il centrodestra può garantirlo.

sabato, ottobre 17, 2009

Poltrona Frau, trovato l’accordo: scongiurati gli esuberi

di Roberto Scorcella

Fumata bianca a Poltrona Frau.
Dopo diciannove, estenuanti ore di trattativa, questa mattina alle 9 azienda e rappresentanti dei lavoratori sono finalmente riusciti a raggiungere un accordo in extremis. Una buona notizia che pone fine a una vicenda durata diversi mesi nel corso dei quali non sono mancati momenti di tensione. Alla fine tutti, in qualche modo, ne escono soddisfatti: da un lato i sindacati che sono riusciti a ridurre ai minimi termini la perdita di forza lavoro, dall’altra l’azienda che ha posto le basi per un piano di riorganizzazione dal quale, ed è stato scritto nero su bianco, Tolentino uscirà ulteriormente rafforzato. Prima, comunque, di cantare definitivamente vittoria bisognerà attendere l’assemblea dei lavoratori di Poltrona Frau prevista per lunedì che dovrà ratificare l’ipotesi di accordo sottoscritta dai sindacati. Ma non ci saranno sorprese. Nel verbale di intesa sottoscritto in Regione con le parti sono scongiurati gli esuberi, se non quelli su base volontaria, è previsto un periodo di cassa integrazione di 1 anno per esigenze di riorganizzazione; sono previsti incentivi all’esodo volontario; le parti si impegnano ad individuare del personale che su base volontaria aderiranno al piano di incentivazione di accompagnamento alla mobilità. Nel verbale di intesa, tra gli altri punti, si sottolinea che “la Società Poltrona Frau ribadisce l’importanza del marchio Frau per il Gruppo e la centralità di Tolentino quale polo strategico e direzionale per quanto attiene allo sviluppo e alla ricerca sul prodotto e sui materiali, con particolare riferimento alla pelle, sul marketing, sul design e sullo stile, nonchè quale sito fondamentale per la realizzazione dei prodotti a marchio Frau e per la divisione Car; che unitamente alla Direzione Brand Frau (responsabile della ricerca e sviluppo, stile, marketing e comunicazione sulla marca Frau), alla Direzione Interiors in Motion, responsabile del business allestimenti, alla Direzione Manufaturing Internazionale, alla Direzione Contract Frau, e al responsabile acquisti per la categoria pelle, già presenti sul sito di Tolentino, verranno create e localizzate a Tolentino nei prossimi mesi nuove funzioni nelle aree dell’ingegneria e nella sicurezza, igiene e ambiente, nonchè un’area manager commerciale responsabile di gestire le forze vendite per tutti i marchi del gruppo nel centro sud Italia”.
Profonda soddisfazione è stata espressa unanimemente anche dal mondo politico. “E’ un’intesa importante” ha affermato il Presidente della Regione, Gian Mario Spacca “per la difesa del lavoro e della coesione sociale di Tolentino e dell’intera comunità marchigiana. Poltrona Frau è un simbolo delle Marche e la Regione si è impegnata attivamente per ricercare una soluzione condivisa dalle forze sindacali e dall’azienda a questa difficile vertenza.Alcuni sacrifici debbono essere compiuti, ma nel complesso i risultati complessivi dell’intesa sono positivi per la difesa del lavoro e la riaffermazione della centralità di Tolentino nella strategia attuale e futura di Poltrona Frau: sono stati evitati gli esuberi forzati previsti inizialmente; sono previsti incentivi per esodi su base volontaria; l’azienda si è impegnata a confermare e rafforzare Tolentino quale polo strategico e direzionale di Poltrona Frau, soprattutto per gli aspetti più qualificanti della progettazione, dello sviluppo e del design del prodotto; le istituzioni si impegnano ad un monitoraggio della situazione e ad accompagnare i processi di riorganizzazione, anche con azioni di formazione”. “Abbiamo lavorato” ha dichiarato l’assessore regionale alle attività produttive Fabio Badiali “per tutelare l’occupazione, evitare la penalizzazione di Tolentino, rafforzre la competitività di Poltrona Frau: sono stati fatti grandi passi avanti per la conclusione dell’intesa sia da parte del Sindacato che dell’Azienda. I risultati di questa disponibilità alla collaborazione sono evidenti. Ne trae vantaggio Tolentino e l’intero territorio delle Marche”. Il vicepresidente del consiglio regionale Francesco Comi ha ringraziato “Spacca e Badiali, ma anche e soprattutto sindacati e Rsu che tanto hanno fatto per raggiungere questo risultato. Per Tolentino è un giorno importante”.
La Provincia, che è stata presente alle varie fasi della trattativa con l’assessore al Lavoro, Andrea Blarasin, ritiene che l’accordo raggiunto oggi ad Ancona rappresenti un importante risultato per l’economia, in grado di rafforzare la fiducia nel sistema delle imprese di qualità del maceratese. “La soluzione” ha dichiarato il presidente Franco Capponi “rafforza il progetto di competitività industriale dell’Azienda senza penalizzare i lavoratori”.
(Nella foto di Fabio Falcioni: la manifestazione di protesta nel primo sciopero alla Frau).

venerdì, ottobre 16, 2009

Blarasin: “Macerata è una città ferma e incapace di affrontare (e risolvere) i suoi problemi"

di Andrea Blarasin

Macerata, una città ferma, incapace di affrontare e risolvere i suoi problemi, mancano gli obiettivi e s’improvvisano soluzioni. E’ tempo di fermare l’assurda contrapposizione fra commercianti e Amministrazione comunale: i conflitti fini a se stessi non servono, né le accuse di “arroganza”, i battibecchi, gli scontri polemici. Tra le tante lacune ciò che maggiormente manca a questa Amministrazione è il senso di responsabilità nei confronti dei cittadini e il buon senso di prendere le giuste decisioni! In ogni paese del mondo, i centri storici rappresentano l’eccellenza e il cuore pulsante della città in quanto sono trainanti per le attività economico-culturali e aggreganti per la socializzazione; la nostra città, già sofferente per essere stata svuotata dalla concorrenza dei centri commerciali (non secondaria importanza la loro dotazione di ampi e gratuiti parcheggi), non sente il bisogno di sterili polemiche interne, che hanno la sola valenza di apparire agli occhi degli altri come una guerra tra poveri. Iniziative quali il mercatino “Il barattolo” e le varie tendopoli che ogni tanto appaiono in piazza sono solo palliativi, pur lodevoli, se non inseriti in un contesto di più ampia visione: quella visione politica globale che finora è “il grande assente” in città. Per rimettere in moto il centro serve ben altro, una serie d’iniziative degne di un capoluogo di provincia, collegate fra loro dall’inizio alla fine dell’anno, magari seguendo un unico filo conduttore (Pierluigi Pizzi allo Sferisterio docet). Poi è necessario dare un grande segnale di ospitalità, rendendo più accessibili, economicamente e strutturalmente i parcheggi esistenti, e creando “il parcheggio” a servizio diretto del centro storico, l’agognato parcheggio sotto rampa Zara o, comunque detto, di Fonte Maggiore. Sono disponibile fin da ora a essere un punto di riferimento per coloro che, come me, vogliono contribuire a un decisivo miglioramento per cambiare lo status quo cittadino rimuovendo il luogo comune che da troppo tempo inquadra e qualifica i maceratesi: quieta non movere!

Blarasin: Fileni e Simonelli esempi da seguire

da "Il resto del Carlino" - Marche Economia.

“La Fileni di Cingoli e la Nuova Simonelli di Belforte del Chienti sono due grandi esempi da seguire, due esempi che ci fanno capire che forse la ripresa dalla crisi potrebbe essere più rapida del previsto". Parole dell'Assessore al Lavoro della Provincia di Macerata, Andrea Blarasin, dopo i riconoscimenti a livello nazionale ottenuti dalle due aziende. I numeri parlano chiaro: la Fileni sfiorerà un più 30% per l’anno 2009, la nuova Simonelli ha chiuso il 2008 con un fatturato di 27 milioni di euro in crescita del 10,9% e prevede di terminare il 2009 sugli stessi livelli positivi del 2007. “Complimenti alle capacità e responsabilità dei dirigenti e al valore di tutti i dipendenti che lavorano nelle due aziende - dice Blarasin - perché i grandi risultati sono sempre il frutto della volontà e dell’impegno di tutti. La Fileni e la Nuova Simonelli sono aziende che, pur entrando nel mercato globale, sono rimaste straordinariamente italiane; non hanno spostato la produzione nell’Europa dell’Est o in Cina, il loro è un Made in Italy al 100%. E’ da evidenziare, inoltre, che nessun lavoratore è stato licenziato o messo sotto cassa integrazione, anzi continuano ad assumere. Aziende che non ricorrono ad aiuti statali ed investono nella ricerca, nell’innovazione tecnologica,riconoscendo l’importanza di valori come la tradizione,la qualità e le risorse umane. Vogliamo dare ascolto a tutte le aziende che vogliono crescere, alle imprese che sono più esposte ai colpi della crisi, ai piccoli imprenditori e artigiani che vogliono ritrovare la forza per continuare la loro attività per poterli aiutare a superare questo momento poco favorevole. Perché la crisi può essere anche un momento di opportunità per rivolgersi e investire in settori nuovi.” Con queste parole, l’Assessore Blarasin fa sapere che si rende personalmente disponibile ad incontrare le aziende del territorio che vogliono intraprendere delle iniziative in modo da essere più competitive . “A questo scopo - conclude l'Assessore - stiamo attuando politiche di sostegno e di coordinamento per favorire la crescita e il consolidamento delle piccole e medie imprese del nostro territorio.”

giovedì, ottobre 15, 2009

Il Mestiere di vivere: un percorso di rimotivazione scolastica e di avviamento al lavoro

Un progetto sperimentale innovativo
“Il Mestiere di Vivere” è un progetto, sperimentale e innovativo nel territorio maceratese, pensato per offrire una risposta a quei giovani che incontrano difficoltà nel percorso scolastico e formativo. Uno stato che spesso determina una incapacità a mettersi in gioco e a relazionarsi positivamente con il mondo.
L’obiettivo perseguito è di sostenere i giovani con difficoltà nella delicata fase che li conduce dallo stato adolescenziale alla vita adulta. Per ottenere questo è necessario creare un ambiente familiare e amico in cui i giovani siano aiutati a recuperare il valore della propria persona, sperimentando un approccio positivo con la realtà attraverso l’educazione allo studio, l’uso del tempo libero, l’introduzione e l’avviamento al lavoro.
Un progetto innovativo, capace di creare modelli di intervento da diffondere su un ampio territorio e che rappresenti un sostegno alle attività scolastiche e formative già svolte.

