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giovedì, maggio 27, 2010

"Serve un riequilibrio tra le provincie"

LA PROVINCIA di Macerata ha un ruolo importante nelle politiche occupazionali e la Regione deve avere come obiettivo il (ri)-equilibrio dei territori che equivale a un’equa considerazione di tutte le provincie marchigiane senza privilegiarne alcune rispetto ad altre”.
Con queste parole l’assessore Andrea Blarasin ha cominciato il suo intervento durante l’incontro con l’assessore regionale Marco Luchetti sui temi del lavoro e della scuola da affrontare contro la crisi. Durante l’incontro Blarasin ha poi ricordato come la Regione abbia modificato a proprio vantaggio le percentuali di distribuzione dei fondi FSE penalizzando così le Provincie. La quota del finanziamento comunitario, infatti, è stata portata dal 25% al 35% delle risorse per la Regione, comprimendo di conseguenza la parte economica provinciale al 65%. “Sottrarre risorse economiche alle Provincie - spiega l’assessore - vuol dire rendere meno incisivi gli interventi e penalizzare i territori che vedranno così ridotti gli interventi finalizzati a sostenere lo sviluppo e a contrastare la disoccupazione”. Blarasin ha poi sostenuto l’importanza che la Commissione provinciale e regionale del Lavoro torni ad avere un ruolo politico determinante come strumento di concertazione. E’ importante non solo una visione comune tra i membri delle varie categorie istituzionali ma una fattiva collaborazione fatta da scelte coerenti in accordo con quanto stabilito negli incontri. L’assessore, a questo proposito, sottolinea l’importanza di incontri periodici, con finalità sia politiche che tecniche, che attestino piena sintonia e comunità d’intenti tra la Commissione regionale e quella provinciale. Suggerimento che è stato accolto dall’assessore regionale Luchetti che ha fissato subito due incontri per i prossimi primo e 3 di giugno.

tratto da "Il Resto del Carlino" del 27/05/2010

venerdì, maggio 21, 2010

Piano provinciale del Lavoro: la soddisfazione di Blarasin

Varato il nuovo Piano Provinciale per la Formazione Professionale e per le Politiche del Lavoro per il quale sono state messe a disposizione anticipazioni per oltre 17 milioni di euro, derivanti dal Fondo Sociale Europeo (Fse) e da suddividere tra le iniziative previste per i sei Assi di sviluppo finalizzate al superamento delle criticità del territorio.
“E’ motivo di soddisfazione e politicamente rilevante – fa presente l’Assessore Andrea Blarasin – che il nuovo Piano sia stato approvato all’unanimità, con una sola astensione e con l’apprezzamento dell’opposizione. Abbiamo agito con un metodo partecipato, predisponendo tutta una serie d’incontri per conoscere, analizzare e venire incontro alle esigenze del territorio”.
Il Piano Strategico biennale guarda al futuro, in una ottica di rilancio a medio-lungo termine, con un potenziamento del concetto di rete e di sistema da attuare tra tutti gli attori istituzionali, datoriali, sociali, i Ciof, le Agenzie per il lavoro, gli Enti formatori, le Università. La provincia maceratese presenta diverse opportunità da sfruttare tra cui una forte possibilità di crescita in settori quali turismo, energia, terziario e tutela ambientale; un numero di laureati in sensibile aumento e un elevato livello di scolarizzazione della popolazione; c’è anche una crescita costante dell’uso degli stage ai fini della conoscenza e della successiva assunzione.
Tra i punti di forza del nostro territorio abbiamo un tasso di occupazione complessiva superiore al dato nazionale, un tasso di disoccupazione femminile al minimo storico, inferiore sia alla media italiana che a quella europea, un tasso di disoccupazione maschile più basso sia del nazionale che dell’europeo. Entrando nel dettaglio il Piano prevede tra l’altro azioni formative, incentivi per la creazione di nuove imprese, voucher formativi, progetti integrati a sostegno della conciliazione vita/lavoro, consulenze e analisi aziendali per l’innovazione, azioni di politiche attive per gli ammortizzatori sociali in deroga, azioni riguardanti i Ciof per migliorare l’accesso al mercato del lavoro, inclusione sociale delle persone svantaggiate e azioni contro le discriminazioni nel mercato del lavoro, innalzamento della qualità delle risorse umane. Il Piano è stato concepito anticipando quelle che saranno le strategie dell’Unione Europea dopo il 2013, che prevedono la istituzione di macro aree, dove verranno riconosciuti i progetti di qualità, capaci di interagire con gli altri territori.