Percorsi e tutor individuali
È necessario sviluppare strumenti formativi che facilitino i giovani sia a livello di rimotivazione scolastica, con approfondimento e ampliamento della conoscenza del sapere, sia nell’avviamento a un mestiere.
I percorsi sono strutturati a livello personale, tenendo conto del singolo e delle sue esigenze; per questo ci si avvale di tutor individuali con il compito di accompagnare il giovane nel suo percorso formativo e di recupero motivazionale. Il tutor è una figura dotata di grande esperienza di lavoro, messa a disposizione di giovani che presentano gravi carenze scolastiche.

Comprensione di se stesso
Il “Mestiere di vivere” mira a sviluppare momenti didattici sia nelle materie letterarie che scientifiche e a organizzare incontri con personaggi significativi del mondo del lavoro e della cultura. Il giovane comprende il valore della propria persona attraverso l’aggregazione e il confronto con gruppi di interesse nel campo della musica o nello sport, dove poter far emergere le proprie passioni e abilità individuali. L’obiettivo è quello di stimolare i giovani relativamente all’importanza del valore dello studio, sull’utilità del tempo libero e, in generale, nella ricerca di una propria identità.

Modalità e tempi
Il progetto si svolgerà fino alla fine di dicembre 2009 e per ciascun giovane inserito nei programmi è previsto un minimo di 90 ore formative. Pars mette a disposizione un team di oltre 20 figure con profili personali diversificati con un unico obiettivo, la crescita globale del giovane, basato sulla certezza che la dimensione educativa è inseparabilmente legata a quella didattica e formativa. Il progetto si sviluppa in collegamento con istituti scolastici superiori che hanno già dimostrato disponibilità nei confronti di iniziative rivolte ai giovani soggetti a forte rischio di dispersione.
Le attività verranno svolte in prevalenza presso gli edifici scolastici e in parte presso strutture della Cooperativa.
A ulteriore supporto Pars mette a disposizione sedi ubicate presso il villaggio San Michele Arcangelo di Corridonia in cui sono presenti spazi attrezzati e confortevoli, capaci di ampia ricettività.

mercoledì, ottobre 14, 2009

Premio etico 2009: le aziende premiate

Sono state insignite del riconoscimento la ditta “Stilarte srl” di Pollenza, la “D.I.Mar srl” di Corridonia, la “Banca di Credito Cooperativo di Civitanova Marche e Montecosaro” di Civitanova Marche, la “Sacci spa” di Castelraimondo e la “Soverchia srl” di San Severino Marche.

Stilarte srl – Il Premio Etico 2009 è assegnato alla Stilarte per le azioni di sostegno messe in atto per l’integrazione lavorativa dei disabili psichici, quali formazione e addestramento in situazione, predisposizione autonoma di forme di tutoraggio, flessibilità dell’orario di lavoro e per l’attenzione posta al contesto relazionale attraverso il coinvolgimento e la sensibilizzazione del personale già in forza nei confronti del lavoratore disabile.

Dimar srl – Questa azienda ha superato le quote obbligatorie con n° 3 disabili anziché 2; ha attribuito mansioni impiegatizie al disabile intellettivo e ha instaurato contratti a tempo indeterminato.
Banca di Credito Cooperativo di Civitanova Marche e Montecosaro – Ha assunto lavoratori disabili oltre la quota prevista dalla legge e mantiene stabilità nei rapporti di lavoro contratti. Menzione di merito per l’esercizio del microcredito.

Sacci spa – Ha assunto un numero di lavoratori disabili in quota superiore a quella d’obbligo, con 8 unità anziché 5, per la realizzazione di borse lavoro e per l’instaurazione di contratti a tempo indeterminato.
Soverchia srl – L’azienda ha applicato la flessibilità dell’orario di lavoro tenendo conto delle ridotte capacità lavorative del soggetto disabile assegnato a mansioni impiegatizie in una postazione atta a favorire autonomia di movimento.

Premio etico 2009: VII edizione

Il Premio Etico è giunto alla settima edizione ed è un riconoscimento che l’Amministrazione provinciale assegna annualmente a quelle aziende che hanno un comportamento socialmente responsabile, perché promuovono e sostengono al loro interno valori di integrazione e di uguaglianza.
Per il 2009 il premio è andato a cinque aziende (non più a tre essendoci stati degli ex aequo), imprese scelte per l’attenzione prestata a predisporre strumenti idonei atti a favorire l’inserimento lavorativo nel proprio ambito di persone disabili.
Molteplici sono i significati del Premio Etico, in qualche modo racchiusi nel logo ma che apportano una valenza addirittura superiore al di fuori di questo, per la ricaduta positiva e benefica che hanno nella pratica quotidiana della vita familiare, oltre che del singolo individuo. Infatti le figure geometriche che compongono il logo sono tre piccoli cerchi e un quadrato, il tutto inserito in un cerchio più grande. Il cerchio grande indica il valore dell’impresa che, accogliendo in sé le persone normodotate “i tre cerchi piccoli” insieme con la persona disabile “il quadrato”, crea un percorso virtuoso tra la produttività, elemento connaturato a ogni azienda e sua funzione vitale, e l’eticità d’impresa.
E’ la società umana più evoluta, composta in questo caso da imprenditori caratterizzati da un elevato livello di coscienza, che nel momento lavorativo aiuta le sue componenti a comprendersi, ad accettarsi, a collaborare per il bene comune. E degne di lode sono le aziende nel momento in cui fanno propria questa filosofia morale e la attualizzano nella pratica lavorativa dando così un forte segnale di accoglienza verso chi viene definito “diverso”, annullando questo termine.
Grazie a queste aziende, alla loro apertura, al loro senso etico, il “diverso” è ormai un “lavoratore” come gli altri colleghi, non più “diverso” perché c’è stato un superamento di pregiudizi che ha reso vecchia l’immagine stereotipata che voleva il disabile come “diverso”.
Poi, elemento di non secondaria importanza, anche se derivante da questa situazione virtuosa, è che attraverso la sua valorizzazione come persona, il soggetto disabile dando il suo apporto lavorativo si sente partecipe alla vita sociale, sa di essere utile, riesce a intrattenere rapporti amichevoli anche attraverso il lavoro e trova la giusta motivazione per sentirsi psicologicamente più realizzato, attivando in questo modo una sorta di meccanismo che lo porta a migliorare la sua condizione di vita.
Un ulteriore effetto positivo si ha su una componente fondamentale della nostra società: la famiglia. Basti pensare ai genitori di un giovane disabile, immedesimarsi nella loro situazione, alla preoccupazione di cosa sarà della loro creatura amatissima nell’eventualità che uno dei genitori, prima o poi, venga a mancare. Sono pensieri angoscianti che segnano la quotidianità di questi genitori e li accompagnano nel loro percorso di vita. Per loro sapere che la società ha attenzione anche per le persone più deboli è di grande conforto, li tranquillizza e li aiuta ad affrontare meglio la realtà, ad averne una visione più positiva.
Quindi un grazie a queste cinque aziende della provincia maceratese, un grazie di cuore e non retorico, accompagnato da un riconoscimento ufficiale da parte della Provincia a simbolo e testimonianza di una condotta eticamente significativa.

lunedì, ottobre 12, 2009

Scuola e lavoro più vicini, grazie a 5 corsi sperimentali

Per chi sogna un futura da estetista o designer, la Provincia di Macerata ha deciso di mettere in piedi dei percorsi sperimentali, attraverso i quali gli studenti potranno ottenere, oltre al diploma, anche un attestato di qualifica da “spendere” nel mondo del lavoro

Macerata, 12 ottobre 2009 - Scuola e lavoro sono spesso troppo distanti? I giovani che terminano gli studi si trovano spaesati e sono poco preparati per affrontare il mondo del lavoro? Per rispondere a queste domande e trovare una ricetta contro il fenomeno delle dispersione scolastica, la Provincia di Macerata ha deciso di mettere in piedi un percorso di “rimotivazione” dei giovani, attraverso il quale gli studenti degli Istituti professionali di Stato potranno ottenere, oltre al diploma, anche un attestato di qualifica da “spendere” nel mondo del lavoro.

L'iniziativa, promossa dagli assessorati all’Istruzione e alla Formazione professionale della Provincia d’intesa con gli Istituti professionali di Stato, consiste nello sviluppo di percorsi integrati che affiancano i normali programmi di istruzione scolastica, con offerte formative specifiche a indirizzo professionale.

In particolare sono 5 i corsi sperimentali a cui l'amministrazione provinciale ha dato il via libera. Due nell’Istituto professionale “V. Bonifazi” di Civitanova: operatore dell’abbigliamento (settore calzatura) e operatore della ristorazione (nella sede staccata di Recanati). Altri tre percorsi formativi riguardano l’Istituto professionale per l’industria “E.Rosa” dislocato su tre sedi: parrucchiere ed estetista (sede di Sarnano), operatore grafico-fashion design nel settore legno (sedi di San Ginesio), operatore grafico-fashion design (sede di Tolentino). Un aiuto in più, quindi, per chi sogna una carriera da estetista o parrucchiera, ma anche per chi crede che il proprio futuro sia nel mondo della moda, dell'abbigliamento, ecc.

I percorsi sperimentali integrati – ha chiarito l’Assessore Andrea Blarasin – sono veri e propri corsi di formazione triennali svolti in partenariato tra la scuola e il Centro per l’impiego, l’orientamento e la formazione della Provincia”. L’Assessore Nazareno Agostini ha precisato che “il prossimo anno questi corsi non saranno più sperimentali e il loro sviluppo sarà legato alla nuova riforma scolastica”. La giunta provinciale ha autorizzato anche un ulteriore corso per "autoriparatore” che l’Ipsia “Ercole Rosa” attiverà nella sede di Tolentino in collaborazione con un’importante azienda automobilistica.

dal sito internet "Il Resto del Carlino"

sabato, ottobre 10, 2009

Onore al merito: un passo avanti per migliorare


di Nazzarena Luchetti

Il merito sembra essere il leit motiv per la ripresa dell’efficienza del paese. Agli incitamenti di Napolitano, si sono aggiunte le riforme per la scuola e l’amministrazione pubblica di Gelmini e Brunetta. Entrambi i ministri stanno promuovendo “sistemi di selezione, valutazione e gestione improntati al merito e alla trasparenza”.
In Italia, purtroppo, la non meritocrazia riguarda tutti gli aspetti, da quello economico e politico a quello familiare e culturale. Il nostro è un paese socialmente immobile, incapace di promuovere talenti e non è accettabile un sistema che metta sullo stesso piano bravi e incapaci perché così si finisce per premiare i peggiori. In questo modo non solo non si promuove l’efficienza ma la mancanza di un parametro di giudizio basato sul merito porta all’appiattimento della società e all’egualitarismo, perché nessuno è motivato a distinguersi mettendo in evidenza le proprie capacità.
Qui va fatta una riflessione: “L’essenza di una società è il capitale umano?” allora diventa fondamentale selezionare i migliori, misurandone il merito e non privilegiando le varie appartenenze, abitudine purtroppo connaturata da decenni.
Le aziende poi dovrebbero passare di mano a chi le sa gestire permettendo ai migliori di occupare le posizioni più importanti e determinanti, questo indipendentemente dalla provenienza o famiglia di origine dell’individuo.
Per promuovere una cultura del merito però non sono sufficienti punizioni e incentivi, come giustamente afferma il ministro Brunetta, ma occorre prima di tutto ridare passione alle persone, la consapevolezza che è fondamentale porsi degli obiettivi e che una volta raggiunti e riconosciuti i risultati queste verranno premiate.
Ecco perché è fondamentale uno Stato che goda della fiducia dei cittadini; nessuna società può diventare meritocratica se lo Stato non è in primis un simbolo di merito. Importante intervenire soprattutto su due aspetti: promuovere direttive che diano a tutti pari opportunità garantendo la mobilità sociale e favorire la concorrenza che non solo crea opportunità per i migliori ma è il fondamento per una crescita della produttività.
Volendo l’opportunità di migliorare bisogna anche essere disposti a una mobilità territoriale, sono pochi infatti quelli che si spostano per poter crescere professionalmente. Sarebbe auspicabile che le migliori menti e tutte le persone di buona capacità e professionalità facciano un passo avanti impegnandosi a dare il loro contributo al cambiamento, migliorando con il loro apporto la nostra società. Invece in troppi si lamentano limitandosi a criticare il sistema attuale senza esporsi. Ognuno deve partecipare al cambiamento, dobbiamo volerlo con impegno assumendoci delle responsabilità, non bisogna aspettare che sia qualcun altro a farlo per noi.

"Li vollettà": un merito... inchiodato nella storia


di Fernando Pallocchini

Anche Macerata, fine Ottocento inizi del Novecento, ha avuto il suo “polo industriale”, ubicato per molti anni nella ripida e stretta discesa di Borgo San Giuliano, all’ombra del podium antico e della cattedrale. Assai rinomato era il manufatto prodotto e che da qui partiva per raggiungere tutta l’Italia centrale. Non pensate a grandi capannoni sormontati da alte ciminiere bensì a lillipuziane botteghe artigiane, ricavate al piano terra di modeste abitazioni dal cui comignolo usciva un (pro)fumo, segno certo che la massaia, di sopra, stava cucinando “le foje drendo lu callà”. Di sotto, invece, lavoravano gli uomini. A destra e a sinistra dell’erta, dentro fucine fumigate, i lavoratori erano a torso nudo, occhi brillanti su volti tinti di nerofumo, cotti dal calore continuo e noti come “li vollettà”.
Erano i nostri fabbricanti di chiodi e bollette di ogni misura, dalle impalpabili simicie ai giganteschi “ferri da crocefissione” che venivano rigorosamente (per forza perché non c’erano altre tecnologie) realizzati a mano.
Il borgo risuonava per tutta la giornata di un martellamento incessante e continuo che, a volte, nella forgiatura di grandi chiodi, si faceva alternato: erano in due a dare colpi di martello, ritmicamente, ora uno, dopo l’altro, in modo ossessivo. Ogni tanto una palata di carbone volava nella forgia, ogni tanto il mantice soffiava per ravvivare la fiamma.
L’ultimo fabbricante maceratese di bollette è stato Riginardo che aveva la vuttica, la bottega più che il laboratorio, di fianco alla stalla dove Vincè de Massa teneva la somara. Atmosfera d’altri tempi. Il rituale prevedeva l’apertura della bottega verso le sette, l’accensione del carbone sulla forgia e la posa delle barrette di ferro a infuocarsi.
Quando Riginardo cominciava a battere con il martello sull’incudine dava la sveglia ai ragazzi che andavano a scuola e d’estate era una… rottura di scatole. Sfornava centinaia di chiodi ogni giorno.In inverno produceva “li vruccù” , bollette con la capoccia grossa e squadrata, corte, adatte per gli scarponi, per gli zoccoli e per andare su strade gelate. Durante il periodo della guerra le persone facevano la fila per comperare 20 vollette.

venerdì, ottobre 02, 2009

Un accordo per colf e badanti. Siglato un protocollo d'intesa per agevolare la regolarizzazione


di Giorgia Giannetti


Si sono incontrati ieri, nella sala conciliare della Prefettura, il prefetto Vittorio Piscitelli, il presidente della Provincia Franco Capponi, il direttore della Dpl Pierluigi Rausei e il dott. Settimio Ciani, per la firma del Protocollo d'intesa per la gestione della procedura di emersione di colf e badanti. A due giorni dalla scadenza per la regolarizzazione delle collaboratrici domestiche "in nero" (come previsto dalla legge 102 del 3 agosto 2009), Macerata è la prima in Italia a stipulare un'importante intesa da cui nasce l'intuizione delle Sportello unico per l'immigrazione, operativo del 5 ottobre a Piediripa presso il Centro per l'impiego. La firma della convenzione, infatti, segna l'inizio di un lavoro di squadra tra la Prefettura di Macerata - Ufficio territoriale del Governo, la Direzione provinciale del lavoro, la Provincia e l'Inps che, grazie all'apertura della sede temporanea, consentirà ai cittadini e alle famiglie di raggiungere più comodamente l'ufficio per la tratazione delle istanze e la sottoscrizione del contratto di soggiorno. Per giungere ad un rapido e sereno svolgimento delle procedure di regolarizzazione, allo sportello opereranno i dipendenti della Prefettura, della DPL e dell'Inps, in merito alla regolarizzazione degli extracomunitari irregolari e clandestini. Degli italiani comunitari ed extra UE regolari, invece, se ne occuperà autonomamente l'Inps. Già dalla settimana prossima partirà l'istruttoria da parte della Prefettura di Macerata, non prima però della verifica dell'ammissibilità della dichiarazione, acquisendo il previsto parere della Questura. "Nonostante ci siano state meno domande del previsto - afferma l'assessore provinciale Andrea Blarasin - la sottoscrizione dell'accordo rappresenta un vero passo avanti della nostra amministrazione provinciale, in un momento di grave crisi economica". Dal 5 ottobre, dunque, presso lo Sportello Unico avrà luogo la verifica della veridicità delle dichiarazioni, mediante l'esibizione dei documenti di riconoscimento di entrambi le parti, del modello F24 di pagamento, e dell'eventuale certificazione sanitaria di non autosufficienza se si tratta di badante. Si procederà, inoltre, alla verifica della correttezza degli elementi relativi al rapporto di lavoro. La mancata presentazione delle parti presso lo Sportello comporterà l'archiviazione del procedimento. A partire da ieri, il Protocollo d'intesa è valido per nove mesi, entro un mese dalla scadenza le parti valuteranno il compimento delle attività oggetto del protocollo e, se necessario, si deciderà per un'eventuale proroga.