tratto dal sito di Cronache Maceratesi il 21/05/2010

sabato, maggio 15, 2010

Fondo Sociale Europeo: sostegno alla Formazione professionale e alle Politiche del lavoro

Gli obiettivi
Le attività portate avanti in materia di Formazione Professionale e di Politiche per il Lavoro sono sostenute in maniera preponderante, sia a livello regionale che provinciale, dalle risorse attivate dal Fse (Fondo Sociale Europeo). Questo è uno dei fondi strutturali europei, uno strumento strategico e finanziario della politica regionale con la quale l’Unione Europea intende rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale riducendo le disparità di sviluppo fra le regioni e gli Stati membri. Con la programmazione 2007-2013 il Fse ha come obiettivi il conseguimento della piena occupazione, il miglioramento della qualità e della produttività del lavoro, la promozione dell’integrazione sociale e la valorizzazione delle risorse umane. Il nuovo regolamento per la gestione del Fse sottolinea principi di equità e di integrazione sociale, attraverso la promozione di misure finalizzate a favorire la parità di genere e le pari opportunità.

Priorità d’intervento
1 – Adattabilità dei lavoratori, delle imprese e degli imprenditori;
2 – miglioramento dell’accesso all’occupazione e inserimento sostenibile nel mercato del lavoro;
3 – inclusione sociale delle persone svantaggiate e lotta alla discriminazione nel mondo del lavoro;
4 – potenziamento del capitale umano;
5 – partenariati e patti per la promozione delle rifor-me e dell’inclusione nel mondo del lavoro.

POR Marche: Programmi Operativi Regionali

Il regolamento di gestione del Fse prevede che questo operi attraverso Programmi Operativi Regionali (Por). Questi, per ciascun territorio, individuano le attività più rispondenti al superamento delle criticità. Gli interventi si sviluppano in sei assi finalizzati al raggiungimento di obiettivi sia globali che specifici.

Asse 1 – Adattabilità
Accrescere l’adattabilità di lavoratori, imprese e imprenditori; sviluppare i sistemi di formazione continua e di sostegno all’adattabilità dei lavoratori; favorire l’innovazione e la produttività attraverso una migliore organizzazione e qualità del lavoro; sviluppare politiche e servizi per anticipazione e gestione dei cambiamenti; promuovere competitività e imprenditorialità.

Asse 2 – Occupabilità
Ampliare la partecipazione e l’accessibilità al mercato del lavoro e migliorare la crescita sostenibile dell’occupazione; aumentare efficienza, efficacia e qualità delle Istituzioni del mercato del lavoro; attuare politiche del lavoro attive e preventive, attenti ai migranti nel mercato del lavoro, all’invecchiamento attivo, al lavoro autonomo e all’avvio d’imprese; migliorare l’accesso delle donne all’occupazione e ridurre le disparità di genere.

Asse 3 – Inclusione sociale
Potenziare l’inclusione sociale delle persone svantaggiate e combattere le discriminazioni sul lavoro, sviluppando percorsi integrativi e migliorando l’inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati.

Asse 4 – Capitale umano
Alzare la qualità delle risorse umane e l’efficacia del sistema di istruzione e formazione; rafforzare la competitività attraverso la conoscenza. Elaborazione e introduzione delle riforme dei sistemi d’istruzione, formazione e lavoro per migliorarne l’integrazione e sviluppare l’occupabilità, con particolare attenzione all’orientamento. Aumentare la partecipazione alle opportunità formative lungo tutto l’arco della vita e innalzare i livelli di apprendimento e di conoscenza. Creare reti tra università, centri tecnologici di ricerca, mondo produttivo e istituzionale, attenti alla promozione della ricerca e dell’innovazione.