Tratto dal "Corriere Adriatico" del 02/10/2009

martedì, settembre 29, 2009

Formazione e Lavoro: 150 giovani avviati a tirocini in aziende e enti

Sono centocinquanta i giovani inoccupati che la Provincia di Macerata ha avviato nei mesi scorsi in percorsi di formazione in aziende ed enti, nell’ambito del progetto “Tirocinio”. Grazie a questo strumento, essi hanno potuto maturare esperienze professionali inerenti il proprio titolo di studio o il proprio interesse professionale, conoscendo direttamente le realtà del mercato del lavoro locale.
“Si tratta di un’esperienza – precisa l’assessore alla Formazione professionale e politiche del Lavoro, Andrea Blarasin – che ha una durata minima di tre mesi e massima di sei, elevabile a nove mesi per i soli neolaureati. E’ molto utile sia per coloro che svolgono il tirocinio, sia per coloro che ospitano i tirocinanti. I primi, infatti, hanno la reale possibilità di ’sperimentarsi’ in un’attività lavorativa di proprio interesse. Nel contempo, l’azienda o l’ente pubblico ha modo di impiegare e accrescere le competenze del tirocinante, traendo dal suo inserimento uno spunto per l’innovazione organizzativa, di processo o di prodotto”.
Esistono due formule di attivazione dei tirocini formativi: uno finanziabile (sulla base di un apposito bando) ed uno non finanziabile. Il primo consiste nel riconoscimento al giovane tirocinante di un’indennità individuale mensile, che varia dai 200 ai 350 euro, rapportata alla distanza percorsa per raggiungere la sede del tirocinio. “Questo tipo di tirocinio– spiega Anna De Amicis, che in assessorato si occupa del relativo servizio – si può attivare presso datori di lavoro privati che ricadono fra le micro, piccole e medie imprese o enti pubblici. In favore dell’azienda o dell’ente, la Provincia riconosce il rimborso dei costi per le assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro e per la responsabilità civile”.
Il tirocinio non finanziabile non prevede indennità o rimborsi per il tirocinante né il riconoscimento delle spese di assicurazione sostenute dalle aziende o dagli enti pubblici. Questo formula è destinata ai datori di lavoro non contemplati dall’avviso pubblico dei tirocini finanziabili ovvero ad aziende di grandi dimensioni, studi professionali e studi associati, associazioni iscritte all’albo nazionale o regionale oppure comunale con almeno un dipendente a tempo indeterminato.
La Provincia ha destinato quest’anno al progetto una quota di circa 130 mila euro del Fondo sociale europeo.

Tratto da "Cronache Maceratesi" del 29/09/2009

domenica, settembre 27, 2009

Disabili, 760 mila euro per assunzioni e telelavoro


di Gianluca Ginella

Settecentosessantamila euro, erogati dalla Regione Marche con il sostegno tecnico degli enti Provincia, per incentivare l'assunzione di lavoratori diversamente abili, la rimozione delle barriere architettoniche nelle aziende e il telelavoro. Una iniziativa, spiega Andrea Blarasin, assessore provinciale alle politiche del lavoro, che si rivolge a "imprese sul territorio in regola con la legge 68 (che promuove l'inserimento di disabili nel mondo del lavoro, ndr). E' un intervento sia a sostegno dell'assunzione dei soggetti diversamente abili, che per l'abbattimento delle barriere architettoniche, ambientali e strumentali che impediscono al'assunzione". L'iniziativa si articolerà con tirocini promossi dai centri per l'impiego (Ciof) tramite convenzioni con le aziende interessate (si ha tempo per presentare domanda sino al 15 ottobre, il bando si trova all'indirizzo: www.istruzioneformazionelavoro.marche.it). "I destinatari - continua Blarasin - sono piccole e medie imprese private che realizzano progetti finalizzati all'integrazione lavorativa". Per i tirocinanti, che verranno inseriti nell'azienda da 6 a dodici mesi, sono previsti 300 euro mensili (in pratica un rimborso spese), ma la verà finalità del progetto è l'assunzione a tempo indeterminato, nel qual caso all'azienda che assume andrebbero 5mila euro. Un secondo risvolto occupazionale del progetto è l'assunzione di tutor per il monitoraggio dei tirocini che percepiranno 700 euro mensili se la durata sarà di sei mesi, mille se superiore.
Il contributo della Regione verrà cosi suddiviso: 370 mila euro per azioni di sostegno all'assunzione di soggetti diversamente abili, 300 mila a sostegno di percorsi di formazione all'interno delle cooperative sociali di tipo B (che operano ai fini di inserire persone svantaggiate), 50 mila per la rimozione delle barriere architettoniche all'interno delle aziende e 40 mila destinati all'acquisto di beni strumentali per il telelavoro.

Tratto da "Il Messaggero" del 27/09/2009

venerdì, settembre 25, 2009

Frau, stop alle trattative

di Roberto Scorcella

Brusco stop alle trattative fra sindacati e azienda sugli esuberi a Poltrona Frau. I rappresentanti dei lavoratori, dopo l’incontro di oggi, parlano apertamente di rottura della trattativa, tanto che non è stato calendarizzato nessun altro incontro. Anche se dai 66 esuberi si è passati a un numero decisamente inferiore, 47, mancano prospettive per almeno quindici unità per le quali non viene prospettata alcuna soluzione a differenza di chi potrebbe uscire dall’azienda su base volontaria, con incentivi al prepensionamento o con il trasferimento ad altre aziende impegnate in attività collaterali alla Frau. Ma i sindacati hanno espresso chiaramente la loro posizione: si può discutere solamente di uscite volontarie. Inoltre, non si è parlato degli importi degli incentivi.
Quello di oggi era il primo incontro dopo la chiusura della prima fase della trattativa, dove non si è giunti ad un accordo a 45 giorni dalla data in cui Poltrona Frau ha avviato la procedura di mobilità. La trattativa in sede locale era stata sospesa ed è stata avviata una nuova trattativa con il coinvolgimento della Regione. All’incontro, infatti, era presente anche l’assessore regionale al Lavoro, Fabio Badiali. I sindacati, quindi, sono pronti a proseguire la battaglia e per questo nei prossimi giorni metteranno in atto le otto ore di sciopero che erano state già proclamate precedentemente. Saranno scioperi “a sorpresa” nel tentativo di mettere in difficoltà l’azienda. Cauto il direttore generale di Poltrona Frau, Piero Valentini, per il quale la trattativa non è chiusa, ma anzi ha fatto dei passi in avanti visto che il numero degli esuberi è già sceso da 66 a 47. “Sugli esuberi per i quali non abbiamo ancora trovato una soluzione” spiega “dovremo ragionare con la controparte”. L’assessore Badili, intanto, si è preso del tempo per valutare bene la situazione e potrebbe riconvocare azienda e sindacati la prossima settimana, anche su tavoli separati. Domani mattina i rappresentanti dei lavoratori si recheranno nella sede della Regione Marche ad Ancona dove è in programma un consiglio regionale sulla crisi occupazionale: cercheranno di incontrare il presidente della Regione, Gian Mario Spacca, per rappresentargli la situazione dei lavoratori di Poltrona Frau e delle loro famiglie e chiedergli il sostegno della politica.

Il comunicato stampa della Provincia, aggiornato dopo gli sviluppi della riunione.
Alla fine della riunione che si è svolta oggi nella sede della Poltrona Frau a Tolentino, per trovare una soluzione alla vertenza in atto, le posizioni delle parti sono rimaste ancora distanti. Nel pomeriggio la riunione è continuata senza però giungere ad un possibile accordo. Le organizzazioni sindacali hanno dichiarato la loro disponibilità ad accettare procedura di prepensionamento solo ed esclusivamente su base volontaria trovando in questo contrarietà da parte dell’Azienda. Anche le offerte di incentivi presentata da quest’ultima per favorire le dimissioni sono state ritenute insufficienti da parte dei rappresentanti dei lavoratori.
“Noi continueremo a perseguire ogni sforzo per mantenere la nostra azione di mediazione” – ha dichiarato in serata l’assessore provinciale al Lavoro, Andrea Blarasin, il quale ha seguito fino al termine la riunione a Tolentino dove in mattinata aveva partecipato anche il presidente della Provincia, Franco Capponi.
Proprio Capponi, a sostegno della trattativa, aveva comunicato alle parti la disponibilità della Provincia a mettere in atto progetti mirati di formazione per i lavoratori che accettino volontariamente il trasferimento ad altre aziende. Pur riconoscendo all’azienda la piena legittimità di porre in essere iniziative di riorganizzazione, da parte delle istituzioni è stato ribadito come tali riorganizzazioni debbano risultare strategiche per rafforzare la redditività dell’azienda stessa e garantire nel contempo il mantenimento sul territorio della produzione, del marchio e della leadership di Poltrona Frau.
Ai rappresentanti dell’azienda il presidente Capponi e l’assessore Blarasin hanno tenuto a rimarcare come il brand Frau sia oggi un prodotto del territorio maceratese, rappresenti un modello di impresa e sia anche l’orgoglio dei lavoratori che con la loro professionalità e manualità hanno saputo farlo sviluppare, suscitando un grande appeal dei mercati verso tali prodotti.
La Provincia ha comunicato anche il proprio impegno ad attivare misure di sostegno per far fronte a situazioni di precariato, incentivando nel contempo creazioni di nuove micro imprese ed agevolare così iniziative di lavoro autonomo.
In serata l’assessore provinciale Blarasin, nel comunicare che la Provincia insisterà per portare avanti la propria mediazione, si è dichiarato fiducioso sulla possibilità di far incontrare nuovamente le parti in una sede istituzionale, eventualmente anche a livello regionale. Un accordo sulla vertenza Frau – ha detto Blarasin – è necessario per l’Azienda, per i lavoratori dell’industria tolentinate e per l’impatto positivo che avrebbe in tutto il territorio maceratese.