Asse 5 – Transnazionalità, interregionalità
Ampliare e rafforzare la rete nazionale e transnazionale di relazioni del sistema regionale di istruzione, formazione e lavoro, promuovendo la realizzazione e lo sviluppo di iniziative e di reti su base interregionale e transnazionale, con particolare attenzione allo scambio delle buone pratiche. Questo Asse è a completa titolarità della Regione Marche, che coinvolge di volta in volta le Province.

Asse 6 – Assistenza tecnica
Migliorare la governante e l’attuazione del Programma Operativo, migliorandone l’efficacia e l’efficienza con azioni di supporto.

mercoledì, febbraio 10, 2010

Tagliati finanziamenti Fse alle Provincie: trattenuto un ulteriore 10%

La premessa
La Legge regionale n° 2 del 18 gennaio 1996 ha come oggetto la delega alle Province delle funzioni amministrative relative alle attività formative cofinanziate dall’Unione Europea. Questa legge prevede l’assegnazione alle Province del 75% delle risorse provenienti dal Fondo Sociale Europeo e una quota pari al 25% trattenuta dalla Regione che provvede a gestirla direttamente. La Regione utilizza questo provento per l’attuazione di progetti di elevata specializzazione o direttamente incidenti nella programmazione regionale generale o di settore, ovvero coinvolgenti aree comprese nel territorio di più province, o ancora per progetti derivanti dall’attuazione di accordi con le parti sociali o da protocolli d’intesa con Enti a carattere nazionale.

Il fatto nuovo
Quanto esposto nella premessa è stato cambiato. La Regione Marche, con Legge regionale n° 31 del 22 dicembre 2009 (legge finanziaria regionale 2010), ha modificato a proprio vantaggio le percentuali di distribuzione dei fondi penalizzando così le Province. Infatti la quota di finanziamento comunitario a titolarità regionale è stata portata al 35% delle risorse, comprimendo di conseguenza la parte economica provinciale al 65% per l’attuazione delle politiche del lavoro e della formazione, accentrando maggiormente la gestione delle risorse FSE a favore della Regione stessa.

La conseguenza
Spiega l’Assessore Blarasin: dal punto di vista strettamente formale, sottrarre risorse economiche alle Province significa far venir meno il principio del decentramento amministrativo richiamato dall’art. 5 della Costituzione, secondo il quale la Repubblica deve operare il più ampio decentramento possibile. Dal punto di vista pratico, soprattutto in questo momento reso difficile dalla crisi economica che ha duramente colpito il mondo del lavoro, la sottrazione di una parte consistente del contributo vuol dire penalizzare i terri-tori che vedranno ridotti gli interventi finalizzati a sostenere lo sviluppo e a contrastare la disoccupazione. E’ una decurtazione che nulla ha di logico, in quanto ogni Provincia conosce le difficoltà e le emergenze del territorio di competenza e può agire in modo mirato per dare risoluzione positiva alle stesse.

giovedì, dicembre 10, 2009

Piano provinciale: abbiamo fatto, stiamo facendo, faremo

Iniziata una serie d’incontri
E’ in avanzata fase di preparazione il Piano provinciale per la formazione professionale e le politiche attive del lavoro per il 2010.
E’ stata predisposta una scheda di massima del Piano esaminata dall’Assessore Andrea Blarasin insieme con i dirigenti dei settori, Simone Ciattaglia e Mauro Giustozzi, i responsabili dei servizi e i direttori dei Ciof.
Nei giorni 25, 26 e 27 novembre l’Assessore ha tenuto incontri di concertazione con le parti sociali sia sindacali che datoriali, con i dirigenti degli Enti locali, con le Università e gli Enti formativi e, in linea di massima, i commenti sono stati positivi.

Principi guida del Fse
Con la programmazione 2007-2013 il Fse si riconferma come lo strumento che sostiene le politiche e le priorità tese a conseguire la piena occupazione, a migliorare la qualità e la produttività del lavoro, a promuovere l’integrazione sociale, la coesione e la valorizzazione delle risorse umane.
Le priorità d’intervento, quindi, sono: adattabilità dei lavoratori, delle imprese e degli imprenditori; miglioramento dell’accesso all’occupazione, inserimento sostenibile nel mercato del lavoro; inclusione sociale delle persone svantaggiate e lotta alla discriminazione nel mondo del lavoro; potenziare il capitale umano; partenariati e patti per la promozione delle riforme.

Finalità
L’obiettivo è di garantire, sul fronte delle risorse umane, interventi per incrementare la capacità di competere del sistema produttivo e di aumentare il tasso di attività.
Tutti gl’interventi saranno programmati in stretto accordo con le diverse espressioni organizzate della società, per verificare esigenze, aspettative, proposte che, compatibilmente con le possibili linee di attività potranno risultare essere rispondenti alle necessità di crescita del territorio.

Cosa ha fatto e sta facendo la Provincia
Il settore Formazione ha avviato numerose attività, molte delle quali ancora in esecuzione; tra i maggiori interventi troviamo: borse di studio; corsi multimisura per la realizzazione e il finanziamento di attività formative; progetti integrati a sostegno della conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro; sostegno alla creazione di nuove imprese; aiuti alle imprese relativamente all’innovazione tecnologica e organizzativa; il Progetto Ulisse; corsi per assistenti familiari; corsi per riqualificazione Oss; corsi di lingua e cultura italiana per extracomunitari.

Attuale disponibilità economica
Le risorse del Fse 2007/2013 assegnate dalla Regione Marche alla Provincia di Macerata per il 2010 sono pari a € 4.019.006,50.
Tenuto conto dei fondi assegnati nelle precedenti annualità, e già impegnate per l’attuazione delle attività in essere, risultano ancora disponibili circa 9milioni di euro.

Cosa farà la Provincia
Riorganizzazione dei Ciof
Il principale obiettivo dell’Amministrazione provinciale, nell’ambito delle Politiche attive del lavoro è la riorganizzazione dei Ciof, attraverso l’attuazione d’interventi e iniziative per migliorare sia l’efficacia che l’efficienza dei risultati perseguiti dai Centri per l’occupazione.

Interventi formativi
Tra i maggiori interventi formativi che s’intendono realizzare sono da citare i corsi multimisura, il sostegno alla creazione d’impresa, i voucher aziendali e formativi, le azioni e gli interventi per la formazione.

Borse lavoro
Oltre a questo, visto l’impatto socio-economico e l’efficacia rivelata, l’Amministrazione ha intenzione di reinvestire in quello strumento operativo che sono le borse lavoro per diplomati e laureati.

Fiera del lavoro
La Provincia di Macerata intende organizzare una “Fiera del Lavoro” con l’obiettivo di sperimentare un modello di rete capace di collegare orientamento, formazione e lavoro con la finalità di migliorare l’accesso al mercato del lavoro.

Ammortizzatori sociali
Ultimo, ma non ultimo per importanza, è il capitolo dedicato agli accantonamenti per gli ammortizzatori sociali previsti dalla Commissione Europea. Lo Stato, le Regioni e le Province autonome hanno stipulato un accordo-quadro per tutelare attivamente l’occupazione, passando attraverso l’attuazione d’interventi di politica attiva del lavoro e di sostegno al reddito incentrati sugli individui. Per fare questo andranno integrate risorse nazionali e comunitarie, in particolare riferite al Fse. L’assegnazione delle risorse del Piano Operativo Regionale alla Provincia di Macerata è stato quantificato in 13milioni di euro.

sabato, agosto 08, 2009

"Il mio impegno anti-crisi: progetti più ambiziosi per rilanciare le imprese"


di Franco Veroli

Andrea Blarasin è assessore alle politiche attive del lavoro e ammortizzatori sociali, gestione dei Centri per l'impiego, formazione professionale e politiche giovanili. Una nomina importante su cui grava il peso di una responsabilità molto grande, specie in un periodo di crisi economica come quello attuale (dall'inizio dell'anno 1.200 lavoratori in mobilità e migliaia in cassa integrazione).