giovedì, settembre 24, 2009

Nuova Italia interviene sul parcheggio di Rampa Zara

Macerata - Finalmente in maggioranza qualcuno ha cominciato a scoprire… l’acqua calda!
Il riferimento è a quel parcheggio tanto vagheggiato dai cittadini maceratesi che, affettuosamente, lo chiamano “Parcheggio di Rampa Zara”: il figlio che non c’è! Sono più di 20 anni che se ne sente la necessità, tanto che all’epoca ci fu a suo favore una sottoscrizione firmata da oltre 5mila persone. Anche in tempi più recenti l’associazione di commercianti del centro storico “Macerata Futura” presentò alla città un progetto firmato dall’architetto Guido Strinati, appoggiato da 1500 firme, per realizzare il sospirato e sognato parcheggio, che avrebbe anche risolto il problema degli autobus fermi in attesa su una corsia di viale Leopardi. Ma il sindaco Meschini, lapidario, rispose: “Porta jella!” e non se ne fece nulla, anche se, con valenza elettorale, aveva inserito nel suo ultimo programma un vago accenno al fantomatico parcheggio. Quello che stupisce è che sia proprio il già sindaco Maulo a dichiarare che è necessaria un’area di sosta a Fontemaggiore. Proprio lui che, affossando il progetto Longarini a favore della galleria, aveva impedito la realizzazione di quel parcheggio che avrebbe completato la “corona” per le soste a servizio della città. Oggi scopre che è necessario e lo giustifica, copia conforme, con le motivazioni presenti nel progetto di Strinati e con quanto sentenziò il costoso studio sul traffico della Sintagma: per chi viene da Recanati e Montelupone, via Pace, è necessaria un’area di sosta nella zona sotto la rampa Zara. Peccato non abbia citato la più stringente necessità dei commercianti del centro storico sempre più soli dentro i propri negozi, grazie alla desertificazione in atto favorita dalla mancanza di un’area di sosta mirata. Un altro segnale da questa maggioranza, che sul tema “parcheggio di rampa Zara” si sta sfaldando, viene da una chiara e diretta dichiarazione rilasciata dall’Assessore Giovanni Di Geronimo al mensile dell’Università: “Quel parcheggio s’ha da fare!” Peccato che tutte queste parole arrivino a fine mandato, quando non ci sono più i tempi per fare niente per cui sanno un po’ d’ipocrisia. Intanto il solito centinaio di auto, ogni mattina, parcheggia lungo la strada di Fontemaggiore, proprio sotto la rampa Zara, sfidando i cartelli di divieto di sosta: sono pronte per occupare l’area di sosta che ancora non c’è…


Associazione dei Circoli della Nuova Italia di Macerata

martedì, settembre 22, 2009

Incentivi all'occupazone delle persone disabili


di Beatrice Cammertoni

Nuove opportunità per i lavoratori disabili della provincia di Macerata: l’Assessore alla formazione e lavoro, Andrea Blarasin ha presentato oggi in conferenza stampa il nuovo piano di incentivi all’occupazione dei diversamente abili destinati alle piccole e medie imprese ed alle cooperative sociali maceratesi. Il contributo stanziato dalla Regione Marche e gestito dalla provincia ammonta a 760.000 euro e andrà a finanziare azioni positive il sostegno per l’assunzione di soggetti disabili (370.000€), la rimozione degli ostacoli architettonici, ambientali e di tipo strumentale che impediscono l’inserimento di essi nelle unità lavorative (50.000€), l’acquisto di beni strumentali finalizzati al telelavoro (40.000€) ed il sostegno di percorsi di formazione e lavoro all’interno delle cooperative sociali d’inserimento lavorativo di tipo “B” con l’affiancamento di tutor appositamente formati, per i rimanenti 300.000€. Sono previsti in particolare contributi all’avvio di periodi di tirocinio, con il supporto dei Ciof (Centri provinciali per l’impiego e la formazione) per stipulare le apposite domande di convenzione e per favorire l’incontro tra “domanda” e “offerta” di posti di lavoro. Ogni rapporto verrà plasmato sulle esigenze e sulle caratteristiche degli interlocutori e si potrà protrarre fino a 12 mesi nel caso in cui la disabilità sia psichica e 6 mesi se fisica. Nel corso del periodo, il lavoratore verrà affiancato e formato da un tutor aziendale ed è previsto un monitoraggio dei tirocini finanziato con 700 euro per quelli di 6 mesi e 1000 euro per quelli di durata superione.
L’impresa che al termine avvierà una collaborazione a tempo indeterminato riceverà un premio di 5000 euro. Un meccanismo, questo dell’inserimento in azienda con incentivi premiali, che in altri progetti della provincia, ha riscontrato ottimi risultati e che fa ben sperare in attesa di una nuova fase di ripresa economica.
Destinatarie degli incentivi sono le piccole e medie imprese private aventi sede legale ed operativa nella Regione Marche che realizzano progetti finalizzati all’integrazione lavorativa rivolti a disabili iscritti nelle liste provinciali, nonché le Cooperative sociali d’inserimento lavorativo che realizzano progetti personalizzati per i diversamente abili. Esse potranno presentare la domanda di contributo accertato il rispetto degli obblighi discendenti dalla legge 68/99 in materia. Tale normativa definisce le condizioni per l’assunzione di questi lavoratori (in numero stabilito giuridicamente in proporzione al personale impiegato) e svincolando l’assunzione dalla rigidità delle graduatorie previste dalla precedente disciplina.
Le domande di contributo debbono essere presentare a mezzo del servizio postale (Raccomandata) entro il 15 ottobre alla Regione Marche – Servizio Istruzione, Formazione e Lavoro – P.F. Servizi per l’Impiego e Mercato del Lavoro – via Tiziano, 44 – 60125 Ancona.
La provincia di Macerata, in collaborazione con la Camera di Commercio, consegnerà inoltre sabato all’Abbadia di Fiastra il “Premio Etico”, giunto alla settima edizione e pensato per rivolgere il dovuto riconoscimento a cinque imprese maceratesi che nel corso dei precedenti mesi si sono distinte nell’attuazione della legge 68/99 sul collocamento dei disabili.

Tratto dal sito di Cronache Maceratesi il 22/09/2009

martedì, settembre 15, 2009

Lavoro di squadra: intervista all'Assessore Andrea Blarasin

Assessorato alla Formazione e alle Politiche del lavoro: impegnativo?
“Sì, è un settore delicato che, in prospettiva, svolge una funzione importante per il futuro di tutti e le cui applicazioni pratiche si sviluppano a ogni delibera migliorando di volta in volta lo stato sociale”.

E’ una realtà nuova per lei?
“In Provincia sono stato vice presidente della Commissione consiliare specifica, ma anche per la mia professione conosco il mercato occupazionale, le varie problematiche relative a finanziamenti, opportunità per le aziende e, dal punto di vista del la-voro, i punti forti e deboli dei Centri per l’Impiego”.

Come sta operando?
“Ho iniziato senza porre indugi, prendendo visione dell’esistente e programmando subito nuovi progetti, coadiuvato in questo dalla grande professionalità che ho trovato nei collaboratori impiegati in assessorato e dalla loro disponibilità, dimostrata anche nei nostri incontri settimanali che ho calendarizzato per coordinarci nel lavoro”.

Perché “FormaLavoro”?
“In un termine c’è la sintesi di un impegno volto al rilancio di due settori chiave: Formazione e Lavoro, strettamente correlati fra loro, per creare un nuovo rapporto tra aziende e lavoratori, rendendo le prime più disponibili e i secondi più preparati. Questo per affrontare le sfide della nostra era che si evolve in continuazione, caratterizzata da velocità, tecnologia e globalizzazione”.

Quali i contenuti?
“Informazione, senza sterili fraseologie. Soprattutto informazione chiara e completa su quelle che sono le funzioni di questo assessorato, sui provvedimenti e sulle innovazioni legislative che interessano sia le aziende che i lavoratori. Mettere le persone al corrente dei progetti ed evidenziare il dinamismo dell’assessorato, presente e attento a ogni tematica, sempre impegnato a trovare la migliore soluzione dei problemi”.

Fernando Pallocchini

mercoledì, settembre 02, 2009

Ricostituita la commissione provinciale. Aiuti ai 49 dipendenti in mobilità della "Pelletterie 1907" di Tolentino

L’approvazione della lista di mobilità relativa anche ai 49 dipendenti della azienda “Pelletterie 1907” di Tolentino, licenziati a seguito della messa in liquidazione della ditta, è stato il primo atto compiuto dalla ricostituita Commissione Provinciale per il Lavoro, che – presieduta dall’assessore provinciale Andrea Blarasin – ha tenuto la sua seduta di insediamento nelle sede del Centro per l’impiego di Piediripa. L’atto di approvazione delle lista di mobilità è servito anche a sbloccare la procedura per la corresponsione della relativa indennità alle maestranze interessate..
La Commissione provinciale per il Lavoro, prevista e disciplinata da una apposita Legge regionale, è stato nominata nel mese di agosto dal presidente della Provincia, Franco Capponi, tenendo conto delle designazioni pervenute da parte delle organizzazioni sindacali e di categoria. Essa, infatti, è organismo di rappresentanza e concertazione delle parti sociali in materia di lavoro e formazione, oltre a svolgere importanti funzioni amministrative relative all’esame ed approvazione delle liste di mobilità dei soggetti licenziati da aziende in crisi.
“La Commissione – ha detto l’Assessore Blarasin – è stata ricostituita con tempestività in quanto la sua azione è particolarmente importante in questa fase in cui, a causa della crisi, molti lavoratori hanno perso il posto di lavoro ed attendono l’atto di approvazione delle liste per poter iniziare ad usufruire almeno degli ammortizzatori sociali. Come delegato dal presidente Capponi a presiederla, intendo potenziare il ruolo della Commissione quale luogo istituzionale ed operativo di raccolta di proposte e suggerimenti in materia di formazione e lavoro da parte delle parti sociali. Il momento economico che anche la nostra provincia sta attraversando richiederà decisioni ed interventi importanti da parte della Provincia, in particolar modo in materia di ammortizzatori sociali, utilizzo di fondi europei, interventi per la formazione e l’occupazione; temi su cui intendo sistematicamente confrontarmi in sede di Commissione provinciale del lavoro con le parti sociali, per raccogliere valutazioni, proposte, suggerimenti e pareri. A tal fine – ha concluso l’assessore – intendo sollecitare una forte partecipazione propositiva, su cui credo di poter riscontrare attenzione ed apprezzamento da parte di tutti i componenti”.

Tratto da "Cronache Maceratesi" il 02/09/2009

martedì, agosto 11, 2009

L'assessore Blarasin: tra le misure anticrisi anche 700 mila euro per nuove imprese

La Provincia di Macerata mette a disposizione 700 mila euro, finanziati con fondi europei, per sostenere la creazione di nuove imprese e favorire l’occupazione nei settori strategici per lo sviluppo locale. Una misura da affiancare alle altre iniziative, che in queste settimane vedono un passaggio alla fase operativa, volte insieme a sostenere l’economia provinciale contro la crisi.

Con questo ulteriore strumento, L’Assessore alle politiche per il lavoro e la formazione, Andrea Blarasin, intende perseguire politiche di sostegno al territorio in un momento critico in cui, anche nella nostra provincia, persistono diverse situazioni occupazionali e aziendali difficili.
Il valore aggiunto della misura sarà inoltre l’abbandono di una logica di tipo assistenziale e l’incoraggiamento di idee innovative dei cittadini.

I lavoratori dipendenti, atipici, in cassa integrazione (ordinaria e straordinaria) e i soggetti svantaggiati come da bando, che vorranno costituire una piccola e media impresa nei prossimi mesi, potranno vedersi riconosciuto un contributo dal 40 al 100% della spesa ammissibile fino ad un massimo di 25 mila euro. Tale somma sarà elevabile fino a 30 mila euro per i soggetti espulsi dal mercato del lavoro o per i soggetti disabili.
Il bando mira dunque a ricollocare coloro che sono stati espulsi dal mercato del lavoro o i lavoratori dipendenti che vogliano mettersi in proprio. Tuttavia, potranno beneficiare dell’incentivo anche i disoccupati iscritti ai CIOF da almeno 6 mesi.
L’Assessore Blarasin ritiene inoltre che questo intervento, insieme alle altre azioni, possa essere un valido strumento per superare le situazioni di disagio dei lavoratori che entreranno in mobilità nelle prossime settimane.

La domanda dovrà essere compilata attraverso il sito http://siform.regione.marche.it/, successivamente firmata e inviata anche in formato cartaceo all’indirizzo:
Provincia di Macerata - Settore VI - Servizio Sostegno all'Occupazione -Via Armaroli, 42/44 -62100 Macerata - entro il 15 Ottobre 2009.
Per ulteriori dettagli e informazioni consultare il bando e i relativi allegati al sito web http://formazione.provincia.mc.it/, http://www.lavoro.mc.it/, oppure presso i Centri e Sportelli per l’Impiego, l’Orientamento e la Formazione della Provincia di Macerata.

Contro la crisi 700 mila euro per creare nuove imprese


di Simone Palucci


Settecentomila euro per la creazione di nuove imprese nel maceratese. Questo è quanto annunciato da Andrea Blarasin, neo assessore provinciale alle politiche del lavoro. "Questo finanziamento, già disponibile - dice Blarasin - si inserisce tra le misure da mettere subito in campo per la risoluzione dei gravi problemi che questa crisi ha portato, ma incoraggiando nuove idee, piuttosto che proseguendo una linea logica di tipo assistenziale. Un fondo che si è reso necessario perchè incrociando i dati di disoccupazione e mobilità del giugno 2008 con quelli del giugno di quest'anno abbiamo constatato un raddoppio di queste situazioni. Un raddoppio che ci dice, tra l'altro, che la crisi non è finita, anzi, probabilmente a settembre si verificherà un ulteriore aumento di cassa integrazione e mobilità". I settecentomila euro sono stati finanziati con fondi europei e saranno destinati a soggetti in seria difficoltà lavorativa, come i licenziati, o i dipendenti in cassa integrazione, mobilità, lavoratori atipici e svantaggiati, disoccupati. Ai richiedenti verrrà riconosciuto un contributo che può andare dal 40% al 100%, considerato un tetto massimo di venticinquemila euro, estendibile a trentamila euro solo per disabili e lavoratori licenziati. "Come accade sempre in queste situazioni - prosegue Blarasin - chi otterrà il fondo per avviare la propria attività dovrà considerare solo in parte a fondo perduto, perchè una percentuale, a rate, dovrà poi restituirla una volta avviata l'impresa".
Altre soluzioni per risollevare il mercato del lavoro? "La prossima mossa - continua Blarasin - sarà riformare il centro per l'impiego, riorganizzarlo, creare nuovi database e collegamenti con privati e realtà che si occupano attivamente di lavoro. In tutto ciò il concetto di rete è fondamentale". La domanda per il sostegno alla creazione di nuove attività, scaricabile dal sito della Provincia, deve essere presentata entro il 15 ottobre.

Microcredito
Un altro strumento di lotta alla crisi, messo in campo dalla Provincia da qualche mese, è il microcredito a disposizione delle famiglie in momentanea difficoltà. Tremila euro di prestito, in accordo con le banche di credito cooperativo, per sostenere chi, a causa della crisi, non riesce più ad arrivare alla fine del mese.

Tratto dal "Messaggero" del 11/08/2009

sabato, agosto 08, 2009

"Il mio impegno anti-crisi: progetti più ambiziosi per rilanciare le imprese"


di Franco Veroli

Andrea Blarasin è assessore alle politiche attive del lavoro e ammortizzatori sociali, gestione dei Centri per l'impiego, formazione professionale e politiche giovanili. Una nomina importante su cui grava il peso di una responsabilità molto grande, specie in un periodo di crisi economica come quello attuale (dall'inizio dell'anno 1.200 lavoratori in mobilità e migliaia in cassa integrazione).

Un inizio complicato, non è vero?
"Direi proprio di sì. Sono stato nominato assessore nel momento più difficile di questa crisi economica. Proprio per questo, la prima cosa che ho fato è stata quella di compiere un'accurata analisi dei dati sull'occupazione, rapportati alle condizioni economiche e finanziarie dell'intero territorio, scaturita da un serrato e proficuo confronto con gli uffici della provincia e i Centri per l'impiego. Ma anche da un confronto a tutto campo con tutte le sigle sindacali, impegnate in tante aziende in difficoltà. Il loro contributo mi è stato di grande aiuto per aggiungere tanti tasselli al quadro generale dell'intera provincia. Ora sto proseguendo gli incontri con le associazioni di categoria e datoriali e con tutti gli enti in qualche modo interessati a lavoro e formazione".
Quale obbiettivo immediato da raggiungere?
"Più che obiettivo parlerei di obiettivi, perchè molte scelte sono tra loro collegate e comportano un'azione comune con altri assessorati, a partire da quello delle attività produttive. In ogni caso, il mio intento è quello di far funzionare da subito la commissione provinciale del lavoro, l'organo specifico che si occupa delle problematiche occupazionali, così come stabilisce una legge regionale. Poi incontrerò il prefetto per effettuare un'analisi sull'erogazione del credito da parte delle banche, per cercare di comprendere meglio l'effettiva portata delle difficoltà delle piccole e medie imprese, visto che il loro andamento ha importanti effetti proprio sull'occupazione".
E la formazione, per chi deve trovare o chi ha perso un lavoro?
"Abbiamo emanato il bando per la creazione d'impresa, rivolto a inoccupati e disoccupati di lungo periodo e soggetti svantaggiati. Sono in fase di definizione le procedure per attuare il progetto di microcredito alle famiglie, volto a garantire prestiti di modesta entità, fino a 3mila euro, ma che possono rappresentare, in questa fase, un'importante sostegno. Ho già avuto un colloquio con i vertici dell'università di Camerino, e presto farò altrettanto con quelli dell'università di Macerata, per definire progetti di formazione e stabilendo criteri per la ripartizione dei fondi, secondo un principio irrinunciabile".
Quale?
"Non serve finanziare singole e occasionali iniziative fini a sè stesse. Bisogna puntare su progetti di ampio respiro, che creino presupposti stabili per produrre risultati e benefici in un'ottica di lungo periodo. Insomma, concentrare le risorse su un numero magari ridotto di progetti di qualità, evitando di disperderle in mille rivoli, senza conseguire risultati".
Quale ruolo per i centri per l'impiego?
"Sono molto importanti, ma così come sono strutturati non rispondono alle esigenze attuali. Stiamo lavorando a un progetto di riqualificazione e ristrutturazione che comprende anche l'attivazione di nuovi servizi, per arrivare a una migliore funzionabilità, in rapporto al compito di fondo dei centri: trovare e offrire lavoro".
Ci sono fondi europei consistenti da usare. Quali?
"Si, in effetti nella programmazione 2007-2013 sono disponibili diversi milioni di euro. Considerata la crisi, però, stiamo discutendo con la Regione le linee guida per finanziare non solo la formazione ma anche gli ammortizzatori sociali in deroga (cassa integrazione, mobilità). E, comunque, la Provincia è partita in ritardo: entro fine 2009 dovremo riuscire a pagare i circa 7 milioni di euro per corsi già fatti. Se non ci riusciamo rischiamo di perdere soldi".
Come immagina la situazione dopo le ferie?
"Nel primo semestre dell'anno la cassa integrazione è raddoppiata el la mobilità pure, anche se i dati sembrano essersi stabilizzati a giugno. Non ho la sfera di cristallo per dire quello che succederà. Di sicuro qualche problema ci sarà".