Un inizio complicato, non è vero?
"Direi proprio di sì. Sono stato nominato assessore nel momento più difficile di questa crisi economica. Proprio per questo, la prima cosa che ho fato è stata quella di compiere un'accurata analisi dei dati sull'occupazione, rapportati alle condizioni economiche e finanziarie dell'intero territorio, scaturita da un serrato e proficuo confronto con gli uffici della provincia e i Centri per l'impiego. Ma anche da un confronto a tutto campo con tutte le sigle sindacali, impegnate in tante aziende in difficoltà. Il loro contributo mi è stato di grande aiuto per aggiungere tanti tasselli al quadro generale dell'intera provincia. Ora sto proseguendo gli incontri con le associazioni di categoria e datoriali e con tutti gli enti in qualche modo interessati a lavoro e formazione".
Quale obbiettivo immediato da raggiungere?
"Più che obiettivo parlerei di obiettivi, perchè molte scelte sono tra loro collegate e comportano un'azione comune con altri assessorati, a partire da quello delle attività produttive. In ogni caso, il mio intento è quello di far funzionare da subito la commissione provinciale del lavoro, l'organo specifico che si occupa delle problematiche occupazionali, così come stabilisce una legge regionale. Poi incontrerò il prefetto per effettuare un'analisi sull'erogazione del credito da parte delle banche, per cercare di comprendere meglio l'effettiva portata delle difficoltà delle piccole e medie imprese, visto che il loro andamento ha importanti effetti proprio sull'occupazione".
E la formazione, per chi deve trovare o chi ha perso un lavoro?
"Abbiamo emanato il bando per la creazione d'impresa, rivolto a inoccupati e disoccupati di lungo periodo e soggetti svantaggiati. Sono in fase di definizione le procedure per attuare il progetto di microcredito alle famiglie, volto a garantire prestiti di modesta entità, fino a 3mila euro, ma che possono rappresentare, in questa fase, un'importante sostegno. Ho già avuto un colloquio con i vertici dell'università di Camerino, e presto farò altrettanto con quelli dell'università di Macerata, per definire progetti di formazione e stabilendo criteri per la ripartizione dei fondi, secondo un principio irrinunciabile".
Quale?
"Non serve finanziare singole e occasionali iniziative fini a sè stesse. Bisogna puntare su progetti di ampio respiro, che creino presupposti stabili per produrre risultati e benefici in un'ottica di lungo periodo. Insomma, concentrare le risorse su un numero magari ridotto di progetti di qualità, evitando di disperderle in mille rivoli, senza conseguire risultati".
Quale ruolo per i centri per l'impiego?
"Sono molto importanti, ma così come sono strutturati non rispondono alle esigenze attuali. Stiamo lavorando a un progetto di riqualificazione e ristrutturazione che comprende anche l'attivazione di nuovi servizi, per arrivare a una migliore funzionabilità, in rapporto al compito di fondo dei centri: trovare e offrire lavoro".
Ci sono fondi europei consistenti da usare. Quali?
"Si, in effetti nella programmazione 2007-2013 sono disponibili diversi milioni di euro. Considerata la crisi, però, stiamo discutendo con la Regione le linee guida per finanziare non solo la formazione ma anche gli ammortizzatori sociali in deroga (cassa integrazione, mobilità). E, comunque, la Provincia è partita in ritardo: entro fine 2009 dovremo riuscire a pagare i circa 7 milioni di euro per corsi già fatti. Se non ci riusciamo rischiamo di perdere soldi".
Come immagina la situazione dopo le ferie?
"Nel primo semestre dell'anno la cassa integrazione è raddoppiata el la mobilità pure, anche se i dati sembrano essersi stabilizzati a giugno. Non ho la sfera di cristallo per dire quello che succederà. Di sicuro qualche problema ci sarà".

Tratto da "Il Resto del Carlino" del 08/08/2009