Tratto da "Il Resto del Carlino" del 08/08/2009

Nasce l'associazione "Circoli Nuova Italia della Provincia di Macerata"

Nei giorni scorsi è nata l’Associazione “Circoli Nuova Italia della provincia di Macerata” che aderisce all’associazione nazionale "Nuova Italia" il cui Presidente è il Sindaco di Roma Gianni Alemanno.
Tra i fondatori dell’associazione provinciale figurano, tra gli altri, l’assessore provinciale Andrea Blarasin (assessore provinciale) e Mirco Braconi (presidente provinciale Giovane Italia). La guida dell’associazione provinciale, che avrà sede e segreteria operativa a Civitanova Marche in via Einaudi n. 410, è stata affidata alla maceratese Sara Maccari, che avrà il compito di coordinare i vari circoli delle realtà locali al fine di tracciare le nuove linee programmatiche per consolidare il progetto politico del centrodestra.
Nuova Italia, anche sulla base del risultato ottenuto dal centrodestra alle scorse elezioni provinciali, vuole essere coscienza critica e costruttiva all’interno del Pdl, con un’azione politica e culturale finalizzata a costruire un soggetto capace di essere laboratorio di idee e di proposte concrete.
Per i Circoli Nuova Italia maceratesi il patrimonio di impegno e progettualità costruito nei mesi della campagna elettorale non deve andare disperso, ma deve rappresentare, al contrario, il nuovo punto di partenza per un percorso incentrato sui valori sociali e comunitari capaci di riportare la persona al centro.
A tal fine sono anche stati nominati i vari responsabili comunali: Federico Cirilli sarà il responsabile di Macerata, Daniele Rossi quello di Civitanova Marche, Valeria Ruiti Spurio a Tolentino, Fabio Ambrosini a Recanati, Piero Frattari a Potenza Picena, Alberto Pilato a San Severino Marche.

Associazione Circoli Nuova Italia della Provincia di Macerata
Il Presidente
Sara Maccari

venerdì, agosto 07, 2009

Marche/Crisi: Provincia Macerata incontra banche per microcredito

(ASCA) - Macerata, 7 ago
Dare una risposta alle situazioni di maggior bisogno nell'intento di offrire un piccolo contributo per contrastare le difficolta' derivanti da una crisi economica lunga e profonda. Questo il senso del progetto ''Microcredito'' della Provincia di Macerata, oggetto di un incontro tra l'Assessore alla formazione e lavoro, Andrea Blarasin e i presidenti delle tre banche di credito cooperativo (Recanati-Colmurano, Civitanova-Montecosaro, Monti Sibillini) che hanno sottoscritto a giugno la convenzione. La riunione e' stata l'occasione per stabilire le modalita' di avvio del progetto che, subito dopo Ferragosto, entrera' nella fase si realizzazione vera e propria. Il progetto prevede la possibilita', grazie a un apposito fondo di garanzia di 100.000 euro stanziato dalla Provincia di Macerata, di accesso agevolato a piccoli crediti (fino ad un massimo di 3.000 euro) finalizzati a fronteggiare situazioni di particolare bisogno, a condizioni particolarmente favorevoli quanto ad interessi, spese e commissioni.
Parteciperanno attivamente anche i cinque Ambiti Territoriali Sociali, chiamati a far parte, insieme con le banche e la Provincia, del Comitato tecnico scientifico che coordina e sovrintende il progetto.
L'assessore Blarasin ha auspicato che ''nel prossimo futuro, non appena il progetto avra' inizio, possano aderire anche altri istituti di credito. Analogamente lo stesso e' aperto ad eventuali altri soggetti pubblici o privati e dell'associazionismo che volessero implementare il fondo di garanzia aperto dalla Provincia di Macerata, al fine di dare maggiore consistenza economica all'iniziativa''.
(Asca)

mercoledì, agosto 05, 2009

Provincia: da fondo sociale europeo, 13 mln per ammortizzatori

(ASCA) - Macerata, 5 ago - Tredici milioni di euro della quota del Fondo sociale europeo 2007/2013 di competenza della Provincia di Macerata potranno essere utilizzati per sostenere il momento economico e occupazionale, attraverso ammortizzatori sociali da destinare ai lavoratori in Cassa integrazione ordinaria o straordinaria e mobilita'. E' quanto stabilito nella prima seduta di agosto della Commissione regionale per il lavoro alla quale hanno partecipato tutte le parti sociali e gli assessori alla formazione e lavoro delle Province marchigiane, al fine di definire le linee guida per l'attuazione dell'accordo Stato-Regioni del febbraio 2009, in tema di misure anticrisi e per decidere anche in ordine dagli ammortizzatori sociali in deroga.
''La realizzazione dell'intervento - ha spiegato l'assessore provinciale al Lavoro Andrea Blarasin - passera' attraverso 3 specifici momenti, l'erogazione dell'indennita' integrativa mensile per i lavoratori, l'attivita' dei centri per l'impiego e l'istituzione di specifici percorsi formativi''.
L'Assessorato provinciale alla formazione e lavoro di Macerata ha il compito di predisporre gli interventi volti a riorganizzare i Centri per l'impiego, affinche' possano reagire all'aumentata mole di richieste, e a dotare i Centri di una nuova gamma di servizi all'utenza, esigenza ormai sentita come improcrastinabile.
Nel prossimo mese di settembre la Provincia di Macerata passera' alla fase operativa. A tale scopo l'assessore Blarasin convochera' la Commissione provinciale per il Lavoro, cui la legge attribuisce funzioni decisionali, di consultazione e di concertazione in materia di lavoro, al fine di sottoporre all'esame della stessa anche le linee guida per gli ammortizzatori sociali.
red/rg/ss
(Asca)

venerdì, luglio 31, 2009

Crisi del lavoro: summit in regione tra amministratori locali

Ancona - Incontro tra gli assessori Benatti e Badiali, i neo assessori provinciali , il presidente della provincia di Ascoli Piero Celani, per analizzare situazioni e nuovi programmi.
"Sostegno al reddito e alle competenze dei lavoratori". Va sotto questa definizione il pacchetto di politiche attive che sarà all'esame della giunta regionale in settembre e che costituisce l'ossatura delle Linee guida per l'attuazione delle misure di politica attiva a favore di lavoratori destinatari degli ammortizzatori sociali in deroga di cui all'Accordo Stato - Regioni da finanziare con le risorse del POR MARCHE OB. 2 FSE 2007/2013.
Come si ricorderà le risorse disponibili a valere sul POR FSE ammontano a 84,4 milioni di euro per il biennio 2009-2010.
L'operazione, che si propone come un insieme di servizi all'impiego messi a disposizione dei lavoratori in sospensione dal lavoro o a rischio di espulsione, è stata presentata ieri in un primo incontro tra gli assessori regionali alla Formazione e Lavoro, Stefania Benatti e Fabio Badiali con le amministrazioni provinciali, di cui quattro di nuova formazione.
Un'occasione per scambiare le idee e fare il punto della situazione nei vari territori. Erano presenti, per la Provincia di Ascoli Piceno, il neo presidente Piero Celani, i neo assessori alla formazione-lavoro della Provincia di Pesaro-Urbino, Massimo Seri, di Fermo Renato Vallesi, di Macerata, Andrea Blarasin e l'assessore Maurizio Quercetti, della Provincia di Ancona.
"Saremo la prima Regione a dare concretezza, già a settembre, ad un pacchetto di interventi di politica attiva focalizzati sulla persona per valorizzarne le competenze - ha spiegato Stefania Benatti. L'incontro con i nuovi e vecchi amministratori - ha commentato - si è svolto in un clima costruttivo nel quale è stato condiviso un metodo di lavoro ispirato alla massima collaborazione tra le Istituzioni, nella consapevolezza che stiamo tutti insieme affrontando una congiuntura difficile. Si tratta di dare risposte positive e necessariamente unitarie ad una comunità che le sta aspettando. Mi sembra- ha proseguito l'assessore- che si è già lavorato bene per questo e che ci siano tutti i presupposti per una compattezza di intenti anche per quanto riguarda una maggiore integrazione tra i Piani regionali di Formazione-Lavoro e quelli provinciali".
Dopo un primo giro di consultazioni con le Province, la bozza di provvedimento passa ora all'esame della Commissione regionale del Lavoro per il previsto parere. L'operazione comprende una serie di servizi all'impiego (orientamento, bilancio competenze, definizione del percorso formativo ecc.) e attività di formazione finalizzati all'aggiornamento delle competenze dei lavoratori in sospensione dal lavoro o a rischio di espulsione, ancora in costanza di rapporto di lavoro e percorsi più strutturati di formazione per i lavoratori già espulsi dai processi produttivi. I lavoratori saranno individuati nominalmente e indirizzati in percorsi personalizzati che tengono conto della loro specifica situazione professionale.
"Va segnalato anche un altro aspetto importante - ha spiegato l'assessore regionale Fabio Badiali - e cioè che i lavoratori interessati che parteciperanno alle politiche attive a sostegno delle competenze, potranno ricevere un'indennità di partecipazione che completa l'integrazione salariale prevista dagli ammortizzatori sociali in deroga per i lavoratori che altrimenti ne sarebbero privi".
I lavoratori sceglieranno un percorso formativo correlato al loro fabbisogno. Per i soggetti in mobilità, espulsi dal mercato del lavoro, ma con competenze ancora spendibili nel mercato del lavoro le attività formative costituiscono azione propedeutica per successivi interventi di politica attiva o di fruizione degli strumenti già in campo.
I percorsi formativi per tutte le categorie di destinatari sospesi per oltre un mese, riguardano aspetti previdenziali e sicurezza del lavoro e contenuti stabiliti dalle singole province. I percorsi aggiuntivi riguarderanno altre tematiche (informatica-lingue, amministrazione-finanza, marketing; organizzazione gestionale o produzione - progettazione).

martedì, luglio 21, 2009

Sostegno ai lavoratori: assessore Blarasin incontra i sindacati

(ASCA) - Macerata, 21 lug - Sostegno al reddito dei lavoratori in mobilita', meccanismi di anticipazione della Cassa integrazione, la formazione, l'istituzione di un Osservatorio che monitorizzi l'andamento economico-occupazionale, interventi per assicurare il credito bancario alla imprese, l'apprendistato, interventi per il settore occupazionale del commercio dove piu' forte e' il fenomeno del precariato. Sono stati questi i temi del primo incontro che il neo-assessore provinciale alle politiche del Lavoro, Andrea Blarasin, ha avuto con i rappresentanti delle segreterie territoriali delle confederazioni sindacali, dalla Cisl, Uil, Ugl, assente la Cgil che aveva impegni concomitanti.
Un incontro volto alla reciproca conoscenza, per ''avviare rapporti costruttivi, ma anche ad avere un confronto complessivo in ordine della situazione socio-economica in provincia di Macerata. In particolare, l'assessorato, si legge in una nota, assicurera' la gestione delle misure di sostegno all'occupazione e alla creazione di nuova impresa, la gestione ed il controllo delle attivita' di formazione professionale e di apprendistato, sostegno ai processi aziendali di trasformazione organizzativa e di formazione tecnologica finalizzati alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro. L'assessore provinciale Blarasin, ha espresso l'intenzione di attivare il fondo di garanzia di 100mila euro per ''microcredito'' a favore di famiglie in difficolta' e di dare il massimo impulso alla Commissione provinciale per il lavoro, quale struttura in grado di assicurare la concertazione con le parti sociali in ordine all'esercizio delle funzioni dell'ente in materia di formazione e lavoro.

(Asca)

Un fondo di centomila euro a garanzia del microcredito

Macerata - "E' stato un incontro molto positivo, in cui ho riscontrato le stesse preoccupazioni, ma anche la stessa disponibilità per un lavoro comune". Andrea Blarasin, assessore provinciale al lavoro, commenta così l'incontro avuto ieri mattina con i sindacati. "Abbiamo fatto un discorso ampio e c'è stato un giudizio convergente sui dati della crisi, che nell'ultimo mese sembrano indicare una stabilizzazione". Tutti d'accordo nel mettere in piedi un osservatorio provinciale che ci consenta di avere sotto controllo la situazione in tempo reale, e nel ruolo del tavolo di concertazione, oltre che, aggiungo, della commissione provinciale del lavoro". Altra questione affrontata quella del credito. "Presto faremo un incontro con il Prefetto affinchè si possa esercitare sugli istituti di credito una sorta di moral suasion, affinchè aprano i cordoni della borsa". Intanto, però, la Provincia mette a disposizione 100mila euro per un fondo di garanzia per piccoli prestiti (fino a 3mila) da destinare alle famiglie in difficoltà.

Tratto da "Il Resto del Carlino" del 21/07/2009

sabato, luglio 11, 2009

Il debutto della Giunta Capponi. Ecco le deleghe degli assessori

di Matteo Zallocco

Subito dopo la seduta di insediamento della Giunta provinciale, il presidente Franco Capponi ha comunicato le deleghe degli assessori. Nessuna sorpresa rispetto a quanto anticipato mercoledì da Cronache Maceratesi con Nazareno Agostini (il decreto di nomina è stato firmato nel tardo pomeriggio di ieri) che prende il posto del dimissionario Fabio Corvatta per la lista “Una forza per Cambiare”. Il decimo assessorato con ogni probabilità sarà della Lega Nord come ha confermato lo stesso Capponi: “La Lega ha diritto di entrare nella Giunta, siamo in attesa di un accordo politico in cui chiediamo loro una strategia di lungo periodo in vista delle prossime elezioni amministrative. Sarà la Lega a decidere il nome dell’assessore e io lo valuterò”. E il nome già comunicato dagli esponenti del Carroccio è quello di Milco Mariani, di Castelfidardo. Dunque con ogni probabilità la giunta provinciale di Macerata avrà al suo interno un anconetano.

“Non esiste nessun caso Corvatta - ha poi voluto sottolineare il presidente Capponi – perché da parte sua non c’è stata nessuna rinuncia visto che non aveva firmato l’accettazione avendo manifestato delle perplessità nel giorno della proclamazione. Il rapporto umano e politico con lui si è chiarito immediatamente”.
Franco Capponi ha riservato a sé le seguenti deleghe: Assetto e tutela del Territorio e del Paesaggio, Piano Territoriale di Coordinamento e Sistema informativo territoriale, Attività estrattive, Ambiente, Sicurezza, Vigilanza e Polizia Porvinciale, Affari generali, Appalti e contratti, Stampa e comunicazione, Urp.Nel comunicare le deleghe degli assessori Capponi ha voluto sottolineare che ci sarà un forte gioco di squadra e che i vari assessorati lavoreranno fianco al fianco e ognuno si potrà avvalere delle consulenze degli altri.
Queste le materie delegate agli altri componenti della Giunta.

Antonio Pettinari (vice presidente): Lavori pubblici. Espropri e amministrazione del Patrimonio. Gestione e manutenzione della viabilità, del patrimonio provinciale e dell’ediliziaa scolastica.

Patrizio Gagliardi: Sviluppo economico e attività produttive (agricoltura, commercio, artigianato, industria). Fiere e politiche distrettuali. Internazionalizzazione, Politiche Comunitarie (POR e PSR), Ufficio Europa. “Quest’ultima delega rappresenta una grande novità – ha detto Capponi – per restare al passo con i veloci cambiamenti dell’Europa”.

Giuseppe Pezzanesi: Turismo, Sistema turistico provinciale (”Altra novità che va a colmare un vuoto”), Servizi IAT (Informazione e accoglienza turistica). Gestione Aree protette (parchi e riserve naturali), Valorizzazione aree interne e Strategie di sviluppo locale. Attività venatoria e piscatoria, Piano faunistico venatorio.

Maria Grazia Vignati: Attività e Beni culturali. Identità della Comunità. Politiche di immigrazione e integrazione (Agenzia “Sviluppo Europa” per l’accoglienza e l’integrazione). Cooperazione internazionale e solidarietà. Politiche per la casa. Pari opportunità.Politiche giovanili in collaborazione con gli assessori Agostini e Blarasin.

Andrea Blarasin: Politiche attive del Lavoro e ammortizzatori sociali. Gestione dei CIOF (Centri provinciali per l’impiego, l’orientamento e la formazione). Formazione professionale.

Giorgio Giorgi: Risorse finanziarie, Controllo di gestione e Bilancio sociale. Risorse Umane. E-governement.

Giorgio Bottacchiari: Trasporti pubblici locali e Mobilità sostenibile. Sicurezza stradale. Servizi alle Imprese del settore trasporti. Sport.

Nazareno Agostini: Servizi scolastici e organizzazione scolastica provinciale. Progetti educativi per lo sport. Rapporti con gli Enti locali. Sistemi a reti informatiche territoriali. Educazione ambientale.

Simone Livi: Tutela e difesa del suolo e degli alvei fluviali. Protezione Civile. Difesa della costa.

“L’impegno imminente della nuova Giunta – ha detto Capponi - sarà a sostegno della Pelletterie 1907 (l’ultimatum di 48 ore è scaduto, ed è previsto un nuovo scipero, ndr) e alla Poltrona Frau, a cui chiederemo di rivalutare la decisione degli interventi. La Provincia si mette subito a disposizione per avviare una trattativa, la solidarietà non basterà e stiamo valutando altre iniziative da mettere in campo. Stiamo poi affrontando due temi molto importanti (rifiuti e Piano Casa) sui quali però non possiamo ancora dare anticipazioni. Infine abbiamo provveduto alla delibera di riduzione del 20% della indennità spettante al presidente (questa è stata la prima decisione presa dall’esecutivo). Tutti gli assessori – ha concluso Capponi – saranno a disposizione per rispondere ai cittadini almeno una volta alla settimana”.